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11/10/2026 ore 15.27
Cronaca

Area Grecanica, Monorchio chiama a raccolta i sindaci: «Basta briciole, pronti a proteste eclatanti»

Dopo il nubifragio e il crollo della strada a San Lorenzo, il primo cittadino di Bagaladi propone un coordinamento permanente per ottenere fondi e interventi strutturali. Dure critiche alla gestione del dopo Harry: «Alcuni comuni non hanno visto un euro»

di Silvio Cacciatore

Dalle strade provinciali devastate alle fiumare da mettere in sicurezza, passando per i litorali ancora vulnerabili e i fondi promessi dopo il ciclone Harry che, secondo quanto denunciato, non sarebbero mai arrivati in diversi comuni. Il sindaco di Bagaladi, Santo Monorchio, propone la costituzione di un coordinamento permanente dell'Area Grecanica, chiamando a raccolta amministratori, tecnici, associazioni e forze sociali per affrontare unitariamente l'emergenza infrastrutturale del comprensorio. Una proposta che arriva all'indomani del nubifragio e dopo il cedimento stradale di questa mattina a San Lorenzo, dove un'automobile è precipitata in una voragine.

«Ho letto il doloroso post del sindaco di San Lorenzo che condivido pienamente. Come mi associo al grido di dolore dei cittadini di Melito e del loro sindaco, dei cittadini di Roccaforte del Greco e del loro sindaco che ha denunciato una evitata tragedia per pura fortuna», esordisce Monorchio, raccogliendo l'appello del collega Sandro Polimeni. «Non si può più stare a guardare e attendere», ribadisce.

Il primo cittadino di Bagaladi punta il dito contro quella che definisce l'inconcludenza delle «passerelle politiche» successive al ciclone Harry. «Ad oggi alcuni comuni non hanno visto un euro e probabilmente finiranno con il dovere fare fronte al pagamento con i fondi comunali di parte degli interventi eseguiti in somma urgenza», denuncia, sollevando il problema delle risorse necessarie a coprire le spese già sostenute dalle amministrazioni.

Da qui la proposta di costituire un coordinamento permanente di sindaci, tecnici, forze sociali, associazioni e portatori di interesse, per chiedere l'apertura immediata di un tavolo con Città Metropolitana e Regione Calabria. L'obiettivo è inserire nei prossimi bilanci finanziamenti adeguati per la manutenzione straordinaria delle strade metropolitane e delle arterie di interesse regionale, a cominciare dalla SP3, insieme alla messa in sicurezza delle fiumare e alla protezione dei litorali.

«Quel tavolo ci spetta di diritto dopo il lungo abbandono al quale siamo stati condannati. Non dobbiamo chiedere più briciole ma quello che necessita», sostiene Monorchio, chiedendo che il confronto si sviluppi su progetti già definiti e fabbisogni quantificati.

Tra le ipotesi avanzate figura la restituzione ad ANAS delle strade che, alcuni decenni fa, passarono sotto la gestione della Provincia di Reggio Calabria. Il sindaco propone inoltre un progetto organico per la difesa del suolo e dell'ambiente, con la ripresa della forestazione e delle assunzioni nel settore, valorizzando il ruolo dei comuni.

La mobilitazione, nelle intenzioni di Monorchio, dovrà superare le appartenenze politiche. «Il tutto va fatto senza bandiere politiche ma con i Gonfaloni dei comuni», precisa, avvertendo che, in caso di disinteresse o sottovalutazione delle richieste, si potrebbe arrivare ad «azioni eclatanti di protesta». La posta in gioco, aggiunge, è «l'esistenza delle comunità grecaniche che nessuno si può assumere la responsabilità di cancellare».

Il sindaco richiama infine le difficoltà quotidiane che attendono i piccoli centri montani. «Mentre scrivo, penso ai ragazzi che domani avremmo dovuto portare nella Smart school con lo scuolabus, percorrendo strade che da ieri sono semidistrutte. Lo potremo fare se torneremo agli asini come mezzi di trasporto», osserva amaramente.

Per gli interventi di somma urgenza, Monorchio chiede che sia la Protezione Civile a farsi carico del ripristino dei danni, evitando che i comuni debbano anticipare risorse senza garanzie di rimborso. Un'attenzione particolare viene rivolta anche alle strade rurali che collegano le aziende agricole, dalle quali dipende il sostentamento di numerose famiglie dell'entroterra.

«Se il territorio resta fragile è inutile rincorrere le eccellenze», conclude il sindaco, affidando ai colleghi un invito tanto semplice quanto impegnativo: «Incontriamoci».