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16/07/2026 ore 21.00
Ambiente

Mare off limits tra Roccella Jonica e Caulonia, scatta il piano d’emergenza: si attendono i nuovi dati Arpacal

Ordinanza precauzionale e circoscritta dopo i rilievi del 10 luglio in località Canne. Bloccati i conferimenti degli autospurghi e avviati interventi straordinari della Jonica Multiservizi. I Comuni rassicurano: «Acque eccellenti in tutto il resto del litorale»

di Ilario Balì

Un divieto di balneazione temporaneo, circoscritto e precauzionale. Le amministrazioni comunali di Roccella Ionica e Caulonia, insieme ai tecnici della Jonica Multiservizi, hanno fatto quadrato per gestire l'anomalia riscontrata nei giorni scorsi. L’allarme, riferito a un singolo tratto di costa, è scattato lo scorso 10 luglio, quando l'Arpacal ha comunicato l'esito dei campionamenti periodici. Su cinque punti di prelievo monitorati lungo il litorale di Roccella Ionica, soltanto uno ha mostrato valori oltre i limiti di legge: quello situato proprio in corrispondenza dello scarico del depuratore consortile in località Canne. Nessuna criticità, invece, negli altri quattro punti di Roccella, così come sono risultati perfettamente conformi alla norma i tre punti di campionamento sul litorale di Caulonia.

Ricevuta la nota dell’Arpacal, il sindaco di Roccella Vittorio Zito ha convocato immediatamente un tavolo tecnico d'urgenza con l’assessore all'Ambiente Fabrizio Chiefari, l'ufficio tecnico comunale e la governance della Jonica Multiservizi. La decisione è stata immediata: firmare un'ordinanza provvisoria di divieto di balneazione a ridosso dello scarico, a tutela preventiva dei bagnanti, informando contestualmente il sindaco di Caulonia per coordinare i successivi passi istituzionali.
I primi controlli sull'impianto di depurazione, effettuati non hanno evidenziato guasti o anomalie macroscopiche. Tuttavia, un secondo prelievo effettuato dall'Arpacal ha confermato il persistere del superamento dei limiti, isolato sempre e soltanto in quel preciso punto.

Per risolvere l'anomalia nel minor tempo possibile, specialmente in vista del periodo di massimo carico estivo, il Cda della Jonica Multiservizi ha varato un pacchetto di interventi d'emergenza. In via preventiva, è stato potenziato il sistema di ossigenazione delle vasche di depurazione ed è stato disposto il blocco temporaneo dei conferimenti dei camion autospurgo all'interno dell'impianto consortile, individuando in questi ultimi una delle possibili cause del sovraccarico.

A questo si aggiungono i lavori di manutenzione straordinaria avviati proprio ieri sulla vasca di sedimentazione. Interventi mirati che, secondo i tecnici, dovrebbero riportare i parametri microbiologici sotto la soglia di legge già nei prossimi giorni, consentendo la revoca del divieto. Nel frattempo, d'intesa con il Comune, è stato avviato un tavolo di confronto con Sorical, la società regionale che entro il prossimo 31 dicembre subentrerà nella gestione del depuratore, per unire le forze in questa fase delicata.

Le amministrazioni hanno voluto fare chiarezza anche su un tema spesso dibattuto: la localizzazione dello scarico del depuratore, che attualmente avviene direttamente sulla battigia. Un fenomeno visivo e logistico che non è correlato all'intensità del superamento dei limiti batteriologici rilevato l'altro giorno, ma che ha radici ben precise. La spiegazione sta nei danni causati dal passaggio del ciclone Harry lo scorso gennaio, la cui eccezionale mareggiata ha letteralmente distrutto la condotta sottomarina che un tempo allontanava le acque depurate al largo. Il ripristino di questa infrastruttura richiede un intervento estremamente complesso dal costo stimato in circa 1,5 milioni di euro. I Comuni hanno già presentato la scheda tecnica alla Regione Calabria nell'ambito della ricognizione dei danni e la pratica si trova attualmente in fase di istruttoria per il finanziamento. Fino ad allora, lo scarico a riva rimane l'unica soluzione tecnicamente ed economicamente percorribile in regime di emergenza.