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26/01/2026 ore 17.04
Cronaca

Dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Calabria, Sicilia e Sardegna: via libera ai primi 100 milioni dopo il ciclone Harry

Il governo avvia la fase straordinaria per affrontare i danni del maltempo. I governatori nominati commissari per coordinare la ricostruzione

di Silvio Cacciatore

Il Consiglio dei ministri ha chiuso il primo passaggio formale dell’emergenza maltempo che ha investito Calabria, Sicilia e Sardegna. In una riunione durata poco più di venti minuti, il governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, aprendo ufficialmente la fase straordinaria di gestione della crisi e stanziando una prima dotazione di 100 milioni di euro dal Fondo per le emergenze nazionali per gli interventi immediati di messa in sicurezza e ripristino dei servizi essenziali.

L'attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.

Una decisione che arriva a pochi giorni dal passaggio del ciclone Harry, che sulla costa jonica calabrese e nell’Area Grecanica ha lasciato un bilancio pesante fatto di lungomari distrutti, infrastrutture compromesse e interi tratti di litorale trasformati. Proprio ieri il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto, aveva effettuato un sopralluogo tra Melito Porto Salvo, San Lorenzo e Bova Marina, toccando con mano la portata dei danni e incontrando amministratori e strutture operative.

In quell’occasione Musumeci aveva anticipato che il Consiglio dei ministri avrebbe varato una prima tranche di risorse, spiegando che ulteriori fondi sarebbero stati successivamente integrati sulla base della ricognizione dettagliata dei danni in corso da parte delle Regioni. Una linea che trova ora conferma anche nell’annuncio di un prossimo provvedimento interministeriale dedicato al ripristino e alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.

Per i territori colpiti si apre così una fase decisiva, sospesa tra l’urgenza di interventi immediati e la necessità di una pianificazione strutturale. La sfida che attende la Calabria jonica passa dalla capacità di trasformare l’emergenza in occasione di messa in sicurezza permanente, per evitare che ogni nuova mareggiata riapra la stessa ferita.