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24/06/2026 ore 06.30
Ambiente

Il rebus depurazione apre l’estate con i soliti divieti di balneazione: intanto Cannizzaro comincia dalle spiagge

Sono nove i tratti di costa cittadina inibiti alla balneazione, mentre sono due i km di litorale “recuperati” tra Pentimele e Catona. Gli impegni in campo per aggredire il problema depuratori sullo sfondo dell’inchiesta “Panta Rei”. Intanto la nuova amministrazione prova a recuperare il tempo perso ordinando una pulizia straordinaria delle spiagge

di Claudio Labate

Quello della depurazione rimane un punto debole dell’offerta turistica reggina. Almeno per il momento la situazione non sembra cambiare, anche se qualche timido segnale di aggressione al problema c’è e si vedrà durante la stagione, per la verità già iniziata.

D’altra parte quello degli scarichi abusivi a mare, è un problema atavico che tiene ostaggio la città ormai da tempo immemore, e che si intreccia anche con l’inchiesta “Panta Rei” di gennaio scorso, quando i Carabinieri del Nucleo operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo (per un ammontare di 10 milioni di euro) emesso d'urgenza dal pm nei confronti della società Idrorhegion s.c.a.r.l., impresa affidataria della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue del comune di Reggio.

Quell’inchiesta ha permesso di delineare un quadro dettagliato di «gestione sistematicamente illecita degli impianti, condotta in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali, ivi compresa l'autorizzazione allo scarico, al fine di conseguire risparmi di spesa, con frode per l'ente comunale».
In particolare - scrivevano i militari dell’Arma all’epoca - oltre alla presunta gestione illecita dei rifiuti prodotti dal ciclo depurativo - con specifico riferimento ai fanghi di depurazione - mediante il loro deposito incontrollato in luoghi non autorizzati e lo sversamento illecito in mare, è emerso che gli impianti sarebbero stati condotti in modo tale da consentire lo scarico in mare di acque reflue non adeguatamente trattate.
Le analisi effettuate avrebbero comunque evidenziato il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa ambientale vigente con riferimento ai principali parametri chimico-fisici e microbiologici, attestando il mancato rispetto delle condizioni necessarie a garantire un corretto processo di depurazione prima dello scarico nel corpo recettore.

Dalla sufficienza all’eccellenza: i tratti restituiti alla balneazione

La stagione è iniziata, l’inchiesta prosegue, ma almeno per quest’anno i problemi rimangono, anche se come detto ci sono timidi segnali di miglioramento. Ne è testimonianza l'ordinanza sindacale n. 78 di lunedì scorso che sancisce la revoca ufficiale del divieto di balneazione per la stagione estiva 2026 in tre specifici tratti costieri precedentemente interdetti. Il provvedimento ristabilisce la piena fruibilità dei tratti interessati sulla base dei dati di monitoraggio regionali affidati all’Arpacal, le cui rilevazioni scientifiche hanno riscontrato un netto miglioramento della qualità marina. In particolare il provvedimento revoca in modo mirato i divieti accumulatisi negli anni passati individuando tre tratti costieri del territorio comunale ufficialmente restituiti alla balneazione: si tratta di 905 metri di litorale in corrispondenza del Bar Reitano a Catona, dove la qualità delle acque è stata classificata come “buona”; 380 metri di litorale a Gallico all’altezza del Lido “Mimmo” con qualità “sufficiente”, come anche per 663 metri di costa restituita alla balneazione a Pentimele.

Il documento richiama inoltre gli altri tratti del territorio comunale che presentano acque idonee alla balneazione secondo i decreti della Regione Calabria e i rilievi ArpaCal dell’aprile scorso che assegnano una qualità “buona” ed “eccellente” a diverse aree costiere comunali. Nello specifico la classe di “eccellenza” vanta il maggior numero di chilometri di costa balneabile tra i quali spicca il litorale del Lido Kalura a Villa San Giovanni con i suoi 1519 metri di estensione, mentre nel territorio comunale si distinguono i tratti antistanti l’Oasi (557 metri) e Lido Caponera (884 metri). La zona sud registra performance ottimali a Pellaro, nello specifico nei tratti Occhio di Pellaro per 1708 metri, Pellaro - Martorana per 1437 metri e Punta Pellaro per 585 metri. L'eccellenza prosegue poi lungo tutta l'area di Bocale con i tratti Bocale 2 - Lido CC (813 metri), Bocale 2 - Stazione FF.SS. (1063 metri) e la Spiaggia Calipso (1710 metri).

Le acque di qualità “buona” si trovano nei tratti di Catona - Centro Svizzero con un'estensione di 1492 metri e di Gallico - Camping lungo 1200 metri. La qualità delle acque si mantiene stabile nei pressi dello scalo aeroportuale nel tratto Ravagnese - Aeroporto (1078 metri) e a San Gregorio - Temesa Nord (1792 metri); mentre acque di qualità “Sufficiente” sono state classificate nel litorale di Gallico - Fata Morgana per una lunghezza di 732 metri e del tratto antistante il Circolo Velico (1229 metri) anche se per quest'ultimo la balneabilità è stata successivamente revocata a causa delle criticità riscontrate e sanzionate dall’ordinanza n. 79.

Nove tratti di costa inibiti alla balneazione

Proprio l’ordinanza n°79 istituisce il divieto di balneazione per l'intera stagione balneare 2026 in nove specifici tratti di costa comunali. Niente di nuovo (purtroppo) si dirà, ma visto che l'ordinanza impone al Comune la delimitazione fisica delle zone tramite l'installazione immediata di un numero adeguato di cartelli di divieto ben visibili sul posto, la città continua a non farci certo una bella figura tenuto conto che diversi tratti corrispondono a quelli della movida

Nella zona nord del territorio comunale, le maggiori criticità si concentrano a Gallico – Limoneto (anche al centro dell’inchiesta di cui sopra), dove il divieto si estende per oltre un chilometro. Poco più a sud, le restrizioni colpiscono alcune attività sportive e ricreative legate ai club storici della città: il tratto antistante il Circolo Nautico risulta infatti non balneabile per ben 1094 metri, così come quello del Circolo Velico, (1229 metri di spiaggia). Il centro cittadino e la zona del Lido comunale, che rappresentano il cuore della movida estiva, mostrano una situazione complessa: il divieto interessa l'intera area del Lido Comunale (il Pontile Nord per 544 metri, il Pontile Sud per 179 metri e la zona antistante Villa Zerbi per altri 537 metri). A questa area si aggiunge anche lo sbocco vicino alla foce fluviale, specificatamente identificato nel tratto situato a 500 metri nord dal Torrente Annunziata, che copre un'estensione di 592 metri. Nella zona sud della città la qualità delle acque impone restrizioni severe anche nei tratti di costa di Ravagnese, nella porzione denominata Sabbie Bianche, per 1280 metri; e di Pellaro, dove il tratto di Pellaro - Lume registra l'interdizione più estesa in assoluto dell'intera ordinanza, privando i bagnanti della fruizione di 1371 metri di litorale.

Gli impegni della campagna elettorale

Proprio di recente il presidente della Regione Roberto Occhiuto in compagnia dell’assessore Antonio Montuoro ha presentato un piano da 175 milioni di euro con quasi 200 interventi distribuiti nelle cinque province calabresi per affrontare le criticità del territorio. Ma il tema della depurazione, complice anche la finestra temporale dedicata alle elezioni comunali, è stato uno degli argomenti principali della campagna elettorale. In particolare il sindaco eletto, Francesco Cannizzaro ha dedicato un incontro “face to face” con il ministro Pichetto Fratin dando conto delle risorse messe sul piatto per affrontare ed aggredire il problema, evidentemente da qui in avanti, soprattutto perché, nella sua visione di città ambiente e turismo sono due condizioni imprescindibili l’una dall’altra.

Proprio in quella occasione Cannizzaro evidenziò come il Governo nazionale – grazie all'ufficio del Commissario e alla Regione Calabria – abbia già destinato a Reggio Calabria 150 milioni di euro per gli interventi sulla depurazione. «Tra qualche settimana – disse a ridosso delle elezioni - partiranno i lavori per ammodernare e rimettere finalmente in funzione il depuratore di Gallico. Altre importanti economie saranno destinate ad attivare e potenziare i depuratori di Ravagnese, Pellaro e Concessa. Questi interventi ci consentiranno di avere un mare pulito, più igiene e un servizio finalmente civile. Parte di questi fondi servirà a ripristinare una rete fognaria che oggi è fatiscente o inesistente in alcune zone. Dobbiamo puntare ad avere una città green e, mi passi il termine, una città che abbia un profumo. Non è possibile che oggi, quando si sbarca all'aeroporto a Ravagnese, la prima cosa che si avverte sia il cattivo odore del depuratore. Su Ravagnese abbiamo destinato ben 34 milioni di euro, annunciati proprio con il Ministro».

La pulizia straordinaria delle spiagge

Intanto giovedì mattina prenderà avvio l’attività di pulizia straordinaria delle spiagge ricadenti nel territorio comunale di Reggio Calabria. L'intervento coprirà circa 34 chilometri di costa, partendo da Gallico per poi estendersi a tutto il litorale con una programmazione ordinaria per tutta la stagione estiva. «Prendersi cura delle nostre spiagge significa prendersi cura anche dell’immagine della città, perché il mare rappresenta uno dei più autentici biglietti da visita della nostra splendida terra» ha detto il sindaco Francesco Cannizzaro, che ha chiarito anche come le attività si svolgeranno nella fascia oraria compresa tra le ore 5:00 e le 9:30, così da garantire la piena fruibilità delle spiagge da parte dei bagnanti e ridurre al minimo gli eventuali disagi.

La prima fase dell’intervento dedicata alla pulizia straordinaria – recita una nota stampa - avrà una durata di 21 giorni, periodo ritenuto sufficiente per effettuare un’azione capillare e incisiva lungo l’intero litorale cittadino. Parallelamente, una squadra composta da 6 operatori sarà impegnata nella cura e nella manutenzione delle aree verdi adiacenti agli arenili. Conclusa questa fase iniziale, si passerà al regime ordinario di manutenzione, che prevede interventi di pulizia con cadenza quindicinale su ciascun tratto di costa.

Sono previste, inoltre, l’installazione di appositi trespoli per la raccolta differenziata nei punti nevralgici di ciascuna spiaggia e la realizzazione, in corrispondenza delle aree di parcheggio dedicate alle persone con disabilità, di passerelle dedicate che consentiranno un accesso più agevole e inclusivo agli arenili direttamente dalla sede stradale.

Particolare attenzione sarà riservata alle due zone di interesse naturalistico ricadenti nel territorio comunale, il SIC di Catona, a nord, e la ZSC di Punta Pellaro, a sud. In entrambi i siti gli interventi saranno eseguiti esclusivamente con modalità manuali e senza l’impiego di mezzi meccanici, al fine di preservare l’integrità degli habitat naturali e tutelare le specie animali presenti.

«Consapevoli di essere partiti in ritardo rispetto all’inizio stagione balneare, in ragione del recentissimo insediamento della nostra Amministrazione – conclude il sindaco Cannizzaro – intendiamo recuperare il tempo perduto con un’azione intensa e programmata, garantendo ai nostri cittadini ed a tutti coloro che vivono il litorale reggino che, a partire dalle prossime stagioni, tali ritardi non si ripeteranno».