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20/01/2026 ore 20.02
Cronaca

Bova Marina, scatta l’evacuazione del lungomare: mareggiata fuori controllo, residenti costretti a lasciare le case nella notte dell’allerta rossa. La più buia degli ultimi 20 anni

Il sindaco Zirilli ordina l’allontanamento immediato dalle zone costiere più esposte. Evacuazione anche nei villaggi. La Jonica reggina affronta la fase più dura del ciclone Harry e il mare continua ad avanzare

di Silvio Cacciatore

L’emergenza maltempo sulla costa jonica reggina raggiunge un punto di rottura senza precedenti. A Bova Marina scatta l’ordine di evacuazione immediata del lungomare cittadino, con l’ordinanza sindacale n. 6 del 20 gennaio 2026, firmata dal primo cittadino Andrea Zirilli, che dispone l’allontanamento forzato dei residenti e delle persone presenti nelle aree più esposte, a causa delle mareggiate in atto, dell’allerta meteo-marina e del grave pericolo per la pubblica incolumità.

La misura riguarda tutti gli immobili e le strutture ricettive affacciate sul lungomare, oltre alle zone del Villaggio San Leo, Villaggio Rada Azzurra, Radina e alle aree considerate a rischio esondazione. Un provvedimento drastico, adottato mentre il mare continua ad avanzare e a erodere la linea di costa, trasformando l’emergenza in una crisi abitativa temporanea per decine di famiglie.

Nelle ore precedenti la situazione era già precipitata. La mareggiata aveva divorato ampi tratti del lungomare nella zona ovest, compromettendo la sede stradale e interrompendo il collegamento carrabile. In alcuni punti restavano appena quaranta o cinquanta centimetri di asfalto prima del vuoto, con l’acqua che lambiva marciapiedi e abitazioni. Adesso il nulla. Un fronte fragile, già segnato da precedenti ingentissimi danni negli anni scorsi e da interventi tampone in attesa del nuovo lungomare finanziato con fondi PNRR, che questa volta ha ceduto sotto la spinta violenta del mare.

L’ordinanza impone ai cittadini di lasciare immediatamente le abitazioni interessate, seguendo le indicazioni del personale comunale e delle Forze dell’Ordine. Per chi non dispone di una sistemazione autonoma, il Comune ha attivato l’accoglienza in strutture ricettive messe a disposizione per l’emergenza. Le disposizioni restano in vigore fino a cessata allerta e il mancato rispetto del provvedimento comporta sanzioni previste dalla legge.

Il caso Bova Marina diventa così il simbolo più drammatico dell’impatto del ciclone Harry sulla fascia jonica, dopo i primi cedimenti registrati a Melito Porto Salvo e il crollo del vecchio pontile a Siderno. Un’escalation che fotografa la vulnerabilità strutturale del litorale e la violenza di un evento meteorologico che continua a spingere vento e mare contro la costa.

Le autorità locali e la Protezione Civile restano in assetto operativo permanente. Le prossime ore vengono considerate decisive: il clou del maltempo è ancora in corso e la priorità resta una sola: mettere in sicurezza le persone prima ancora delle infrastrutture.

Bova Marina, oggi, è il fronte avanzato di un’emergenza che non ha più solo il volto della prevenzione, ma quello concreto delle evacuazioni, delle strade spezzate e delle comunità costrette ad arretrare davanti al mare.