Mare in furia sul Tirreno reggino, notte di paura tra Bagnara e Scilla: lungomari travolti e auto in balia delle onde
La violenta mareggiata di ieri sera ha messo a nudo la fragilità della costa, con danni, divieti e immagini diventate virali che riaccendono l’allarme sull’erosione e sulla sicurezza del litorale
La violenta ondata di maltempo che ha investito il basso Tirreno nella serata di ieri ha lasciato segni profondi lungo la costa reggina, con mareggiate eccezionali tra Bagnara e Scilla e una situazione che, in alcuni tratti, ha assunto contorni drammatici. Il mare, sospinto da forti venti di maestrale, ha raggiunto una potenza tale da superare gli arenili e colpire direttamente i lungomari, trasformando la linea di costa in un fronte esposto e fragile.
A Bagnara Calabra le onde imponenti si sono infrante con violenza sul litorale, investendo il lungomare e rendendo evidente, ancora una volta, la vulnerabilità di un tratto costiero sempre più segnato dall’erosione. Un assalto continuo, durato ore, che ha alimentato preoccupazione tra residenti e automobilisti, costretti a fare i conti con spruzzi, detriti e condizioni di sicurezza fortemente compromesse.
Ancora più critica la situazione a Scilla, dove la mareggiata ha letteralmente cancellato la spiaggia della Marina Grande, spingendosi fino alla sede stradale. Alcune automobili sono state travolte dall’acqua e dal moto ondoso mentre transitavano sul lungomare, in uno scenario che ha reso necessario l’intervento immediato delle autorità locali. Il Comune ha predisposto un’ordinanza urgente con divieto di circolazione e sosta sul lungomare e nell’area portuale, valutando anche l’attivazione del Centro Operativo Comunale per il monitoraggio dell’emergenza.
I danni, ancora in fase di quantificazione, riguardano arredo urbano, marciapiedi, muretti e infrastrutture costiere, con accumuli di sabbia e pietrame sull’asfalto e disagi estesi anche alla frazione di Favazzina. Le squadre tecniche sono al lavoro, mentre nelle prossime ore sono previste verifiche più approfondite.
A rendere ancora più evidente la portata dell’evento sono state le immagini diventate virali nelle ore successive, con le auto dirette a Chianalea sferzate dalle onde e sballottate sulla sede stradale come fossero foglie. Video e fotografie hanno rapidamente fatto il giro dei social, mostrando il mare che invade il lungomare senza soluzione di continuità e veicoli intrappolati in un corridoio d’acqua e detriti, in una sequenza che restituisce tutta la pericolosità di quei minuti e la sottovalutazione del rischio in un tratto costiero ormai esposto a fenomeni sempre più estremi.
Sul fronte della riflessione tecnica, l’ex capo della Protezione civile calabrese e geologo Carlo Tansi ha lanciato un monito netto: «Queste persone oggi hanno seriamente rischiato la vita a Scilla a causa di un’emergenza erosione costiera che coinvolge gran parte del litorale tirrenico calabrese». Un richiamo che va oltre l’episodio contingente e punta il dito contro anni di interventi frammentari: «Non sono più tollerabili interventi tampone puntiformi buttando massi a mare a casaccio. Questa pratica dissennata, non solo è inutile ma è dannosa».
La mareggiata di ieri sera diventa così l’ennesimo segnale di allarme lungo una costa che chiede interventi strutturali, pianificati e definitivi, prima che la prossima ondata trasformi ancora una volta l’emergenza annunciata in pericolo concreto.