Danni del maltempo, i sindaci vedono il prefetto Vaccaro: ecco come avverrà la conta
Riunioni a Melito Porto Salvo con i Comuni dell’Area Grecanica e Siderno con i Comuni della Locride per definire insieme alla Protezione Civile procedure, urgenze e passaggio alla fase commissariale dopo il ciclone Harry
Melito Porto Salvo ha ospitato il primo vero confronto operativo sull’emergenza ciclone Harry nell’Area Grecanica. Nella sala consiliare del Comune si sono ritrovati il Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, i sindaci dei Comuni facenti parte l’Associazione dei comuni dell’Area Grecanica e una delegazione della Protezione Civile regionale e le Forze dell’Ordine. Presente anche il Vicesindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace. Un tavolo istituzionale chiamato a trasformare la fase dell’emergenza in un percorso strutturato di risposta, partendo da una ricognizione condivisa dei danni e dalla definizione delle procedure da attivare nell’immediato. Un tavolo analogo, nel pomeriggio, sempre con il Prefetto e la protezione civile, si è riunito a Siderno con l’Associazione dei comuni della Locride.
Il cuore delle riunioni è stato il passaggio di metodo imposto dalla Prefettura: dalla frammentazione delle segnalazioni a un sistema coordinato di richieste di intervento. Ogni sindaco ha illustrato rapidamente le criticità presenti sul proprio territorio, mentre la struttura prefettizia ha indicato le modalità operative per trasmettere le segnalazioni in modo uniforme, accelerando l’accesso agli interventi di somma urgenza.
«Il punto di situazione era necessario per indirizzare meglio le richieste di interventi di emergenza. In questa prima fase parliamo solo di somme urgenza per risolvere le situazioni di pericolo», ha spiegato il prefetto Vaccaro. «Poi ci sarà una seconda fase, quella della ricostruzione. È importante che i sindaci trovino una linea comune e lavorino su progettualità condivise, superando approcci isolati che rischiano di rallentare tutto».
Il Prefetto ha chiarito anche l’assetto istituzionale che guiderà i prossimi passaggi: la gestione dell’emergenza è affidata ai Presidenti di Regione nominati commissari straordinari, con poteri che consentiranno procedure in deroga. «Quando la struttura commissariale sarà pienamente operativa verranno fornite indicazioni anche sui ristori alle attività imprenditoriali. I sindaci saranno accompagnati passo dopo passo nella presentazione delle istanze», ha sottolineato, ribadendo che la priorità immediata resta la messa in sicurezza di impianti fognari, reti idriche e aree a rischio per la popolazione.
Nel confronto è entrato con forza anche il tema della stagione estiva, considerata una linea rossa per i Comuni costieri. Clara Vaccaro ha richiamato la necessità di un lavoro tecnico sui piani spiaggia e sulle concessioni: «Dove possibile si dovrà verificare la ripristinabilità delle strutture balneari, tenendo conto delle condizioni reali del litorale. È un lavoro che va costruito adesso». E ha aggiunto un elemento temporale che pesa come un conto alla rovescia: «Siamo quasi a febbraio. Ce la possiamo fare, ma il tempo va usato bene».
Su questo fronte si è innestato l’intervento del sindaco di Melito Porto Salvo Tito Nastasi, che ha riportato la discussione sul terreno sociale ed economico. «Dobbiamo essere veloci sui tempi della ricostruzione. Le emergenze le stiamo affrontando dal primo giorno, ma ora serve chiarezza sui tempi per programmare una pianificazione strutturale. Le nostre economie si sviluppano soprattutto in estate e abbiamo imprenditori che sono al lastrico».
Dal primo cittadino è arrivata una richiesta diretta allo Stato centrale: «Servono deroghe sul piano spiaggia, la riallocazione degli stabilimenti dove la spiaggia è scomparsa, la detassazione per chi è in ginocchio, ristori immediati. Senza risorse reali non si riparte. Qui non parliamo solo di strutture danneggiate, ma di famiglie, posti di lavoro, intere economie locali».
l vertici di Melito e Siderno hanno messo sul tavolo un dato che attraversa tutti i Comuni jonici: la distanza tra emergenza amministrata e territorio reale è ormai ridotta a pochi giorni. La costa continua a cambiare volto, gli arenili arretrano, le strutture restano sospese in una zona grigia fatta di autorizzazioni, deroghe attese, risposte che devono ancora prendere forma. Intanto i Comuni sono chiamati a compilare schede, trasmettere segnalazioni, aggiornare la mappa dei danni mentre sullo sfondo resta aperta la partita più delicata: quella tra sicurezza, economia stagionale e ricostruzione strutturale. È su questo incrocio che si giocheranno le prossime settimane, tra cantieri che devono partire, decisioni che non possono slittare e un territorio che chiede di non essere lasciato fermo nel punto esatto in cui il ciclone lo ha colpito.