Addio a Michele Albanese, il teorico del “grigio”: «Non solo i nemici invisibili, sono i cattivi della storia»
In tanti suoi interventi sottolineava l'importanza del contributo concreto alla verità delle persone perbene: «Il gravissimo condizionamento della cosa pubblica deriva anche da chi tollera senza fare la propria parte»
Giornalista è colui che favorisce la comprensione dei fatti consentendo alla collettività di maturare un pensiero critico, una opinione consapevole e di autodeterminarsi. Un compito al quale si assolve soltanto operando in verità e con senso di responsabilità. Un compito che diventa missione quando quel dovere di verità e quella responsabilità non si piegano neppure di fronte alle minacce e all'umana paura.
Michele Albanese era un vero giornalista, capace di aprire strade al pensiero e alla consapevolezza attraverso i suoi articoli ei suoi interventi, strumenti di lettura della realtà e della storia del nostro tormentato territorio che a fondo conosceva. Ha continuato a farlo anche quando una scorta gli fu assegnata perché le sue parole, in quanto libere e vere, erano temute.
Tra le sue argute analisi, quella sui roventi anni Settanta a Reggio, cruciali per la storia d'Italia. I moti, il deragliamento del treno a Gioia Tauro, il fallito Golpe Borghese, gli ingenti trasferimenti di capitali all'estero dalla Piana di Gioia Tauro, il summit di Ndrangheta a Montalto, il fallito golpe di Julio Valerio Borghese, i legami tra Ndrangheta, massoneria deviata ed eversione nera.
E poi un passaggio cruciale in cui chiamava in causa anche la parte onesta della società, chiamata ad esserci. Anche l'omissione e la passività pesano come un macigni.
“La disperazione più grave che possa impadronirsi d'una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”, scriveva Corrado Alvaro.
«In questa provincia trionfa il grigio. I nemici - aveva sottolineato Michele Albanese, storica firma del Quotidiano del Sud - sono invisibili ma non sono solo loro i cattivi della storia . Non ci sono solo i cattivi che lottano contro i buoni e vicevers a perché non esiste solo il bianco o solo il nero.
Troppe persone perbene tollerano senza essere cattive ma anche questo comportamento danneggia la comunità . Il gravissimo condizionamento della cosa pubblica non è solo opera della criminalità organizzata e massoneria deviata. Responsabile diventa anche la società che, seppure perbene, non contribuisce alla comprensione, alla giustizia e alla verità».