La Scialata, il sentiero delle cascate nel cuore dell'Aspromonte: un'oasi tra boschi, ponti e torrenti
Il percorso naturalistico di San Giovanni di Gerace è uno dei tesori nascosti della Locride. Tra cascate, rocce granitiche e boschi secolari conduce fino all'Oasi della Scialata, dove sgorga una sorgente di acqua oligominerale.
C'è un angolo dell'Aspromonte orientale dove il rumore dell'acqua accompagna ogni passo. È il sentiero naturalistico della Scialata, nel territorio di San Giovanni di Gerace, uno degli itinerari più suggestivi della Città Metropolitana di Reggio Calabria, immerso tra le colline che separano l'Aspromonte dalle Serre e affacciato sulla vallata del Torbido, a pochi chilometri dalla Riviera dei Gelsomini.
Il nome racconta già lo spirito del luogo. Nel dialetto locale, infatti, "Scialata" significa "gran divertimento", un'espressione che richiama il piacere di trascorrere una giornata all'aria aperta, circondati da una natura ancora autentica.
Un sentiero tra mare e montagna
L'itinerario prende il via in località Giancè, nei pressi del casello dell'ex AFOR, facilmente raggiungibile dal centro abitato di San Giovanni di Gerace. Dopo un primo tratto lungo una strada sterrata, il paesaggio si apre regalando ampie vedute sulla costa ionica e sulla vallata del Torbido.
È soltanto l'inizio di un percorso che cambia rapidamente scenario. Raggiunte le cascate Fellare, il sentiero si addentra nel cuore del bosco seguendo il corso del torrente Levadìo, attraversando uno degli ambienti naturalistici più affascinanti dell'entroterra reggino.
Tra cascate, canyon e ponti in legno
Da qui in avanti ogni curva riserva una sorpresa. Il percorso si sviluppa tra pareti di granito modellate nei secoli dall'acqua, ponticelli in legno, scalinate, piccoli canyon naturali e laghetti cristallini.
Le protagoniste sono le numerose cascate che punteggiano l'itinerario: Fellare, Marasà, Crisafi, Schiavone, il suggestivo Piccolo Canyon e infine la cascata Scogli, ciascuna con caratteristiche diverse ma accomunate dall'acqua limpida che scorre tra le rocce dell'Aspromonte.
Ad accompagnare il cammino è una vegetazione rigogliosa composta da ontani, pioppi e castagni secolari, che nelle giornate estive rende il sentiero particolarmente fresco e piacevole.
L'Oasi della Scialata
Dopo circa due ore di cammino si raggiunge la meta dell'escursione: l'Oasi della Scialata, in località Cannavarè, a circa 850 metri di quota. Qui, nel cuore di un fitto castagneto, sgorga una sorgente di acqua oligominerale ed è presente un'area attrezzata per il picnic, ideale per una sosta prima del rientro. Il contesto naturalistico, unito al silenzio del bosco e alla presenza costante dell'acqua, rende questo luogo uno dei più apprezzati dagli escursionisti che scelgono di esplorare l'entroterra della Locride.
Un itinerario adatto a tutti
Il sentiero è classificato di difficoltà turistica (T) ed è considerato adatto anche alle famiglie e agli escursionisti meno esperti, purché affrontato con calzature adeguate.
Il percorso lineare misura circa 5 chilometri, con un dislivello di circa 250 metri, partendo dai 600 metri del casello AFOR fino agli 850 metri dell'Oasi della Scialata. Il tempo medio di percorrenza è di circa due ore per la sola andata, mentre il periodo migliore per visitarlo è tra estate e autunno, quando il bosco offre riparo dal caldo e la portata del torrente rende ancora più spettacolari le cascate.
Un itinerario che unisce paesaggio, geologia e biodiversità e che rappresenta una delle esperienze naturalistiche più autentiche dell'Aspromonte orientale, ancora lontana dai grandi flussi turistici ma capace di sorprendere chiunque scelga di percorrerla.