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27/03/2026 ore 20.39
Ambiente

Aspromonte, il cammino dei rifugi tra memoria e paesaggio: un itinerario che attraversa boschi, fede e panorami senza tempo

Escursione del 29 marzo tra Vocale e Serro della Croce, lungo antiche vie di pellegrinaggio verso Polsi con partenza da Bovalino

di Redazione

Domenica 29 marzo appuntamento con l’escursione presso “I Rifugi di Vocale e Serro della Croce”. L’appuntamento è alle ore 09:30 presso il Centro Commerciale di Bovalino sulla S.S. 106, con partenza escursione ore 10:30.

La natura mutevole ci accompagna per tutto il percorso, con il paesaggio dei boschi dell’Aspromonte che si trasformano e profumano di essenze diverse, mentre le fiumare mutano aspetto anch’esse per via delle rocce di diversa composizione. Le sorgenti ci ricordano leggende lontane, mentre il sentiero ci porta in una profonda e remota vallata, intorno a cui convergono alte e scoscese pareti.

Lo scenario è sorprendente: in alto ci sovrasta il massiccio di Pietra Castello e in basso intravediamo ciò che resta del lago Costantino. Questo tratto del Cammino della Fede è sicuramente il più suggestivo per raggiungere a piedi il santuario di Polsi, in quanto si percorrono le antiche vie dei pellegrini e dei viandanti che si recavano nel famoso luogo di culto.

Nel percorso si incontrano i seguenti rifugi: Vocale, Cusmano, Muccari, Koman, Croce e Favazzina.

Descrizione sentiero: Il sentiero parte dal Passo della Cerasara a 1.400 metri di altezza.
Ci immettiamo sulla sterrata che in pochi minuti ci porta al rifugio di Favazzina; subito ci troviamo sulla pista e, dopo aver superato il torrente, ci immettiamo nel sentiero e dopo circa 15 minuti giungiamo al casello Vocale.

Il luogo è caratterizzato dalla presenza di rigogliose piante di abete rosso e da una serie di attrezzature finalizzate al ristoro (qualche tavolo di legno e una preziosa fontana).

Continuiamo lungo la pista (che è la stessa che in condizioni normali conduce a Polsi) e dopo 30 minuti arriviamo alla Fontana della Croce.
Abbandoniamo la pista carrabile e imbocchiamo un sentiero, ai lati del quale si trovano alcuni cumuli di pietre. Sono le pietre votive dei fedeli provenienti dal versante tirrenico che, uniti in «carovane», si recavano nel famoso luogo mariano.

Giungiamo quindi al casello del Serro della Croce, dal nome dell’omonima località. Ci lasciamo il casello alle spalle e dopo poche decine di metri giungiamo a un’altura completamente sgombra da impedimenti visivi, una sorta di belvedere panoramico a quota 1.345 m.

Da qui possiamo godere di un paesaggio a 360° e spaziare con lo sguardo. Partiamo dal monte Montalto e da tutta la propaggine che degradando arriva al mare; continuiamo con l’imponente formazione rocciosa di Pietra Castello fino alle alture del piano Carrà, con in lontananza la sommità di monte Scorda e a seguire la cresta dell’Appennino, per poi ritornare nuovamente con lo sguardo a Montalto.

Giù nella vallata vediamo il letto dei torrenti che poco più a valle si uniscono dando origine al torrente Bonamico. Polsi sembra a un tiro di schioppo e un binocolo potrebbe essere utile. Questo e molto altro ancora è possibile ammirare dal belvedere del Serro della Croce.

Una volta soddisfatta la naturale curiosità per l’incredibile straordinarietà dei luoghi, ci incamminiamo lungo la via del ritorno, che sostanzialmente ricalca il percorso dell’andata ma con qualche variante.

Giunti alla Fontana della Croce, invece di ripercorrere la pista, prendiamo un sentiero posto sul lato sinistro della fontana, avendo l’accortezza di imboccare il sentiero giusto che, in leggera salita, ci porterà a visitare i rifugi Cusmano e Muccari, realizzati dagli operai forestali, fruibili in caso di necessità da tutti coloro i quali potrebbero averne bisogno.

Poco dopo ci immettiamo nuovamente sulla pista percorsa all’andata e ritorniamo sui nostri passi al punto di partenza.