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01/02/2026 ore 18.36
Cronaca

Giustizia, autonomia e risorse: l’ANM di Reggio Calabria lancia l’allarme

Nel corso della cerimonia di inaugurazione la presidente Stilo ha ribadito la centralità dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, esprimendo forti criticità sulla riforma costituzionale in discussione e denunciando le persistenti carenze di organico

di Elisa Barresi

Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, la Giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria, per voce della presidente Antonella Stilo, ha offerto una riflessione articolata sullo stato della giustizia nel distretto e, più in generale, nel Paese. Dopo i saluti istituzionali alle autorità presenti, è stato sottolineato come la cerimonia rappresenti un momento fondamentale di bilancio e di confronto sul funzionamento degli uffici giudiziari.

Il discorso si è collocato nel contesto dell’attuale campagna referendaria sulla riforma costituzionale della magistratura, evidenziandone i profili più critici. Secondo l’ANM, la riforma, incentrata sulla separazione delle carriere e sulla modifica del Consiglio Superiore della Magistratura, rischia di incidere negativamente su autonomia e indipendenza della magistratura, valori essenziali per la separazione dei poteri e per l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, senza affrontare i problemi strutturali della giustizia.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della durata dei processi e agli obiettivi del PNRR: se nel settore penale si registrano progressi significativi, nel civile i tempi restano ancora troppo lunghi, con ricadute economiche e sociali che minano la fiducia dei cittadini. A fronte di ciò, l’ANM ha respinto l’idea di una magistratura inefficiente, ricordando i carichi di lavoro nettamente superiori alla media europea e il numero insufficiente di magistrati in rapporto alla popolazione.

Criticità analoghe riguardano il personale amministrativo e il futuro dell’ufficio per il processo, ritenuto una risorsa decisiva che andrebbe stabilizzata e rafforzata, evitando di disperdere le competenze maturate. Non meno rilevanti i problemi legati all’innovazione tecnologica, con sistemi informatici spesso inadeguati o soggetti a frequenti disservizi, soprattutto nel settore penale.

Infine, l’intervento ha richiamato l’attenzione sulle carenze dell’edilizia giudiziaria nel distretto di Reggio Calabria e sugli organici sottodimensionati, aggravati dal continuo turn over dei magistrati. Pur in questo quadro complesso, l’ANM ha ribadito l’impegno dei magistrati a garantire efficienza, dialogo con l’avvocatura e le istituzioni, e diffusione della cultura della legalità, rivendicando il modello di un magistrato indipendente, competente e vicino alla società civile, “agente della Costituzione” e presidio dei diritti di tutti.