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05/02/2026 ore 06.30
Ambiente

«Ora non ne parla più nessuno», la denuncia di Cartisano che scuote le coscienze: «Abbiamo appena intitolato il lungomare al capitano De Grazia…»

Il presidente del circolo reggino di Legambiente motiva la costituzione di parte civile nell’ambito dell’inchiesta “Panta rei” del Noe di Reggio Calabria. «Per la salute, per la costa, per le attività commerciali e per il turismo questa è una bomba ecologica per la città»

di Claudio Labate

«La decisione di costituirci parte civile deriva sostanzialmente da un processo che nel corso degli anni portiamo avanti con Legambiente, con denunce che negli anni ci hanno visto protagonisti anche su degli esposti che abbiamo fatto in Procura sugli scarichi abusivi in città. Da anni infatti denunciamo il problema della depurazione che non funziona, e questo noi lo monitoriamo attraverso i campionamenti che facciamo con Goletta Verde da cui è risultato appunto, anche quest'anno, che i punti critici e quelli più altamente inquinati sono e rimangono in prossimità dei depuratori».

Così Daniele Cartisano, presidente del circolo reggino di Legambiente, dopo l’inchiesta «Panta Rei», condotta dal NOE di Reggio Calabria, che mira a fare luce su gravi criticità nella gestione del sistema di depurazione e sugli sversamenti a mare. Inchiesta che si è per il momento conclusa con l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso d'urgenza dal pubblico ministero nei confronti della società Idrorhegion, impresa affidataria della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue del comune di Reggio Calabria.

Proprio per questo Legambiente ringrazia i militari del Noe per aver tradotto nel sequestro le innumerevoli denunce presentate negli anni dal cigno verde. «Di recente – incalza Cartisano - abbiamo inaugurato proprio a Gallico il lungomare al capitano Natale De Grazia. Sarebbe veramente un'offesa alla sua memoria se anche quest'anno, anche la prossima estate, ci troveremo di fronte a una situazione così incresciosa, di pericolo per la salute pubblica».

Con la costituzione di parte civile l’obiettivo di Legambiente è quindi duplice, perché al di là dell’impegno civile che assolve alla missione degli ambientalisti al tempo stesso si tiene alta l'attenzione su questa inchiesta e sul successivo processo, anche per verificare passo passo a che punto arriverà.

«Fa specie il fatto che durante il periodo estivo ci si impegna tutti a parlare di quello che è il problema della depurazione, e durante il periodo invernale tutto passa sottotraccia», esclama Cartisano stigmatizzando il silenzio assordante calato sulla vicenda.

«Dobbiamo renderci conto che c'è un problema, quello della depurazione, che deve essere affrontato seriamente. Il tema non può essere solo delle associazioni ambientaliste. Qua c'è un Comune che dovrebbe vigilare, c'è una classe politica che dovrebbe interrogarsi cosa sta facendo per il territorio, cosa sta facendo per il nostro mare. Siamo una città che dovrebbe vivere di mare, di turismo. Ci riempiamo sempre la bocca sull’importanza del turismo per la città ma ad oggi non ci possiamo permettere di fare un bagno sul Lungomare perché le nostre acque sono inquinate. Il tutto certificato, visto che il torrente Caserta che il torrente Annunziata sono altri due punti che abbiamo campionato anche quest'anno».

D’altra parte, ricorda Cartisano, i punti campionati, quindi in prossimità dei depuratori di Gallico, di Pellaro e di Ravagnese risultano tutti oltre limiti consentiti e quindi fortemente inquinati. «Significa sostanzialmente che il sistema fognario molto spesso viene mescolato all'interno delle acque bianche, quindi del collettamento fognario riservato alle acque piovane, e scarica a mare provocando poi quelli che definiamo disastri ambientali. Ma un'altra denuncia che abbiamo fatto riguarda il “tutto pieno” ovvero il fatto che in determinati periodi dell'anno i depuratori subiscono un sovraccarico, dovuto soprattutto all’aumento della popolazione, penso al periodo estivo o delle festività. Questo provoca un aumento generale di acque reflue e di fogna che, per come illustrato dall’inchiesta portata avanti dal Noe, viene accantonato per poi essere scaricato direttamente nelle condotte fognarie che arrivavano a mare, senza essere depurato correttamente. Questa è una bomba ecologica per la città».

Risposte mancate e silenzi assordanti

Discorso che non fa una piega quello del presidente reggino di Legambiente, che rimane in attesa di avere risposte anche dalla struttura commissariale.

«Con la costituzione di parte civile, stiamo anche chiedendo pubblicamente - visto che privatamente il subcommissario Daffinà, al quale abbiamo inviato una pec per un incontro lo scorso 19 agosto 2025, non ci ha dato risposta - che tipo di finanziamenti sono previsti sui depuratori della città di Reggio Calabria. È stato pubblicato dalla Regione Calabria un avviso in cui si dice che c'è un progetto di insieme su tutti i depuratori e un bando, con un finanziamento complessivo di 102 milioni di euro circa. Di questi 102 milioni, circa 19 sono stati destinati su Gallico, ma non è dato sapere che tipo di lavori sono stati fatti o sono in programma».

Cartisano sottolinea che da quello che è stato pubblicato, pare si voglia creare questo collettamento al depuratore di Gallico con un prolungamento dello scarico a chilometri dalla costa. Il presidente di Legambiente Reggio si domanda chi sarà l’organo deputato a controllare quello scarico. Ma sono domande che non ottengono per ora una risposta, così come una risposta Cartisano la cerca dalle istituzioni.

«E' una cosa che fa specie anche il fatto che nessuno a livello politico in città abbia discusso questo problema. Nessuno l'ha affrontato, ed è una cosa che fa arrabbiare perché sia la parte politica, sia la società civile o le associazioni categoria, hanno scelto il silenzio. Questo è anche un danno economico che noi provochiamo agli operatori turistici della città. è per questo che mi aspetto un cambio di passo anche a livello di comunicazione, un intervento, mi aspetto un Consiglio comunale aperto in cui si parla di quello che è successo, e di quello che sta succedendo ai nostri mari, ma fino al momento sembra che questo argomento non sia di interesse».

Eppure l’attenzione degli ambientalisti è stata sempre alta. Anni fa Legambiente ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica su quello che era il sistema degli scarichi fognari in città, mappando la costa da Catona a Bocale, e segnalando circa 200 scarichi. «Da quell'esposto presentato non abbiamo mai avuto dei veri e propri riscontri, nel senso che non è mai ufficialmente partita una inchiesta. Però sappiamo che nel corso degli anni una parte, vuoi per processo naturale, vuoi perché si è evoluta anche l’attività d'indagine, una parte di scarichi sono stati eliminati. Sappiamo che sono previsti anche degli interventi sul Parco Lineare Sud, dove fino alla scorsa estate erano presenti tre scarichi e oggi ce ne sono solamente due. Ma vogliamo capire effettivamente chi dovrebbe controllare la depurazione, chi dovrebbe controllare i nostri depuratori e chi ci deve tutelare dal punto di vista della salute».