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19/01/2026 ore 22.10
Cronaca

Allerta rossa nel Reggino, scatta il piano emergenza: Protezione civile in campo e misure straordinarie sulla costa jonica

Misure straordinarie nei Comuni più esposti al ciclone Harry, con la priorità sulla tutela delle persone e la messa in sicurezza preventiva delle aree a rischio. Il racconto dal Coc di Melito Porto Salvo: ordinanze, chiusure e interventi preventivi ridisegnano la mappa dei rischi mentre il maltempo entra nella fase più critica

di Silvio Cacciatore

La provincia di Reggio Calabria entra nella fase operativa più avanzata dell’emergenza maltempo, con il territorio che passa dalle previsioni alle azioni concrete. L’innalzamento dell’allerta al livello rosso ha attivato una risposta diffusa, fatta di ordinanze, apertura dei centri operativi comunali, interdizioni preventive e presidi sul campo. La fascia jonica diventa il fronte più esposto, dove istituzioni, Forze dell’Ordine e Associazioni di Protezione Civile stanno lavorando senza sosta per anticipare gli effetti della perturbazione.

A Melito Porto Salvo l’emergenza si vive dentro il Centro Operativo Comunale, cuore della gestione locale dell’Area Grecanica. Qui abbiamo seguito da vicino il lavoro delle associazioni di Protezione Civile Opvcm e le Guardie Ambientali, con il coordinamento diretto della Polizia Locale e la presenza della Capitaneria di Porto e delle Forze dell’Ordine. Un presidio costante, operativo già da oltre 24 ore, che testimonia il passaggio a una fase di attenzione massima.

Sul posto, assieme al primo cittadino di Melito Tito Nastasi, era presente anche il sindaco di San Lorenzo, Sandro Polimeni, a conferma di un raccordo intercomunale che si muove in tempo reale.

Con il sindaco di Melito il sopralluogo si è spostato sul Lungomare dei Mille, dove erano in corso le ultime messe in sicurezza preventive. «Siamo operativi da oltre ventiquattro ore al Centro di Protezione Civile comunale e abbiamo deciso di intervenire subito sulle aree più esposte – ha spiegato il primo cittadino – il fronte mare è quello che ci preoccupa di più: il moto ondoso può provocare danni importanti alle strutture e creare situazioni di pericolo per le persone».

Barriere, jersey in cemento e interdizioni fisiche hanno trasformato l’area in una zona off-limits. «Abbiamo firmato un’ordinanza di chiusura del lungomare e delle vie adiacenti proprio per evitare che qualcuno si esponga inutilmente al rischio – ha aggiunto Nastasi – la priorità assoluta resta la tutela dell’incolumità pubblica».

L’ordinanza prevede anche la chiusura dei cimiteri e un piano di assistenza per i residenti della fascia costiera. «A chi vive a ridosso dell’arenile chiediamo uno sforzo ulteriore: per questa notte è preferibile spostarsi in luoghi più sicuri. Il Comune è pronto a fornire supporto e sistemazioni temporanee – ha sottolineato il sindaco – l’auspicio è che la forza del mare non comprometta i sacrifici di famiglie e attività, ma dobbiamo essere preparati a ogni scenario».

Accanto alle ordinanze, il Comune ha rafforzato il fronte della prevenzione con una comunicazione capillare alla popolazione. Dal Centro Operativo Comunale il comandante della Polizia Locale Antonio Onofrio Laganà ha descritto le misure adottate sul campo.

«Abbiamo proceduto all’interdizione totale del Lungomare dei Mille con barriere fisiche e segnalazioni ben visibili, per impedire l’accesso alle aree più pericolose – ha spiegato –. L’obiettivo è ridurre al minimo i rischi legati alle mareggiate e alle raffiche di vento».

L’appello ai cittadini è quindi diretto ed accorato: «Chiediamo di limitare quanto più possibile gli spostamenti nelle prossime 24-36 ore, evitare sottopassi, valloni idraulici e strade costiere, e prestare massima attenzione anche negli spostamenti in auto – ha aggiunto il Comandante Laganà – la collaborazione della popolazione è fondamentale quanto i provvedimenti amministrativi».

Una linea operativa che punta sulla responsabilità individuale come primo strumento di protezione. «Se tutti rispettano le indicazioni, possiamo contenere l’impatto dell’emergenza e ridurre i danni», ha concluso il comandante.

Il quadro si allarga all’intero territorio provinciale. A Reggio Calabria città è stata disposta la sospensione dei mercati rionali e itineranti e lo stop alle attività di somministrazione su chioschi e gazebo, segnale di una risposta che coinvolge anche il tessuto commerciale e urbano. Sospesa anche la raccolta differenziata porta a porta.

A Bova Marina la situazione assume toni ancora più delicati: con un’ordinanza contingibile e urgente è stato disposto lo sgombero immediato del Villaggio Stella Maris, con divieto di accesso fino al 21 gennaio per il rischio di allagamenti e isolamento dell’area. Nello stesso Comune è stato introdotto il divieto di sosta e fermata in via Monte Santo, lungo il canale di scolo D’Andrea, per prevenire danni a persone e veicoli.

Sul fronte della mobilità, l’emergenza sta già incidendo sulla quotidianità. A Marina di Gioiosa Jonica cresce l’attenzione per le possibili interruzioni dei servizi su gomma, con forti criticità attese per le autolinee e per i collegamenti delle Ferrovie della Calabria.

Una situazione che si somma allo stop deciso a livello regionale sulla circolazione ferroviaria della linea jonica Melito-Crotone, sospesa in via precauzionale per ridurre i rischi legati a frane, allagamenti e instabilità della rete.

Il filo rosso che attraversa tutte queste decisioni è uno solo: anticipare l’emergenza invece di inseguirla. Dalla sala operativa regionale ai centri comunali, dalle ordinanze agli interventi fisici sul territorio, la risposta istituzionale si muove su più livelli per contenere l’impatto di un evento che i meteorologi continuano a descrivere come ancora in fase di intensificazione.

La provincia di Reggio Calabria entra così nelle ore più delicate dell’intera ondata di maltempo. Le prossime 24-48 ore diranno se il sistema di prevenzione riuscirà a reggere l’urto, con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per la salvaguardia dei cittadini e dell’interesse pubblico.