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04/05/2026 ore 11.00
Cronaca

Antimafia penitenziaria, la Garante Russo bussa a Palazzo Campanella: «Non possiamo permetterci attese e lungaggini»

VIDEO | Una richiesta di convocazione formulata già oltre due mesi fa alla Commissione Antindrangheta, ma ancora in attesa di fissazione data. Lungaggini che segnano inevitabilmente un’inerzia che la Calabria non può permettersi

di Elisa Barresi

All'indomani della firma del protocollo istituzionale con la Presidenza del Consiglio regionale, il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale l'avvocato Giovanna Francesca Russo è già tornata pienamente operativa sui temi che maggiormente qualificano la sua azione: accanto alla sanità penitenziaria, resta centrale il contrasto alla criminalità organizzata, declinato nella prospettiva dell'antimafia penitenziaria.

Il tutto alla luce dei più recenti sviluppi emersi dalla cronaca giudiziaria e delle operazioni condotte dalle Forze dell'Ordine, sotto il coordinamento attento delle Procure calabresi . É qui che il Garante ribadisce con fermezza che per quanto concerne le istituzioni civili, l'azione di contrasto non può conoscere battute d'arresto.

Intervistata ai nostri microfoni, ha dichiarato di aver richiesto la terza convocazione dall'inizio del proprio mandato. Si tratta della convocazione per audizione dinanzi alla Commissione regionale contro la 'ndrangheta , occasione nella quale intende presentare un ulteriore lavoro strutturato e approfondito, frutto di una visione istituzionale e scientifica maturata sul campo per il quale la Calabria deve investire.

Una richiesta formulata già oltre due mesi fa e ancora in attesa di fissazione dati. Lungaggini che segnano inevitabilmente un'inerzia che la Calabria non può permettersi. Anche perché ricordiamo che fu lei la prima a lanciare il tema dell'antimafia penitenziaria quale azione coordinata e condivisa, di contrasto alla cultura della organizzata, già all'indomani dell'avvio del suo mandato e ben dovuti furono le audizioni lo scorso anno in soli sei mesi.

«Quando si parla di sicurezza e diritti, di antimafia penitenziaria — ha dichiarato il Garante — in Calabria non abbiamo tempo da perdere. Ogni richiesta lasciata in sospeso rischiando di tradursi in una minore capacità di protezione dei più fragili».

Il Garante ha inoltre rivolto «un sentito plauso al Gruppo Nir calabrese e, più in generale, al Nic, alla Polizia penitenziaria ea tutte le Forze dell'Ordine per le operazioni condotte nell'esclusivo interesse dello Stato, della legalità e della protezione dei detenuti più vulnerabili, garantendo così i principi sanciti dalla nostra Costituzione».

Un lavoro nel quale il Garante crede fortemente e che rappresenta, nelle intenzioni, il punto di partenza per un'interlocuzione concreta con tutte le istituzioni coinvolte.

«Senza una rete reale, organizzata e stabile di antimafia penitenziaria — ha evidenziato — il rischio è quello di non riuscire a essere competitivi rispetto alla capacità di adattamento della criminalità organizzata. E questo le istituzioni non possono permetterselo ».

Un messaggio chiaro, che richiama alla responsabilità collettiva e alla necessità di un'azione sinergica, capace di coniugare sicurezza, legalità e tutela dei diritti all'interno del sistema penitenziario , in una regione complessa e ad alta densità criminale come la Calabria.