Abbattimento pini marittimi, Reggio Respira vuole la “testa” dell’assessore Muraca
«“Ogni albero sul quale è stato necessario uno specifico intervento verrà quindi, ricollocato altrove per equilibrare la fauna esistente”». Queste le parole dell’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Muraca, per giustificare l’assurdo abbattimento di 25 pini marittimi di oltre 30 anni.
Vorremmo che il gentile assessore riuscisse a far comprendere alla popolazione come possa essere possibile ricollocare un albero tagliato di netto alla radice, magari indicandoci il nome dell’agronomo che lo ha rassicurato sulla fattibilità della cosa, in quanto ci sembra impossibile che una persona laureata ed esperta in materia possa affermare una cosa del genere».
A chiederlo è il movimento “Reggio respira”, indignato per l’abbattimento dei pini marittimi avvenuto nei giorni scorsi. «Chi ha autorizzato l’abbattimento? – continua il movimento -. Lo stesso regolamento comunale sul verde pubblico e privato, approvato con delibera consiliare n. 53 del 22.10.2015, all’art 11, comma 4, prevede che “è vietato l’abbattimento nei periodi in cui avviene la riproduzione dell’avifauna (da metà marzo a tutto settembre)”. Non basta l’illusione del dare alla cittadinanza una piazza riqualificata per giustificare un danno ambientale di tale entità, con l’aggravante di contravvenire al regolamento comunale. Nel frattempo Reggio Respira ha contattato per mezzo Pec le associazioni Legambiente, WWF; Lipu ed Enpa ed attende risposta, confidando nel loro interesse nel difendere i diritti degli animali e dell’ambiente.
Ci auguriamo che il caro assessore Muraca, non si rivalga del detto aristotelico che recita: “Colui che fa la legge non è soggetto alla legge”, frase che rappresenta il cardine di ogni assolutismo, regime che a parole questa giunta combatte con fermezza anche tramite opere pubbliche abbastanza discutibili quali panchine variopinte e murales (dal costo non dichiarato), ma che non trova riscontro nei fatti. Chiediamo che l’assessore sia in grado di dare spiegazioni riguardo questo scempio o che con un atto di responsabilità si dimetta per il disastro ambientale creato, a causa del quale povere anime son morte, al solo fine di appagare deliri di onnipotenza di un’amministrazione comunale sempre più alienata dalla legalità e dalla realtá. Spiegazioni o dimissioni!».