"No al Ponte", Goletta Verde espone lo striscione durante la tappa a Villa San Giovanni
Oggi pomeriggio in piazza incontro pubblico alla presenza delle associazioni ambientaliste
Continua senza sosta la mobilitazione di Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina al fianco delle amministrazioni locali, delle associazioni locali e dei cittadini e delle cittadine.
La costruzione del Ponte metterebbe a rischio gli investimenti sulla mobilità sostenibile in Calabria, Sicilia e nel resto d’Italia, la conservazione di ambienti marini, costieri ed umidi protetti, luoghi di eccezionale bellezza tutelati dalla normativa europea. Senza contare i rilevanti fattori di rischio geotettonico e sismico che interessano la zona dove si posizionerebbe il Ponte.
Sono questi i temi che saranno al centro dell’incontro dal titolo “L’ombra del Ponte sullo Stretto e la mobilità che non c’è”, in cui interverranno Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria, Filippo Toscano, direttivo circolo Legambiente Reggio Calabria, Giuseppina Caminiti, sindaca villa san Giovanni, Gaetano Benedetto, vicepresidente nazionale WWF, Giorgia Gaibani, responsabile nazionale del settore Natura 2000 e difesa del territorio (LIPU), Daniele Ciancimino, co-presidente nazionale Centro Azione Giuridica Legambiente, Domenico Cappellano, Console regionale Touring Club e che verrà concluso da Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. Appuntamento alle ore 18.30 a piazza delle Repubbliche Marinare – Villa San Giovanni.
Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia hanno condotto, nel corso degli anni, una dura vertenza in tutte le sedi possibili: dal ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento del parere favorevole reso dalla Commissione tecnica VIA-VAS, con ben 62 prescrizioni sulla Valutazione di impatto ambientale al progetto del Ponte, alla diffida inviata al Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) fino al reclamo alla Commissione Europea. Nel settembre 2025 le 4 associazioni nazionali hanno presentato alla Corte dei conti una memoria sulla delibera CIPESS e nel luglio di quest'anno è stata presentata al Governo Meloni una nota con la finalità di porre in luce il rischio di esposizione finanziaria dello Stato italiano per le condotte di rappresentanti e amministratori della Stretto di Messina SpA, attuate in violazione delle norme e dei principi contabili.
A riportare i riflettori sul tema del Ponte sullo stretto di Messina è Goletta Verde di Legambiente, che nel suo secondo giorno di tappa in Calabria a Villa San Giovanni (RC), mette in campo due azioni: una passeggiata di solidarietà con i soggetti destinatari delle procedure di esproprio degli immobili (450 unità immobiliari in Sicilia, di cui 291 sono case, e 150 case a Villa San Giovanni), situati dove potrebbe sorgere il ponte, e con l’esposizione dello striscione No Ponte a bordo di Goletta Verde durante la navigazione nel tratto di Mare che collega la Calabria e la Sicilia.
Una delle conseguenze dirette della smisurata attenzione alle grandi opere è quella di mettere in secondo piano l’importanza del trasporto ferroviario, regionale e urbano, e il grande bisogno di investimenti delle infrastrutture per il trasporto collettivo. In Calabria e in Sicilia gran parte della linea ferroviaria è ancora a binario unico: in Calabria si attesta al 68% e in Sicilia all’81%.
«Nel corso dell’ultimo anno con le altre associazioni nazionali abbiamo messo in campo ulteriori iniziative contro l’insensatezza di un progetto economicamente e ambientalmente dannoso - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. Oggi per percorrere la tratta ferroviaria da Reggio Calabria a Bari ci si impiega fino a 10 ore e mezza con più cambi; eppure, si continua a parlare di grandi opere che non riducono i ritardi e i disagi che vivono ogni giorno pendolari e turisti che decidono di spostarsi in treno. Nonostante tutto ciò, il Governo Meloni, invece di investire sul trasporto su ferro e sulla mobilità sostenibile, vede nel progetto del Ponte sullo Stretto di Messina una priorità assoluta per il futuro di queste regioni e per il resto del Paese. Il Ponte è una cattedrale nel deserto che non ha senso e che non serve né ai siciliani, né ai calabresi, né allo sviluppo turistico ed economico di queste regioni».
«Calabria e Sicilia hanno evidentemente altre priorità - dichiara Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria. Solo per restare in tema mobilità, nonostante qualche miglioramento vi sia stato il trasporto ferroviario nelle due regioni resta una nota dolente: circolano meno treni ed i convogli sono mediamente più vecchi rispetto a quelli del nord e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e completamente non elettrificate. Nella mobilità che non c’è rientra anche un’alta Velocità effettiva e razionale che raggiunga Reggio Calabria e che sia strumento di trasformazione socioeconomica per il territorio. Una mobilità sostenibile ed essenziale non solo per la qualità della vita ma anche come fattore di contrasto alla crisi climatica: il settore dei trasporti è responsabile di oltre un quarto delle emissioni climalteranti e gioca un ruolo essenziale anche negli obiettivi di decarbonizzazione, che chiedono un taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 ed il loro azzeramento entro il 2050. Il Ponte è un’opera errata anche nella prospettiva della transizione ecologica, perché continua a privilegiare una tipologia di trasporto prevalentemente privato e su gomma che deve essere sostituito da forme di mobilità sostenibili e collettive».