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13/08/2026 ore 06.30
Ambiente

Bergamotto, l’oro verde di Reggio alla prova del caldo: la sfida per difendere produzione e qualità

Il caldo estremo e la siccità mettono sotto pressione i bergamotteti reggini: nell’Area Grecanica cresce l’allarme per la produzione, mentre produttori e istituzioni chiedono interventi immediati e una strategia capace di difendere una delle eccellenze simbolo della Calabria

di Silvio Cacciatore

Ci sono colture che raccontano un territorio più di qualunque cartolina. Il bergamotto di Reggio Calabria è una di queste: cresce quasi esclusivamente lungo la fascia jonica reggina fino a Monasterace, trova nell’Area Grecanica uno dei suoi habitat naturali e da secoli rappresenta economia, identità e paesaggio. Un patrimonio che questa estate, però, sta pagando un prezzo altissimo al caldo anomalo, alla siccità e ai venti di scirocco.

Il frutto da cui si ricava il celebre olio essenziale Dop è diventato uno dei simboli più riconoscibili della provincia reggina nel mondo. L’essenza, dal profumo fresco e inconfondibile, resta una materia prima preziosissima soprattutto per l’industria profumiera, mentre negli ultimi anni il bergamotto ha conquistato spazio crescente anche nell’agroalimentare, nella pasticceria, nella ristorazione e nella produzione di succhi e derivati.

Una filiera che ha provato ad allargare i propri orizzonti anche attraverso il percorso per il riconoscimento del Bergamotto di Reggio Calabria Igp. Un passaggio pensato per valorizzare il frutto nella sua interezza, diversificare gli sbocchi commerciali e dare maggiore forza ai produttori.

Proprio il Presidente del Comitato Promotore Rosario Previtera, già negli anni scorsi, aveva però indicato proprio nella crisi climatica una delle grandi minacce per il futuro del comparto, richiamando la necessità di rendere le coltivazioni più resilienti di fronte alla progressiva tropicalizzazione del clima. Un allarme che nell’estate 2026 ha assunto contorni drammaticamente concreti. Nei bergamotteti dell’Area Grecanica i frutti si seccano ancora sugli alberi o cadono a terra prima della piena maturazione, mentre le alte temperature provocano scottature e alterazioni che rischiano di incidere anche sulla qualità dell’essenza. In alcune stime diffuse nelle ultime settimane si prospettano perdite produttive che potrebbero raggiungere livelli molto elevati.

A raccogliere il grido d’allarme dei produttori è stato anche il sindaco di Melito Porto Salvo Tito Nastasi, che dopo le segnalazioni del Comitato dei produttori dell’Area Grecanica ha effettuato sopralluoghi nelle aziende e chiesto un incontro urgente alla Regione Calabria. La richiesta, indirizzata al presidente Roberto Occhiuto e all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, punta a ottenere misure immediate di sostegno per le imprese colpite e interventi strutturali capaci di affrontare gli effetti delle future ondate di calore.

Perché la posta in gioco supera la singola campagna agrumaria. Difendere il bergamotto significa proteggere reddito agricolo, imprese, paesaggio e una coltura che da Reggio Calabria ha costruito una reputazione internazionale. E se il clima che per secoli ne ha favorito l’unicità comincia a diventare il suo principale nemico, la sfida adesso è riuscire a proteggere quell’oro verde prima che l’eccezione di un’estate estrema diventi la nuova normalità.