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17/05/2020 ore 10.13
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'Ndrangheta, cosca Condello: 19 indagati. Ci sono imprenditori e funzionari pubblici infedeli - NOMI

Operazione "Rupes", le pesanti accuse vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa alla turbativa d'asta aggravata. Ieri notificato l'avviso di conclusione indagini
di Redazione
Roma, 14 ott. (askanews) - La Guardia di Finanza di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria ha scoperte numerose truffe ai danni del servizio sanitario nazionale. In particolare sono stati accertati casi in cui è stata prodotta un'autocertificazione non veritiera per beneficiare di esenzione sanitaria non dovuta. Complessivamente, tra il 2015 e il 2016, sono state accertate oltre 1.600 tra prestazioni sanitarie e cessioni di prodotti medicinali per i quali non sono stati pagati i ticket. Una trentina le persone che dovranno rispondere all'autorità giudiziaria per il reato di truffa ai danni della Regione Calabria. Tra queste anche soggetti con redditi particolarmente elevati proprietari di immobili di pregio ed autovetture di lusso.

Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno notificato il provvedimento di “Avviso di conclusione delle indagini preliminari” – a firma del Sostituto Procuratore Dr.ssa Sara Amerio – emesso nei confronti di 19 persone indagate, a vario titolo, per i delitti – tra l’altro – di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, nonché intestazione fittizia – aggravati dal metodo mafioso – corruzione, reati ambientali e abuso d’ufficio.

Si tratta in particolare di: CARTISANO Carmelo Giuseppe cl. ‘72, CARTISANO Girolamo Ottavio cl. ‘57, CARTISANO Walter Davide cl. ‘88, CUTRUPI Francesca cl. ‘86, D’AGOSTINO Antonio cl. ‘62, LO CICERO Vito cl. ‘46, LO CICERO William Sergio Liborio cl. ‘49, MACRI’ Domenico Alessandro cl. ‘65, MANGIOLA Giovanni cl. ‘70, MARCIANO’ Domenico cl. ‘83, MUSOLINO Domenico cl. ‘76, NAPOLITANO Antonio cl. ‘61, NAPOLITANO Riccardo cl. ‘62, PONTARI Giovanni cl. ‘59, RUSSO Antonio cl. ‘83, SCARAMUZZINO Maria cl. ‘80, STELLITTANO Fortunato cl. ‘70, TRIPODI Giovanni cl. ‘82 e VAZZANA Andrea Carmelo cl. ’69.

L’operazione di polizia – denominata “Rupes” – si fonda sulle risultanze delle indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, nei confronti di imprenditori “collusi” con esponenti delle cosche cittadine e pubblici ufficiali corrotti che, associandosi tra loro, hanno determinato favorevolmente – tra il 2009 e il 2013 – per imprese riconducibili a soggetti contigui alle famiglie “Condello”, “Libri”, “Tegano”, nonché “Paviglianiti” di San Lorenzo (RC) e “Iamonte” di Melito di Porto Salvo (RC), gli esiti di diverse gare per lavori pubblici.

Le risultanze investigative giunte alle conclusione,  hanno  confermato come, nel quartiere nord di Reggio Calabria, la cosca “Condello” svolgesse un ruolo egemone nel condizionamento dell’economia locale, assicurandosi il controllo del territorio “di competenza” e delle attività economiche e produttive che ivi si svolgono, attraverso lo scambio di reciproci vantaggi con avviati imprenditori, l’utilizzo di qualificati “prestanomi” e la compiacenza di funzionari pubblici.  

Coinvolti nelle indagini, e destinatari del 415 bis c.p.p., sono gli imprenditori LO CICERO Vito cl. ’46 -amministratore dell’impresa“Impianti e Costruzioni s.r.l.”, indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso – e CARTISANO Carmelo Giuseppe cl. ’72, ritenuto referente della cosca “Chirico”, federata alla cosca “Condello” – egemone sul territorio di   Gallico Marina, attualmente detenuto e imputato per il reato di associazione di tipo mafioso nel procedimento “Gotha” .

Secondo l’ipotesi accusatoria LO CICERO Vito, avrebbe  stretto un accordo di biunivoco interesse con CARTISANO Carmelo Giuseppe, il quale, grazie alla forza del vincolo associativo ‘ndranghetistico con la cosca “Chirico”, assicurava la risoluzione delle problematiche di natura intimidatoria e/o estorsiva quali – tra le altre – il danneggiamento di un escavatore e la “protezione” mafiosa rispetto al cantiere di Bova Marina, collocato in un diverso contesto territoriale di ‘ndrangheta. In cambio, LO CICERO Vito riservava le forniture di materie prime, l’estrazione e i trasporti di materiali, nonché l’assunzione delle maestranze, ad imprese individuate direttamente dal CARTISANO Carmelo Giuseppe, in funzione della contiguità – per talune – a cosche ‘ndranghetistiche, quali la ditta individuale MORENA Pietro, la M.C. s.a.s. di Domenico MARCIANO’ & C., la“Decori e Colori di CHIRICO Vincenza Lucia Cinzia”, nonché CARTISANO Carmelo Natale (cugino dello stesso CARTISANO Carmelo Giuseppe) e la EDIL CALABRA di SCARAMUZZINO Maria (per la cava di estrazione, di fatto riconducibile al coniuge STELLITTANO Fortunato e al socio MANGIOLA Giovanni, indagati per intestazione fittizia).

Ancora,  risultano contestate, allo stato, nell’avviso ex art. 415 bis notificato,  le seguenti ipotesi di reato:

–  alcune turbative d’asta aggravate dall’agevolazione della ‘ndrangheta, poste in essere dal          citato LO CICERO Vito e da CUTRUPI Francesca, amministratori delle rispettive imprese “Impianti e Costruzioni s.r.l.” e “FFC Costruzioni S.r.l.”; le predette società, una volta aggiudicatesi le individuate commesse pubbliche, subappaltavano l’esecuzione dei lavori ad imprese ritenute contigue alle cosche cittadine dei “Condello”, “Libri” e “Tegano”, nonché dei “Paviglianiti” di San Lorenzo (RC) e “Iamonte” di Melito di Porto Salvo (RC) – geneticamente prive dei requisiti per poter contrattare con la Pubblica Amministrazione –  tra cui la “Trasporti e Movimento Terra di RUSSO Antonio”, la “EDIL MOVIT di VAZZANA Andrea Carmelo”, la “FRA.VE.SA. S.r.l.” (di TRIPODI Giovanni), la “Ditta individuale MUSOLINO Domenico” e la “M.C. s.a.s. di MARCIANÒ Domenico & C.”;

L’attività di servizio in rassegna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali di matrice ‘ndranghetistica, nonché alle proiezioni ed infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e nell’economia legale in genere.