Scioglimento dei comuni per mafia, area metropolitana maglia nera
di Francesco Bolognese
L’attività di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa negli enti locali non conosce soste. Secondo l’ultimo report di Avviso Pubblico sono stati 21 nel 2019 gli enti locali sciolti per mafia, cosi suddivisi: 8 in Calabria, 7 in Sicilia, 3 in Puglia, 2 in Campania e 1 in Basilicata. Secondo i ricercatori si tratta del numero più alto di scioglimento negli ultimi decenni. Il triste primato calabrese vede la Città Metropolitana col maggior numero di enti locali sui quali si è abbattuta la mannaia dello scioglimento: Palizzi, Careri, Africo, Sinopoli, Stilo, San Giorgio Morgeto, l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.
La materia dello scioglimento degli enti locali è alquanto dibattuta. Nel merito il Consiglio di Stato, segnatamente la Sezione III, ha sottolineato che “lo scioglimento degli organi comunali per infiltrazioni mafiose è strumento di tutela della collettività, a carattere preventivo e non sanzionatorio, nei casi in cui gli elementi raccolti sulla infiltrazione e contaminazione mafiosa nella conduzione della cosa pubblica determinano una emergenza straordinaria che richiede – come la Corte costituzionale la definì con sent. n. 103 del 1993 – una misura di carattere straordinario”.
Pertanto “la valutazione ai fini dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa deve essere non atomistica ma complessiva, in ordine non soltanto a singoli episodi, ma soprattutto ai collegamenti tra fatti, persone e andamenti nel tempo della amministrazione locale”. Infatti “le mafie costituiscono una minaccia asimmetrica e fortemente adattabile a tempi, luoghi, relazioni fra persone e operatori economici: la scomposizione atomistica della valutazione condurrebbe, quindi, a non cogliere il “valore aggiunto negativo” della contaminazione mafiosa, che non è statica ma dinamica e non è mai rigida ma variamente adattabile; si richiede in altri termini che la valutazione costituisca “bilanciata sintesi e non mera somma dei singoli elementi stessi”.