✕
Sezioni
16/10/2026 ore 10.11
Cronaca

Caro carburanti, la protesta arriva nel reggino: presidi da Gioia Tauro a Bovalino

Al via il fermo regionale di Fedralog Calabria. Gli autotrasportatori: «Carovita aziendale ormai è alle stelle, il governo si svegli». A Gioia Tauro mezzi al Porto ed allo svincolo dell’A2, a Bovalino presidiata la Statale 106

di Redazione

È iniziata oggi in Calabria la mobilitazione degli autotrasportatori, un fermo regionale proclamato da Fedralog Calabria che durerà fino a martedì 20 ottobre. Il settore scende in piazza per lanciare un grido d'allarme contro un’insostenibilità economica diventata ormai cronica: al centro della protesta ci sono il vertiginoso aumento dei costi di gestione e, soprattutto, il prezzo del gasolio, che in regione ha raggiunto e talvolta superato la soglia critica di 2,30 euro al litro.

Porto di Gioia Tauro, i presidianti: «Il Governo si svegli e ci venga incontro»

La protesta sta coinvolgendo diversi presidi organizzati in tutta la Regione. Uno dei punti nevralgici della contestazione è il porto di Gioia Tauro, centro cardine della logistica mediterranea, che vive ore di concitazione a causa del blocco dei mezzi pesanti (nel principale gate d’accesso è garantito il transito delle automobili).

«Il costo del gasolio ormai è insostenibile. Ha ampiamente eroso le liquidità delle aziende di trasporto, che fanno bilanci a brevissimo termine, non dico di chiusura, ma di seria riflessione su come poter continuare l'attività – ha dichiarato ai nostri microfoni Girolamo Giovinazzo, referente Fedralog Calabria -. Il carovita aziendale ormai è alle stelle. Il prezzo del gasolio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sostanzialmente. La maggior parte dei costi importanti per le aziende di trasporto sono lievitati in maniera importante. La maggior parte di noi, non tutti, percepiscono il Fuel Surcharge da parte dei nostri clienti. Sarebbe un meccanismo che permette di compensare l'aumento del costo del gasolio. L'augurio è che da parte del governo centrale qualcuno si svegli e ci venga incontro».

Autotrasportatori in protesta anche a Gioia Tauro: «Il Governo si svegli e ci venga incontro»

Gioia Tauro, presidiato anche lo svincolo dell’A2

Ad aderire alla protesta, un altro presidio, organizzato dall'associazione Astra trasporti del presidente Santo Bagalà, è attivo a Gioia Tauro presso lo svincolo autostradale nei pressi del Parco commerciale "Annunziata" (anche qui è garantito il transito delle automobili). «Serve a sensibilizzare il governo – spiega –, perché le associazioni nazionali che hanno chiesto un incontro sono state inascoltate. La situazione che stiamo vivendo ricade su tanti settori, ad esempio, anche sulla cultura. Ai ragazzi che devono andare in gita un biglietto del viaggio costa il doppio rispetto all'anno scorso. Quando il gasolio arriva a euro 2.70 è vergognoso, hanno speculato».

Bovalino, la protesta arriva sulla SS106

Non è una semplice protesta, ma un modo per evidenziare quelle esigenze e quelle problematiche concrete che ogni famiglia incontra quotidianamente. Per questo motivo stamattina autotrasportatori, lavoratori e famiglie hanno deciso a Bovalino di presidiare civilmente alcuni tratti della statale 106.

A loro la vicinanza e la solidarietà del sindaco Vincenzo Maesano: «La speranza è quella che si finisca di aumentare tariffe, prezzi ed altro a causa della guerra e si pensi davvero alle esigenze concrete della collettività – le parole del primo cittadino – Un grazie alle forze dell'ordine Polizia di Stato e Carabinieri che garantiscono la regolarità della circolazione».

Bovalino, la protesta contro il caro carburanti arriva sulla statale 106: lavoratori e famiglie in presidio

Distributori a secco nel reggino

La crisi dei carburanti investe Reggio Calabria e l'intera provincia, con un numero crescente di distributori che nelle ultime ore ha esaurito le scorte di benzina e gasolio.

Una situazione che si aggrava di ora in ora, mentre gli automobilisti continuano a prendere d'assalto le poche stazioni di servizio ancora operative, provocando lunghe code e pesanti rallentamenti alla circolazione.

A causa delle conseguenti congestioni del traffico cittadino, anche l’azienda di servizio di trasporto pubblico ATAM ha comunicato che le corse potrebbero subire ritardi, disagi e deviazioni temporanee di alcune corse.

Carburante terminato, Locride a secco: scatta la corsa al pieno

Particolarmente critica la situazione nell'Area Grecanica e nella Locride, dove la maggior parte dei distributori risulta ormai a secco. Dal Melitese fino al Catanzarese, trovare carburante è diventato sempre più difficile. In diversi impianti sono comparsi i cartelli “Carburante terminato”, mentre quelli ancora riforniti vengono raggiunti da decine di automobilisti.

Nel capoluogo si registrano disagi significativi già dal pomeriggio. Chilometrica la fila sul Calopinace. Ad Archi e Pentimele le code hanno congestionato la viabilità, con attese prolungate davanti alle pompe e diversi impianti costretti a interrompere il servizio.

L'incertezza sui prossimi rifornimenti alimenta la corsa al pieno, accelerando l'esaurimento delle scorte residue. Le prossime ore saranno decisive per capire quando le autobotti potranno tornare a rifornire regolarmente gli impianti del Reggino.

Al Ministero un tavolo tecnico… ma fra 11 giorni

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle ore 16, presso la sede centrale del Dicastero a Porta Pia, un incontro con le rappresentanze del settore dell'autotrasporto. All'incontro, comunica il Mit, saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell'Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il PD metropolitano: «Al fianco di agricoltori e autotrasportatori, da Roma fanno finta di non vedere»

«La Federazione metropolitana del Partito democratico di Reggio Calabria aderisce alla mobilitazione contro il caro carburanti ed esprime piena solidarietà agli agricoltori, agli autotrasportatori e ai lavoratori che chiedono risposte per poter continuare a svolgere la propria attività. Facciamo nostro l’appello della segretaria nazionale Elly Schlein: il governo intervenga subito. Nei nostri territori cresce l’esasperazione di chi non riesce più a sostenere i costi, mentre da Roma si continua a non cogliere la gravità della situazione».

È quanto sostiene la Federazione metropolitana del Pd di Reggio Calabria.

«Chi scende in piazza sta chiedendo di poter lavorare. Dietro le proteste ci sono aziende che rischiano di non farcela, redditi che si assottigliano e famiglie preoccupate per il proprio futuro. Per un agricoltore o un autotrasportatore il carburante è una spesa indispensabile: ogni rincaro pesa sulla possibilità stessa di proseguire l’attività. È questa la realtà con cui il governo dovrebbe misurarsi, ascoltando chi la vive ogni giorno».

«La distanza tra Palazzo Chigi e la Calabria diventa sempre più evidente. Qui si fanno i conti con i costi di produzione, con le rate da pagare e con l’incertezza di riuscire a garantire uno stipendio. Da Roma non arriva una risposta all’altezza di questa emergenza. Che cosa deve ancora accadere perché Meloni e i suoi ministri si accorgano delle difficoltà del Mezzogiorno? Non si può chiedere a intere categorie di resistere senza offrire strumenti concreti per farlo».

«Occorre intervenire sugli approvvigionamenti, attivare le accise mobili e tassare gli extraprofitti delle società energetiche per sostenere famiglie e imprese. Occorre aprire un confronto con le categorie coinvolte e dare risposte con tempi e risorse certi. Anche il presidente Occhiuto e gli esponenti calabresi della maggioranza nazionale devono far sentire la propria voce: il loro compito è portare a Roma le difficoltà della Calabria e ottenere soluzioni, assumendosene la responsabilità davanti ai cittadini, invece di proporre elemosine indecorose come quelle rappresentate dal contributo di sessanta euro a impresa».

«Nel territorio reggino agricoltura e autotrasporto rappresentano lavoro, produzione e sostentamento per tante famiglie. La loro sofferenza riguarda l’intera comunità. Sosteniamo le ragioni della mobilitazione e saremo al fianco delle categorie nelle sedi politiche e istituzionali. Chi protesta chiede attenzione, rispetto e la possibilità di andare avanti con il proprio lavoro. Il governo smetta di guardare altrove continuando a pensare all'autonomia differenziata per affossare definitivamente il Mezzogiorno».