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05/02/2026 ore 19.44
Ambiente

Ciclone Harry, Locri Rinasce: «Servono scelte strutturali e non soluzioni tampone»

LocRinasce chiede una visione unitaria e interventi coordinati per tutelare territorio, sicurezza e futuro economico della Locride.

di Redazione

Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato segni evidenti lungo la costa ionica reggina. Oltre ad altri territori della Città Metropolitana di Reggio Calabria, a subire i danni più significativi è stata la Costa dei Gelsomini, nel tratto compreso tra Monasterace e Capo Spartivento. Un impatto che non può essere letto come un episodio isolato o straordinario, ma come l’ennesima manifestazione di una fragilità strutturale che il nostro litorale porta con sé da anni.

Una costa costruita e modificata nel tempo senza una visione unitaria, oggi sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico e all’intensificarsi di eventi meteorologici estremi. È da questa consapevolezza che nasce la posizione del movimento civico LocRinasce, che invita a superare la logica dell’emergenza e delle soluzioni tampone per avviare un percorso strutturale e duraturo di difesa del territorio.

Intervenire rapidamente per ripristinare sicurezza, accessibilità e continuità delle attività economiche è, nell’immediato, una necessità comprensibile. Ma un approccio basato su interventi frammentati, decisi Comune per Comune e privi di una strategia condivisa, rischia di produrre effetti limitati se non addirittura controproducenti. Si finisce spesso per concentrare risorse pubbliche sempre sugli stessi tratti di costa, spostando il problema dell’erosione più a nord o più a sud, senza ridurre realmente l’esposizione del litorale a futuri eventi estremi.

La costa, infatti, non è una somma di segmenti amministrativi, ma un sistema unitario. Correnti marine, trasporto dei sedimenti e dinamiche delle foci fluviali interagiscono tra loro lungo tutto il litorale ionico, indipendentemente dai confini comunali. Per questo motivo, secondo LocRinasce, appare sempre più urgente ragionare su un intervento coordinato che abbracci l’intero tratto compreso tra Monasterace e Capo Spartivento, fondato su uno studio complessivo delle relazioni tra mare, fiumare, torrenti e spiagge.

Una visione di questo tipo consente di compiere scelte differenziate ma coerenti, superando l’approccio uniforme e spesso inefficace. Non tutto, infatti, va difeso allo stesso modo. Nei centri urbani strategici, come Locri, è indispensabile tutelare infrastrutture, servizi essenziali e tessuto economico. Nei tratti meno urbanizzati può invece essere opportuno favorire processi di rinaturalizzazione, mentre nelle aree di foce diventa centrale preservare il naturale apporto di sedimenti, fondamentale per l’equilibrio delle spiagge.

Affrontare una sfida di questa portata richiede competenze tecniche e una regia istituzionale chiara. Non può essere demandata esclusivamente ai singoli Comuni, né affidata a interventi episodici. In questo quadro, assume un ruolo centrale il contributo dello Stato in termini di indirizzo e pianificazione, insieme al supporto tecnico dell’Autorità di Bacino, chiamata ad analizzare in modo integrato le dinamiche idrogeologiche, fluviali e costiere. Fondamentale è anche il coinvolgimento della Regione Calabria e degli enti locali, per garantire coerenza tra programmazione e territori.

Un ruolo non secondario è svolto inoltre dal Consorzio di bonifica, le cui attività sulle fiumare e sui torrenti risultano tanto più efficaci quanto più sono integrate con la pianificazione di bacino e con una strategia complessiva di equilibrio idraulico e costiero.

Nel corso dell’assemblea del movimento, svoltasi il 2 febbraio, LocRinasce ha espresso anche la volontà di promuovere un evento pubblico dedicato a questi temi, con l’obiettivo di favorire informazione, confronto e partecipazione. Un passaggio ritenuto essenziale per costruire consapevolezza e stimolare un dibattito che vada oltre l’emergenza.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: avviare un percorso serio, trasparente e condiviso che metta al centro la sicurezza dei cittadini, la tutela del litorale e il futuro economico e turistico della Locride. Perché difendere la costa non significa soltanto riparare i danni del presente, ma scegliere oggi come proteggere il territorio e le comunità che lo abitano domani.