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24/03/2026 ore 06.30
Cronaca

Dal brindisi in piazza alla riflessione, Lombardo si gode il No: «Scelta consapevole a difesa della Costituzione»

Il procuratore e presidente del comitato “Giusto dire no” reggino commenta l’esito della consultazione: «Un passaggio di rilievo nella vita democratica». Sottolineati partecipazione, responsabilità e necessità di riforme condivise

di Elisa Barresi

All’indomani del referendum, il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo affida a una riflessione a freddo il proprio commento sull’esito della consultazione, che ha visto prevalere una scelta letta come tutela della democrazia e dei principi costituzionali.

Per Lombardo, si è trattato innanzitutto di un momento di forte coinvolgimento collettivo: «Il dibattito attorno al referendum ha attraversato il Paese con un’intensità non comune», osserva, evidenziando come il confronto abbia coinvolto «cittadini, istituzioni e operatori del diritto», andando oltre i tecnicismi per diventare «un passaggio di rilievo nella vita democratica nazionale».

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Non solo una scelta tra alternative, dunque, ma qualcosa di più profondo. «Non si è trattato soltanto di scegliere tra opzioni alternative, ma di interrogarsi sul significato profondo di principi, equilibri e garanzie che presidiano la nostra Costituzione», sottolinea.

Nel suo intervento, Lombardo pone l’accento anche sul significato del sostegno al NO, definendolo il risultato di un percorso consapevole: «Il sostegno alle ragioni del NO ha rappresentato, per molti, una scelta consapevole e ponderata», maturata «attraverso lo studio, il dialogo e un confronto spesso serrato ma, nella sua parte migliore, rispettoso delle opinioni altrui».

Un contributo, aggiunge, arrivato da cittadini che hanno scelto di esporsi in prima persona: «Donne e uomini che hanno deciso di esporsi, di contribuire con argomentazioni e riflessioni», offrendo «un apporto che è stato al tempo stesso civile e umano», animato da «un forte senso di responsabilità verso le istituzioni e verso la collettività».

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Il procuratore chiarisce però come il fronte del NO non abbia mai negato le criticità esistenti nel sistema: «È importante sottolineare che non abbiamo mai negato i problemi esistenti». Anzi, ricorda, proprio «all’interno della magistratura – così come tra gli operatori del diritto più attenti – è diffusa la consapevolezza delle criticità».

Da qui, la disponibilità al cambiamento: «Vi è la piena disponibilità ad affrontarle con serietà, senza arroccamenti né difese di principio», nella convinzione che «ogni ordinamento, per rimanere vitale, debba sapersi interrogare e migliorare».

Guardando alle prospettive future, Lombardo richiama alla prudenza sul terreno delle riforme: «Riforme di così grande impatto non possono essere affrontate in modo frettoloso o divisivo», ma devono seguire «un percorso condiviso», fondato su «un confronto autentico tra tutte le componenti coinvolte».

Un dialogo che, precisa, deve essere libero da contrapposizioni ideologiche: «Non può essere guidato da contrapposizioni pregiudiziali, ma dalla volontà di individuare soluzioni equilibrate», capaci di rafforzare «i principi di indipendenza, autonomia e responsabilità» della funzione giurisdizionale.

Al di là del risultato finale, resta per Lombardo il valore dell’esperienza vissuta: «Una partecipazione viva, consapevole, capace di tenere insieme passione civile e rispetto reciproco», che rappresenta «il segno più autentico di una democrazia matura».

Infine, il ringraziamento a chi ha sostenuto il NO: «A tutte le donne e gli uomini che hanno sostenuto le ragioni del NO va rivolto un ringraziamento sincero», conclude, per «l’impegno, la serietà e la misura» con cui hanno contribuito a un dibattito che è stato anche «occasione di crescita condivisa».