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05/09/2026 ore 11.00
Ambiente

Xylella a Taurianova, scatta il piano per fermare il focolaio nella Piana

L’Ordine degli Agronomi richiama alla tempestività e mette le proprie competenze a disposizione di istituzioni e aziende: «Evitare iniziative autonome»

di Silvio Cacciatore

Sette ulivi positivi, un focolaio da eradicare e una fascia di sorveglianza che si estende per 2,5 chilometri coinvolgendo tre Comuni della Piana. La comparsa della Xylella a Taurianova apre per la Calabria una partita che adesso si gioca soprattutto sul tempo: capire se il batterio sia rimasto confinato in contrada Olivetella e intervenire prima che riesca a diffondersi in uno dei territori a maggiore vocazione olivicola della regione.

Il primo perimetro dell'emergenza è già definito. La Xylella fastidiosa sottospecie pauca è stata accertata su sette piante di ulivo, sulle 35 complessivamente campionate dopo una segnalazione privata. Sopralluoghi e analisi molecolari hanno portato alla conferma del focolaio, con gli esiti validati dal Laboratorio fitosanitario ufficiale che opera per la Regione Calabria e dal Laboratorio nazionale di riferimento del CREA Difesa e Certificazione.

Da quel momento è scattata la macchina del contenimento. Con il decreto dirigenziale del primo settembre, la Regione ha delimitato una zona infetta nel raggio di 50 metri dalle piante positive e una zona cuscinetto di 2,5 chilometri, che raggiunge porzioni dei territori di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. Ed è proprio qui che si concentra adesso la sfida: eliminare il focolaio e verificare che il batterio non abbia già superato quel primo perimetro.

La distinzione tra le due aree è fondamentale. Nella zona infetta le piante positive e le altre piante specificate ricadenti nel perimetro dovranno essere estirpate e distrutte, secondo le procedure previste e sotto il controllo del Servizio fitosanitario regionale. Prima e durante queste operazioni dovranno essere adottate anche le misure contro gli insetti vettori del batterio. Nella zona cuscinetto, invece, scatterà una sorveglianza fitosanitaria intensiva attraverso ispezioni e campionamenti, insieme alle limitazioni previste per la movimentazione delle piante sensibili.

Questo significa che non tutta l'area compresa nei 2,5 chilometri è risultata contaminata. Le positività accertate riguardano, allo stato attuale, le sette piante di ulivo individuate nel focolaio. La fascia cuscinetto serve proprio a capire quanto sia circoscritta la presenza della Xylella e a intercettare rapidamente eventuali ulteriori casi.

Ed è su questo passaggio che intervengono la Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria e l'Ordine provinciale di Reggio Calabria. La linea indicata è quella di evitare tanto l'allarmismo quanto la sottovalutazione, affidando alla scienza e al monitoraggio le decisioni da assumere.

«La diagnosi precoce rappresenta il principale fattore sul quale possiamo ancora intervenire per evitare che un focolaio circoscritto si trasformi in un problema territoriale di ben altra dimensione», spiega Alessandro Guagliardi, presidente della Federazione regionale.

Il nodo è soprattutto uno: una volta che il batterio ha infettato la pianta, gli strumenti a disposizione diventano estremamente limitati. «Le conoscenze scientifiche disponibili indicano che, allo stato attuale, non esiste un trattamento in grado di eliminare il batterio da una pianta infetta in pieno campo», sottolinea Guagliardi.

Per questo la strategia deve muoversi contemporaneamente su più fronti: sorveglianza del territorio, diagnosi, rimozioni fitosanitarie previste dalla normativa, controllo degli insetti vettori e regolamentazione degli spostamenti del materiale vegetale. «Ogni ritardo può aumentare il rischio di diffusione e amplificare il danno economico e ambientale».

Il Piano regionale entra anche nella gestione concreta degli oliveti. Nei territori dei Comuni che ricadono, anche parzialmente, nell'area delimitata è prevista una lavorazione superficiale obbligatoria del terreno tra il primo aprile e il 30 maggio, mentre gli interventi contro gli insetti adulti dovranno essere effettuati nei periodi stabiliti dal Servizio fitosanitario, con prodotti autorizzati e da soggetti abilitati. Nel resto della Calabria l'indicazione è invece quella di mantenere alta la sorveglianza, segnalare rapidamente eventuali sintomi sospetti e utilizzare materiale vivaistico regolare e tracciato.

Un passaggio sul quale insiste anche Michele Valenzise, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Reggio Calabria: «Proprietari, conduttori, operatori professionali e cittadini devono attenersi alle disposizioni del Servizio fitosanitario regionale, evitando iniziative autonome».

Perché la posta in gioco va ben oltre gli ulivi già risultati positivi. Un'eventuale diffusione della Xylella avrebbe conseguenze sul reddito delle aziende agricole, sul valore dei terreni, sull'occupazione, sull'attività vivaistica e sull'intera filiera olivicola e olearia calabrese. A queste si aggiungerebbero gli effetti sulla biodiversità, sulla protezione del suolo e su un paesaggio che rappresenta uno degli elementi identitari della regione.

Da qui un'altra questione sollevata dagli agronomi: il costo delle misure adottate nell'interesse generale non può essere scaricato soltanto sui proprietari e sulle aziende coinvolte. La Federazione chiede risorse per gli indennizzi, sostegni alla continuità aziendale, assistenza tecnica, eventuali riconversioni produttive e, quando le condizioni fitosanitarie lo consentiranno, per il reimpianto. Misure specifiche vengono richieste anche per le imprese vivaistiche sottoposte alle limitazioni sulla movimentazione.

C'è poi una seconda partita, destinata inevitabilmente a durare più dell'intervento immediato a Taurianova. La Federazione propone l'istituzione di un tavolo tecnico-scientifico permanente che metta insieme istituzioni, enti di ricerca, organizzazioni professionali e rappresentanti dei produttori. L'obiettivo è condividere dati e conoscenze tra Servizio fitosanitario regionale, Arsac, Crea, Università Mediterranea di Reggio Calabria e professionisti, così da calibrare gli interventi sull'evoluzione reale del focolaio.

E servirà tempo per poter dichiarare definitivamente chiusa l'emergenza. La delimitazione potrà essere revocata soltanto se per quattro anni consecutivi le indagini non rileveranno più la presenza del batterio. Un arco temporale che restituisce la misura della sfida appena cominciata nella Piana.

«La Calabria dispone di competenze scientifiche, tecniche e professionali di elevato livello. Dobbiamo metterle a sistema e agire con unità, trasparenza e rapidità», conclude Guagliardi. Il focolaio, per ora, è circoscritto. La partita è fare in modo che resti tale, prima che la Xylella possa trasformarsi da emergenza localizzata a problema per l'intera olivicoltura calabrese.