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20/07/2026 ore 06.30
Ambiente

Veleni e misteri, affondamenti di navi con carichi sospetti e la morte del capitano De Grazia: il Pd Calabria promuove a Reggio un incontro

In programma oggi alle ore 17.30, nella sala Giuditta Levato di palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale, la tappa delle iniziative assembleari in riva allo Stretto dedicata alla recente riapertura dell'inchiesta della Commissione parlamentare su impulso di Legambiente

di Anna Foti

È Reggio la città scelta dal Pd Calabria per l'incontro pubblico odierno che, nell'ambito degli appuntamenti assembleari sul territorio regionale , sarà dedicato alla riapertura dell'inchiesta parlamentare sulle navi dei veleni da parte della Commissione Ecomafie. 

Comunicata dal presidente Jacopo Morrone, all'inizio della seduta dello scorso 12 maggio, la riapertura, si legge nel verbale, è stata deliberata  dall'ufficio di presidenza, «integrato dai rappresentanti dei gruppi al fine di  iniziare un nuovo filone di approfondimento sulla vicenda concernente la morte del capitano Natale De Grazia e il fenomeno delle cosiddette navi a perdere o navi dei veleni , individuando quali relatori la senatrice Lavinia Mennuni per la maggioranza e la senatrice Vincenza Rando per l'opposizione ».

Verità e giustizia per Natale De Grazia

Sulle navi dei veleni indagava il capitano di Fregata della Marina militare italiana, il reggino Natale De Grazia. Era partito senza fare più ritorno, proprio da Reggio Calabria, dove con il sostituto procuratore Francesco Neri era impegnato in prima linea in questa delicata e complessa indagine , il 12 dicembre 1995. Quel viaggio verso la Liguria, intrapreso con l'obiettivo di condurre approfondimenti di indagine nella città della Spezia il cui porto è ancora oggi uno dei principali scali mercantili internazionali , fu infatti l'ultimo .

Un viaggio interrotto a Nocera Inferiore, nel salernitano , dove Natale De Grazia fu colto da un malore che gli stroncò la vita. Il tutto avviene in circostanze ancora oggi poco chiare . Un infarto lo avrebbe colto, nonostante la tempra forte ei neppure 39 anni di età . Lasciò l'amata moglie Anna Vespia e figli Giovanni e Roberto, allora soltanto bambini.

Ventisei anni fa moriva il capitano De Grazia, la moglie: «Lo rivedo nell’amore dei miei figli per la natura»Omaggio a De Grazia a Scilla, i figli Giovanni e Roberto: «Sulla navi della Marina Militare ritroviamo la dolcezza del ricordo di papà»

Tra gli atti della Commissione di inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti del 2013, presieduta allora da Gaetano Pecorella, una perizia ha certificato che il suo decesso non avvenne per cause naturali. Eppure nessuna indagine è arrivata mai a mettere in chiaro gli eventi. L'ultimo tentativo risale al 2020 e adesso questo nuovo impulso.

L'incontro del Pd Calabria a Reggio

Reggio Calabria continua a rappresentare un luogo dove verità scomode sono state cercate e altre sono state nascoste e che per questo ospita oggi questo incontro, promosso dal Pd Calabria, in programma alle ore 17.30, nella sala Giuditta Levato di palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale.

Con l'obiettivo di approfondire il nuovo lavoro d'indagine della Commissione parlamentare Ecomafie, le domande ancora aperte e le prospettive dell'inchiesta, dopo l'introduzione del senatore Nicola Irto , segretario regionale del Pd Calabria e componente della Commissione parlamentare Ecomafie, interverranno Enza Rando , relatrice dell'inchiesta parlamentare sulle navi dei veleni nella Commissione Ecomafie, Anna Parretta , presidente di Legambiente Calabria, Sandro Ruotolo , parlamentare europeo ei giornalisti Massimo Clausi, firma del rete LaC, Claudio Cordova e Paolo Orofino.

Il programma delle iniziative assembleari del Partito Democratico della Calabria proseguirà il 30 luglio a Gioia Tauro con un appuntamento dedicato al tema della fine vita. Oggi a Reggio si discuterà, dunque, della riapertura dell'indagine della Commissione parlamentare Ecomafie, primi due punti dei dieci punti lanciati da Legambiente proprio a Reggio Calabria  lo dicembre scorso, in occasione del trentennale della morte del capitano Natale De Grazia. Un incontro che Reggio ha segnato un simbolico capolinea della carovana per chiedere Verità e giustizia che ha visto proprio La Spezia ospitare una iniziativa parallela.

Reggio Calabria – La Spezia, l'ultimo viaggio del Capitano unisce nella ricerca della verità

Anni Novanta, le indagini a Reggio e la morte sospetta del capitano De Grazia

Fu la procura di Reggio Calabria negli anni Novanta a indagare sui carichi sospetti di navi partite e mai arrivare a destinazione , le cui rotte si interrompevano misteriosamente e possedendo anche sui fondali dei mari calabresi. Quelle indagini a Reggio Calabria furono archiviate nel 2000 , cinque anni dopo la morte in circostanze mai pienamente chiarite di Natale De Grazia, capitano di fregata reggino ( medaglia d'oro al merito di Marina alla memoria ), valente componente del pool del sostituto procuratore di Reggio Calabria, Francesco Neri, impegnato in prima linea proprio in quell'intricato filone di indagine.

Tra i tanti misteri attenzionati lo spiaggiamento della Motonave ex Jolly –Rosso, avvenuto ad Amantea il 14 dicembre del 1990, e l'affondamento dell'imbarcazione Rigel (relitto mai trovato perché mai cercato), avvenuto a largo di Capo Spartivento, nel territorio metropolitano di Reggio Calabria, il 21 settembre 1987.

Capo Spartivento e il mistero della nave Rigel, inabissatasi il 21 settembre 1987 con il suo “carico” di segreti

Una materia incandescente e scomoda che in quei primi anni Novanta era stata approfondita anche dalla giornalista Ilaria Alpi e dall'operatore Miran Hrovatin, uccisi il 20 marzo 1994  in un agguato a Mogadiscio e che in Somalia stavano indagando proprio sul traffico di rifiuti tossici . Un destino tragico che traccia un filo rosso tra le vite e anche le morti di questi coraggiosi cercari di verità e tra il traffico di rifiuti tossici e affondamenti dolosi anche nei mari calabresi.

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, una verità negata e un mistero che allunga le sue ombre fino a Reggio

Ecco i dieci punti lanciati a Reggio da Legambiente

Sei sono state le richieste rivolte alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari: sviluppare una nuova attività d'inchiesta sui traffici illegali di rifiuti e gli affondamenti sospetti di navi nel Mediterraneo; analizzare e riordinare la documentazione e le relazioni approvate nelle legislature precedenti, con particolare attenzione agli atti su cui lavorava De Grazia e alle prove della probabile causa tossica della sua morte emerse dalla perizia del 2012; acquisire ulteriore documentazione, comprese quelle relative a misure di archiviazione; desecretare tutti gli atti disponibili, salvo quelli relativi a questioni di sicurezza nazionale, compresi eventuali documenti del Sios (acronimo dell'allora Servizio informazioni operative e situazioni); raccogliere testimonianze utili alla ricostruzione dei fatti; individuare nuove tecnologie per il monitoraggio dei fondali e la mappatura dei relitti.

Una richiesta al Mase e all'Ispra : definire e finanziare – come già annunciato nel 2020 dall'allora ministro dell'Ambiente Sergio Costa ma senza risultati – un nuovo programma di ricerca, che sfrutti le migliori tecnologie, sugli affondamenti sospetti di navi mercantili lungo le coste italiane.

Una alla Regione Calabria: integrare con risorse proprie il programma nazionale di monitoraggio dei fondali lungo le coste calabresi, nelle aree indicate dalle indagini e dagli atti come siti di possibili affondamenti sospetti di navi mercantili.

Infine , due appelli alla Commissione europea e all'Unep (Programma ambientale delle Nazioni Unite) : acquisire tutta la documentazione esistente sui presunti affondamenti nel Mediterraneo e definire un programma di ricerca scientifica e ambientale sugli affondamenti sospetti, da sviluppare insieme al Mase.

La questione in Europa 

Nell'ottica di portare all'attenzione europea questa tematica ancora ostica e oscura, lo scorso marzo si è svolta per la prima volta nel Parlamento europeo un'importante iniziativa, “Navi della vergogna e navi avvelenate - Il ruolo dell'Unione europea nell'indagine sui rifiuti pericolosi e radioattivi nel Mediterraneo”, promossa dall'eurodeputato Sandro Ruotolo in collaborazione con Legambiente.

La necessità di una attenzione europea sulla questione è stata ribadita con fermezza anche da Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, commentando lo scorso maggio proprio la decisione di riattivare sul tema la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

«Legambiente ha portato con forza il tema su tutti i tavoli istituzionali, arrivando per la prima volta anche nel cuore dell'Europa lo scorso 18 marzo, presentando a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, le proposte concrete alla Commissione e al Parlamento UE . In quell'occasione abbiamo chiesto con solerzia in particolare alla Commissaria per l'ambiente, Jessica Roswall, di acquisire tutta la documentazione sugli affondamenti sospetti , di definire un programma di ricerca scientifica e ambientale sugli affondamenti e di iniziare, tramite la Commissione Envi, un'indagine conoscitiva in collaborazione con la Commissione d'inchiesta italiana . Non si tratta solo di onorare la memoria di un servitore dello Stato come De Grazia, ma di affrontare un rischio grave per l'ambiente e per la legalità che persiste ancora oggi», ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

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L'appello e le opportunità delle nuove tecnologie

«In quella stessa occasione – ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile dell'Osservatorio Ambiente e Legalità e membro della Segreteria nazionale Legambiente - abbiamo chiesto di valutare l'impiego delle nuove e avanzate tecnologie utilizzate per lo studio dei fondali, anche attraverso progetti come la spedizione Nodssum, una campagna scientifica internazionale, guidata da ricercatori francesi,  nata proprio per mappare e monitorare oltre 300 mila fusti di scorie radioattive (a bassa e media attività) scaricati legalmente nell'Oceano Atlantico (a circa 1.000 km da Brest) tra il 1950 e il 1990. Abbiamo, inoltre, chiesto di coinvolgere Euratom sui progetti tra il 1980 e il 1995 legati ai rifiuti nucleari e di attivare Europol e Interpol per indagare i traffici internazionali di materiale militare e radioattivo.

Il nostro scopo è quello di approfondire quanto ancora, dopo decenni, non è mai stato approfondito, atteso che oggi sono anche disponibili nuove strumentazioni.

Tengo a sottolineare l'importanza dell'unanimità con cui l'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare ha approvato le conclusioni del gruppo di lavoro, al quale era stato demandata la valutazione delle condizioni per la riapertura dell'inchiesta , sulla base delle nostre richieste puntuali e documentate. Tra le domande di cui abbiamo chiesto conto anche quella relativa allo  stanziamento di un milione di euro, annunciato nel 2020 dall'allora ministro dell'Ambiente Sergio Costa,  per proseguire le ricerche al largo delle coste calabresi per appurare la verità sulle navi a perdere. Non abbiamo notizie su cosa si sia fatto o sul perché non sia stato fatto .

Consideriamo necessario riaccendere i riflettori istituzionali su una questione che, fin dal nostro primo esposto in Procura nel 1994, non abbiamo mai smesso di seguire , con approfondimenti e studi anche nei nostri rapporti Ecomafie. Cogliamo anche l'occasione per fare un appello a chi possa ricordare o avere documenti o materiale utile a ricostruire questo puzzle così composito e complesso affinché si faccia  avanti », ha concluso  Enrico Fontana , responsabile dell'Osservatorio Ambiente e Legalità e membro della Segreteria nazionale Legambiente.