Villa, l'equipaggio Cenide della Lega navale avvista in mare un cucciolo senza vita di delfino
Il racconto: «Una traina lenta, fino alla motovedetta della CP 2088, per una consegna ultima e commossa all'equipaggio della Capitaneria, per caso vicino e che senza esito, ha issato a bordo il piccolo cetaceo senza respiro»
«Un pomeriggio con tanto sole, desiderato quanto atteso, immerso in una gentile brezza, a bordo di Cenide, un meraviglio 47 piedi a vela, confiscato alla criminalità, intitolato al Giudice Antonino Scopelliti , si scruta la superficie increspata ea tratti levigata, della potente spianata della corrente di montante che scorre verso Capo Peloro.
Con la prua su Scilla, Cenide sottovela, è diretta verso la rocca dei Ruffo, stabile nel rotta, su un binario di scia pulita, senza scarroccio né deriva, si naviga nel silenzio più religioso.
Al traverso di Porticello si scorgono due pinne pettorali, inconsuete, fanno stranamente rivolte verso l'alto che supporre di un piccolo delfino intento al gioco e alle sue evoluzioni improvvisate. Più si riduce la distanza e più aumenta la conferma di un cucciolo inspiegabilmente immobile . Le due pinne di taglia piccola, fuori dall'acqua, sembravano da un momento all'altro battere un applauso come nei parchi acquatici, in programma di giochi che solo i delfini sanno offrire.
Al mascone di prua e sulla dritta, la sagoma del cucciolo appare ormai indifesa, su una culla d'acqua, l'ultima in un dondolio privo di esibizione , senza alcuna acrobazia attesa di “salti di delfino insaponati”, come Garcia Lorca in un suo poemetto recitava.
Con una rapida virata e con il fiocco a collo, si manovra al recupero attenti e prudenti come per un naufrago, delicatamente una cima viene avvolta alla coda ormai rigida, per una traina lenta, fino alla motovedetta della CP 2088 , per una consegna ultima e commossa all'equipaggio della Capitaneria, per caso vicino che senza esito, ha issato a bordo il piccolo delfino senza respiro . La sensibilità di questi “guardiani” del mare conferma il prezioso ruolo di tutela ambientale e di protezione del mare.
Il silenzio a bordo delle due unità è rimasto ed è stato consegnato al mare. Gli sguardi ricomposti hanno sostituito ogni frase. La Vigilia Pasquale ci prepara alla Resurrezione degli uomini ed è forse il caso di aggiungere, alla rinascita di ogni forma di vita che su questo pianeta grida tutela e rispetto», così conclude la nota dell'equipaggio Cenide della sezione Lega Navale di Villa San Giovanni.