Quello che non si vede: il Glow Experience Tour si chiude, ma la storia è solo all'inizio
Cento persone, tre tappe, una regione che ha ricominciato a brillare. E dietro il luccichio, tutto il lavoro che nessuno racconta
Ci sono due modi di raccontare un successo. Il primo è mostrare le foto: le sale piene, i sorrisi, gli specchi, i calici. Il secondo è dire com'è andata davvero. Questo pezzo prova a fare la seconda cosa.
Il Glow Experience Tour si chiude dopo tre tappe - Caulonia Marina il 16 agosto, poi Trecchina e Vibo Valentia - e un numero che vale più di qualunque aggettivo: un centinaio di persone incontrate. Non contatti, non like: persone, sedute davanti a uno specchio, con la propria pelle tra le mani.
Lo stupore, ogni volta
Se dovessi indicare il risultato di cui vado più fiera, non sarebbero i numeri.
Sarebbe quell'istante: fine rituale, la mano che sfiora il viso, l'espressione che cambia.
L'ho visto con i miei occhi, decine di volte, e non si è mai consumato.
La pelle rinnovata non è uno slogan: è una reazione, e le reazioni non si possono fingere.
E accanto allo stupore, la fiducia.
Quella di persone e imprenditori che si sono affacciati a un business oggi presente in 21 paesi nel mondo, e hanno deciso di scommetterci.
Le pioniere
Ci sono nomi che vanno scritti, perché sono stati i primi. Donatella Tassone, Daniele Ierace, Romina Cursaro, Angela Almaviva: le prime vere pioniere della Calabria. E Katiuscia Maurone, che ha scommesso prima sulla Basilicata e poi su Roma.
Ma il risultato più bello non è che ci fossero.
È quello che è successo dentro di loro.
Donatella è quella che ha aperto tutto.
Dopo una vita a Bergamo è tornata in Calabria e ha scelto la strada più difficile: restare, investire, costruire qui.
La prima tappa del tour è nata dentro il suo negozio, il giorno in cui lo inaugurava.
Poteva festeggiare e basta.
Ha preferito trasformare la sua festa in un'occasione per tutti.
Katiuscia ha aperto la sua prima Glow con il passeggino di suo figlio accanto. Nessuna posa, nessuna scenografia: solo la prova che questo lavoro si può costruire dalla vita che hai, non da quella che dovresti avere.
Romina era partita in punta di piedi, quasi in silenzio. Guardatela adesso: in piedi, davanti alla sua sala, che conduce la sua serata. Da timida a donna d'acciaio.
E Angela ha aperto la sua prima Glow con il terrore di parlare in pubblico. Lo ha fatto lo stesso. Ed è stata grandiosa - perché il coraggio non è l'assenza di paura, è quello che fai mentre la paura c'è.
Ed è questo, alla fine, il vero prodotto: non la crema, la persona.
Quello che non si vede
E qui arriva la parte che di solito nessuno scrive.
Faccio questo lavoro da molti anni, costruisco reti da sempre, e questo tour mi ha confermato una cosa che sapevo già: non è tutto oro quel che luccica. Dietro ogni serata riuscita c'è un lavoro enorme, sudore, pianificazione, rinunce. E il coraggio di rischiare, ancora.
Il rischio più grande, in questa storia, me lo sono preso io: sono partita da Roma, ho lasciato tutto, e poteva essere un flop. Poteva. Sono fiera ed entusiasta di com'è andata, ma sotto quello che avete visto c'è una montagna di fatica.
Ed è questo il messaggio che voglio arrivi a tutti, senza sconti: questo non è il mestiere dei soldi facili. È un'attività strutturata, con un metodo che funziona - ma funziona solo se la fai. E per farla, devi lavorare.
Il tour non finisce: si sposta
Il viaggio prosegue a Roma, con due date già in calendario a settembre. Poi ci si ferma, ma solo per prendere la rincorsa: il 9 e 10 ottobre, sempre a Roma, va in scena NOW, un evento stratosferico dedicato agli addetti ai lavori, pensato per i professionisti del settore: medici estetici, estetiste, make up artist, parrucchieri. Tutto il mondo del beauty, in una stanza sola.
Alla Calabria, e a chi fa impresa al sud
Un'ultima cosa, e la dico a voce alta.
Mai come quest'anno la Calabria è tornata a brillare: crescita, turismo, energia nuova. E io ho un obiettivo dichiarato — farla brillare nel resto del mondo, rendendola la prima regione italiana con i massimi esperti di K-beauty coreana. Grazie a questo metodo, a questa azienda, a queste persone.
Perché il Sud non ha bisogno di essere salvato da nessuno. Ha bisogno di gente che ci resti, che ci investa, che ci creda abbastanza da lavorarci sopra ogni giorno. Il talento qui non è mai mancato: mancava chi avesse il coraggio di metterlo al centro della scena, invece che ai margini.
Il tour finisce qui. La storia, no.