Ciclone Harry, la UIL Calabria: «Aiuti immediati e interventi strutturali, non bastano le passerelle»
La segretaria generale Mariaelena Senese chiede l’attivazione del Fondo di Solidarietà UE e un piano straordinario con la BEI. «La Calabria è fragile, servono cantieri, lavoro e prevenzione vera».
«Territori isolati, infrastrutture danneggiate, attività produttive in ginocchio e comunità costrette ancora una volta a fare i conti con paura e incertezza». È il quadro tracciato dalla segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese, all’indomani dei gravi danni provocati dal ciclone Harry sul territorio regionale.
Per la UIL, quanto accaduto «non può essere liquidato come semplice maltempo». Al contrario, si tratta dell’ennesima dimostrazione di una fragilità strutturale che rende la Calabria particolarmente vulnerabile a eventi atmosferici intensi. «Ogni pioggia forte – sottolinea Senese – si trasforma in una crisi profonda perché il territorio è fragile, trascurato e privo di una vera strategia di prevenzione. È il risultato di decenni di scelte mancate e di risorse non spese o spese male».
A pagare il prezzo più alto, secondo il sindacato, sono lavoratrici e lavoratori, precari e stagionali, che vedono compromessa non solo la sicurezza ma anche il reddito e, spesso, il posto di lavoro. «Servono aiuti concreti – ribadisce Senese – per sostenere famiglie e imprenditori colpiti».
Dopo le visite in Calabria di esponenti del Governo nazionale, dal ministro Musumeci al sottosegretario Sbarra fino al vicepremier Salvini, la UIL chiede un cambio di passo deciso. «La Calabria non ha bisogno di passerelle – afferma Senese – ma di azioni incisive e strutturali». In particolare, il sindacato sollecita l’attivazione immediata del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, già utilizzato in altri territori colpiti da calamità naturali. «Non utilizzarlo significherebbe lasciare soli lavoratori, famiglie e imprese calabresi».
Accanto alla gestione dell’emergenza, la UIL Calabria invoca un intervento strutturale con la Banca Europea per gli Investimenti per finanziare un piano straordinario di difesa del suolo, messa in sicurezza delle infrastrutture e protezione delle coste. «La BEI – spiega Senese – non serve a tamponare l’emergenza, ma a creare lavoro stabile, cantieri sicuri e opere durature».
I numeri confermano l’allarme. Secondo il Rapporto ISPRA 2024 sul dissesto idrogeologico, tutti i 404 comuni calabresi risultano interessati da fenomeni franosi, un dato unico a livello nazionale. Oltre 180 mila cittadini vivono in aree a rischio frana o alluvione, più di 25 mila edifici sono esposti a rischio idrogeologico e oltre il 90% del territorio regionale è classificato come ad alto rischio.
«Il ciclone Harry – conclude Senese – è un avvertimento politico chiaro. Continuare a rinviare significa condannare la Calabria a nuovi disastri e nuovi costi sociali. Come UIL Calabria non accetteremo che, passata l’attenzione mediatica, tutto torni come prima. La sicurezza del territorio è una questione di lavoro, diritti e giustizia sociale».