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11/10/2026 ore 07.49
Cronaca

«Basta silenzi e abbandono»: il grido di San Lorenzo dopo le frane che minacciano le ultime vie di collegamento

Il sindaco Sandro Polimeni denuncia le condizioni delle provinciali 23 e 183 dopo il nubifragio e chiede interventi urgenti agli enti competenti. Il timore di perdere anche l'unica strada verso il mare: «Dobbiamo aspettare che qualcuno perda la vita prima che si comprenda la gravità della situazione?»

di Silvio Cacciatore

Le strade provinciali devastate dal nubifragio, intere comunità alle prese con collegamenti sempre più precari e il timore che nuove precipitazioni possano compromettere anche l'ultima via di accesso verso la costa. A San Lorenzo, dopo la giornata di emergenza che ha investito l'Area Grecanica, il sindaco Sandro Polimeni alza la voce contro le condizioni della viabilità provinciale, denunciando anni di manutenzione insufficiente e chiedendo interventi immediati per scongiurare il completo isolamento del territorio.

Al centro della denuncia ci sono le strade provinciali 23 e 183, arterie fondamentali per i collegamenti tra Melito Porto Salvo, San Lorenzo, Bagaladi e Roccaforte del Greco, duramente colpite dalle conseguenze del maltempo. Una situazione che, secondo il primo cittadino, non può essere ricondotta esclusivamente all'eccezionalità delle precipitazioni.

«Basta silenzi, basta abbandono. Il nostro territorio non può continuare a pagare il prezzo dell'incuria», esordisce Polimeni, affidando a una dura presa di posizione la rabbia per quanto accaduto. «Non possiamo continuare a chiamare tutto questo semplicemente maltempo. La pioggia è un evento naturale. Ma quando anni di incuria, abbandono e manutenzione insufficiente rendono un territorio così vulnerabile, è doveroso interrogarsi sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto intervenire per tempo».

Il timore maggiore riguarda le conseguenze di un eventuale nuovo peggioramento delle condizioni meteorologiche. «Oggi siamo isolati. E domani? Basterebbero ulteriori precipitazioni per compromettere anche l'unica via di collegamento verso il mare, lasciando intere comunità senza una via di fuga sicura», avverte il sindaco, ponendo una questione che riguarda direttamente la sicurezza dei residenti.

«Dobbiamo aspettare una tragedia? Dobbiamo aspettare che qualcuno perda la vita prima che si comprenda la gravità della situazione?», domanda Polimeni. La preoccupazione si estende alla possibilità di garantire interventi tempestivi in caso di emergenza sanitaria: «Non stiamo parlando soltanto di strade dissestate. Stiamo parlando del diritto alla sicurezza, alla mobilità, alla salute e alla vita stessa. Stiamo parlando di famiglie, anziani, bambini, lavoratori e persone fragili che rischiano di rimanere isolati, senza la certezza che un'ambulanza o un mezzo di soccorso possa raggiungerli tempestivamente».

Da qui la richiesta agli enti competenti di verifiche urgenti sulla stabilità delle arterie provinciali e di un piano concreto di manutenzione e messa in sicurezza, che affronti le criticità in maniera definitiva. «Come sindaco del Comune di San Lorenzo, non posso e non intendo restare in silenzio. Non bastano più interventi tampone. Non bastano più promesse. Non bastano più sopralluoghi che non si traducano in soluzioni. Servono fatti, servono risorse, servono responsabilità».

Pur nella durezza della denuncia, Polimeni riconosce la tempestività della presenza istituzionale sul territorio. Il sindaco ringrazia il dirigente generale della Protezione Civile regionale Domenico Costarella, intervenuto nelle zone colpite dal nubifragio, l'ingegnere Benestare del Settore Viabilità della Città Metropolitana di Reggio Calabria e la consigliera regionale Daniela Iriti, che ha constatato personalmente le condizioni delle aree danneggiate.

«La presenza delle istituzioni rappresenta un segnale importante, che apprezzo profondamente. Ma oggi più che mai è necessario che questa attenzione si traduca in interventi concreti, urgenti e risolutivi», precisa il primo cittadino, ribadendo che le comunità dell'entroterra non possono continuare a convivere con il rischio di isolamento a ogni nuova allerta meteorologica.

«I nostri territori dell'entroterra non sono territori di serie B. I nostri cittadini non valgono meno di altri», conclude Polimeni. «La prevenzione non è un favore che si concede ai cittadini. È un dovere delle istituzioni. Non voglio che domani si debba piangere una vita umana per ciò che oggi possiamo ancora prevenire».

Una denuncia che si inserisce nel quadro dei gravi danni provocati dal nubifragio alla rete stradale dell'Area Grecanica, dove frane e cedimenti hanno già compromesso numerosi collegamenti. Per San Lorenzo la priorità è impedire che l'emergenza di queste ore si trasformi in un isolamento permanente, mentre resta aperta la questione degli interventi strutturali necessari per garantire la sicurezza delle comunità montane.