Maltempo, dieci Comuni della Piana esclusi dall’ordinanza: i sindaci scrivono alla Protezione civile
I primi cittadini dell’ambito di Polistena chiedono l’integrazione della OCDPC 1180/2026: «Danni reali e COC attivati, serve parità di trattamento». In caso di mancato riscontro, pronti a ulteriori iniziative a tutela degli enti e dei cittadini
I Comuni dell’ambito territoriale di Polistena chiedono ufficialmente di essere inseriti tra quelli beneficiari delle misure previste dall’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 1180 del 30 gennaio 2026, emanata in seguito agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la Calabria a partire dal 18 gennaio scorso.
Con una nota formale indirizzata al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e trasmessa per conoscenza alla Prefettura di Reggio Calabria e al Regione Calabria, i sindaci segnalano una grave esclusione dall’elenco dei territori interessati allegato all’ordinanza.
A risultare assenti, nonostante i danni accertati, sono i Comuni di Polistena, Cittanova, Cinquefrondi, Melicucco, San Giorgio Morgeto, Anoia, Maropati, Galatro, Feroleto della Chiesa e Giffone, tutti ricompresi nel Centro di Coordinamento d’Ambito (CCA) di Polistena.
Secondo quanto evidenziato nella richiesta, l’elenco allegato alla OCDPC 1180/2026 sarebbe stato predisposto sulla base delle comunicazioni regionali, ma non rispecchierebbe la reale estensione territoriale degli effetti del maltempo. Un’assenza che, sottolineano i sindaci, rischia di tradursi in una esclusione concreta dalle misure di assistenza, contributo e ripristino previste per i territori colpiti.
Nell’immediatezza degli eventi del 18 gennaio, tutti i Comuni firmatari hanno infatti attivato formalmente i rispettivi Centri Operativi Comunali (COC), adottando provvedimenti urgenti per fronteggiare un’emergenza che ha prodotto danni diffusi a infrastrutture stradali, parchi e giardini pubblici, edifici scolastici, strutture pubbliche e private, terreni agricoli, viabilità urbana e interpoderale, oltre a fiumi e corsi d’acqua.
Un passaggio ritenuto centrale nella nota inviata a Roma: l’attivazione del COC, ricordano i sindaci, rappresenta un atto amministrativo formale e inequivocabile che certifica il concreto interessamento del territorio comunale da parte dell’evento calamitoso e la necessità di un coordinamento delle strutture di protezione civile.
L’esclusione dall’ordinanza, evidenziano ancora gli amministratori locali, comporta non solo un pregiudizio per gli enti, ma anche una disparità di trattamento tra cittadini e operatori economici colpiti dallo stesso evento meteorologico in Comuni formalmente riconosciuti e altri rimasti fuori dall’elenco.
Da qui la richiesta di un intervento urgente: o l’integrazione dell’allegato alla OCDPC 1180/2026 con l’inserimento dei dieci Comuni della Piana, oppure l’adozione di un atto correttivo che consenta di ricomprendere tali territori nell’ambito di applicazione dell’ordinanza, evitando esclusioni future dai ristori e dai riconoscimenti legati ai danni subiti.
In chiusura, i sindaci fanno sapere che, in assenza di riscontro, si riservano di valutare ulteriori iniziative a tutela degli enti e delle rispettive amministrazioni, affinché venga garantita una corretta e completa rappresentazione dell’emergenza che ha colpito la Piana di Gioia Tauro.