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29/01/2026 ore 06.30
Ambiente

Scuole «plastic free», 30mila euro per cambiare le abitudini: il progetto supera la verifica europea ed entra nella fase attuativa

Casette dell’acqua, stoviglie riutilizzabili e comunicazione ambientale: l’intervento del Comune di Reggio Calabria, finanziato dal PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027, entra nella fase attuativa dopo il via libera europeo sul principio «Do No Significant Harm».

di Aldea Bellantonio

È un progetto da 30.000 euro, interamente finanziato con fondi europei, ma soprattutto è un intervento che entra nei luoghi della quotidianità. Il progetto «Scuole Plastic free», presentato dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito dell’Avviso pubblico per la prevenzione e riduzione di rifiuti del PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027, Priorità 2 «Una Calabria resiliente e sostenibile», RSO 2.6, Azione 2.6.1, Linea di finanziamento 3, ha completato uno dei passaggi tecnici più rilevanti previsti dall’iter europeo: la verifica del rispetto del principio DNSH – Do No Significant Harm.

La valutazione, condotta ex ante secondo il Regolamento UE 2020/852 sulla tassonomia delle attività ecosostenibili e sulla base della Guida operativa allegata alla Circolare RGS–MEF n. 22 del 14 maggio 2024, certifica che l’intervento non arreca danni significativi all’ambiente lungo tutto il suo ciclo di vita. Un passaggio tutt’altro che formale, necessario per rendere ammissibile il finanziamento e procedere con la fase operativa.

Il progetto si muove dentro la rete degli Istituti Comprensivi Statali del Comune di Reggio Calabria, coinvolgendo mense scolastiche e impianti sportivi comunali. Luoghi in cui, ogni giorno, si concentra una produzione consistente di rifiuti plastici monouso: bottiglie in PET, piatti, bicchieri, posate, imballaggi legati alla refezione. È qui che l’intervento prova a incidere, puntando sulla riduzione alla fonte piuttosto che sulla gestione del rifiuto a valle.

L’azione principale consiste nell’installazione di distributori di acqua di rete trattata all’interno di scuole e strutture sportive comunali, affiancata dalla sostituzione delle stoviglie monouso con beni durevoli e riutilizzabili nelle mense scolastiche. A questo si aggiungono borracce in acciaio inox, contenitori isotermici per il trasporto degli alimenti e un piano di comunicazione pensato per accompagnare il cambiamento nelle abitudini quotidiane della comunità scolastica.

La relazione DNSH entra nel dettaglio di ciascuna misura, analizzandone gli effetti rispetto ai sei obiettivi ambientali fissati dalla normativa europea: dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla tutela delle risorse idriche e marine, dalla prevenzione dell’inquinamento alla protezione degli ecosistemi.

Per ogni componente del progetto viene verificata la conformità alla normativa ambientale vigente, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e il rispetto delle migliori tecniche disponibili. Nel caso delle stoviglie riutilizzabili, delle borracce e dei contenitori isotermici, la valutazione evidenzia una piena coerenza con i CAM per la ristorazione collettiva e con la normativa sui materiali a contatto con alimenti.

La scelta di eliminare il monouso consente di ridurre la produzione di rifiuti, limitare gli imballaggi e allungare il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo al contenimento dell’inquinamento e delle emissioni legate alla filiera della plastica. Anche i distributori di acqua di rete trattata superano la verifica DNSH.

Le apparecchiature dovranno rispettare i CAM specifici per la distribuzione di acqua potabile, garantire elevati standard di efficienza energetica, durabilità e corretta gestione a fine vita, nel rispetto degli obblighi RAEE e delle direttive europee su sostanze pericolose e compatibilità elettromagnetica. La riduzione del consumo di bottiglie in plastica rappresenta, in questo caso, un effetto ambientale immediato e misurabile.

La verifica si estende infine alle attività di comunicazione e sensibilizzazione, che accompagneranno l’attuazione del progetto attraverso eventi, contenuti digitali, una pagina web dedicata e strumenti di tracciamento. Azioni considerate compatibili con il principio DNSH e pensate per rendere visibile e comprensibile il cambiamento introdotto nei luoghi pubblici coinvolti.

Con il completamento della verifica DNSH, il progetto «Scuole Plastic free» supera uno snodo tecnico essenziale dell’iter europeo e può ora entrare nella fase attuativa. Un intervento di dimensioni economiche contenute, ma costruito su un impianto normativo e ambientale solido, che punta a ridurre la plastica monouso là dove ogni giorno si formano abitudini destinate a durare nel tempo.