Con l’avvocato Pasquale Foti: «Il Sì per completare il giusto processo»
VIDEO | Intervista al vicepresidente della Camera penale di Reggio Calabria, che spiega le ragioni del Sì alla riforma costituzionale in vista del prossimo referendum: al centro, la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice per garantire piena terzietà e imparzialità, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione
Siamo ormai a poche settimane dal referendum sulla riforma costituzionale e il dibattito resta acceso. A sostenere le ragioni del Sì è l’avvocato Pasquale Foti, vicepresidente della Camera Penale di Reggio Calabria, che interviene per chiarire i punti centrali della proposta.
«Le ragioni del Sì – spiega Foti – si fondano esclusivamente sulla ratifica costituzionale che tende a dare piena attuazione al principio del giusto processo. Non c’è altro obiettivo se non quello di creare una struttura ordinamentale coerente con quanto già previsto dalla nostra Costituzione».
Il cuore della riforma è la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice. Una distinzione netta che, secondo i sostenitori, consentirebbe di realizzare concretamente quella dicotomia tra accusa e giudicante che rappresenta la base di ogni processo equo.
«Attraverso la separazione delle carriere – prosegue Foti – si potrà finalmente garantire la terzietà e l’imparzialità del giudice, come previsto dall’articolo 111 della Costituzione». Proprio l’articolo 111, ricorda il vicepresidente della Camera penale, è stato innovato nel 1999 per rafforzare i principi del giusto processo, ma da allora si attende l’ultimo passaggio per completarne l’attuazione.
La riforma, dunque, viene presentata come il tassello finale di un percorso avviato oltre venticinque anni fa. «Si tratta di creare una posizione del giudice realmente equidistante dalle parti – conclude Foti – un giudice che non appartenga più allo stesso ufficio del pubblico ministero. Questa è la logica e, in sostanza, il cambiamento che si intende perseguire con la riforma costituzionale».
Nel conto alla rovescia verso il voto, il confronto resta aperto. Ma per il fronte del Sì, la posta in gioco è chiara: rafforzare le garanzie costituzionali e completare il cammino del giusto processo.