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21/01/2026 ore 10.16
Cronaca

Il ciclone Harry divora la Grecanica, a Bova e Melito spazzato via il Lungomare critica la situazione anche a San Lorenzo

Notte di mareggiata devastante sulla Jonica reggina: strade divorate dalla furia del mare, costa erosa, alberi e pali abbattuti mentre la tempesta colpisce al massimo della potenza e i Comuni iniziano la conta dei danni

di Silvio Cacciatore

Bova Marina ha vissuto una delle notti più drammatiche della sua storia recente. Il ciclone Harry ha colpito senza tregua e il lungomare, soprattutto sul lato ovest, è stato letteralmente spazzato via dalla furia del mare. La linea di costa ha arretrato metro dopo metro, la carreggiata ha ceduto, porzioni di strada sono state inghiottite e l’asfalto si è spezzato sotto l’urto continuo delle onde. Uno scenario che in paese non si era mai registrato con questa proporzione. Il lungomare, di fatto, non esiste più.

Il mare è rimasto violentissimo per ore, spinto da raffiche che hanno continuato a scaricare energia sulla costa. Tutt’ora le onde sono ancora fortissime e lambiscono le case. In mattinata si è attivata l’amministrazione comunale essendosi reso necessario un intervento d’urgenza per la posa di massi di protezione lungo i tratti più vulnerabili, nel tentativo di difendere i sottoservizi essenziali – rete idrica, gas e fognature – e le abitazioni affacciate sul fronte mare. Una corsa contro il tempo, condotta in condizioni estreme, per impedire che il cedimento della sede stradale si trasformasse in un collasso strutturale capace di compromettere interi isolati.

Alla Rada Azzurra ed alla Radina la tensione è salita fino ai massimi livelli. Il mare ha lambito le fondamenta del residence, arrivando a pochi metri dagli edifici e mettendo sotto stress le strutture più esposte. Sul versante est del lungomare le onde hanno continuato a invadere la carreggiata, rendendo impraticabili tratti interi della viabilità costiera. L’acqua ha superato i margini dell’asfalto, ha raggiunto i marciapiedi interni e ha strappato porzioni di giardini privati, allargando la ferita della costa ben oltre la linea stradale.

La devastazione ha assunto dimensioni ancora più evidenti con il passare delle ore. Tratti di lungomare sono stati cancellati, la strada costiera è rimasta spezzata in più punti. Una scena che ha restituito l’immagine di una costa in ginocchio sotto la spinta della tempesta.

L’emergenza ha colpito duramente anche i Comuni limitrofi, ampliando il fronte della crisi. A San Lorenzo il lungomare è stato investito in pieno dalla mareggiata, con allagamenti estesi che hanno interessato le aree più basse del centro abitato. L’acqua ha invaso strade e spazi urbani, trasformando il fronte mare in una zona di emergenza continua. Le squadre operative hanno lavorato senza sosta per contenere i flussi d’acqua e mettere in sicurezza i tratti più esposti, mentre il vento continuava a spingere la pioggia contro le abitazioni.

A Melito Porto Salvo la tempesta ha lasciato segni evidenti anche all’interno del tessuto urbano. Le raffiche violente hanno provocato la caduta di numerosi alberi e pali della luce, creando situazioni di pericolo lungo le strade e nei quartieri più esposti. Il lungomare, già colpito nelle ore precedenti, ha continuato a subire ulteriori danni, con nuove porzioni di carreggiata mangiate dal mare. Per tutta la notte il territorio è rimasto sotto presidio, con interventi continui per rimuovere ostacoli, isolare le aree più pericolose e garantire la sicurezza dei residenti.

L’intera fascia jonica meridionale ha attraversato così una notte di pressione estrema, in una sequenza di eventi che ha segnato uno spartiacque nell’impatto del ciclone Harry sul territorio. Protezione Civile, amministrazioni comunali e forze operative sono rimaste attive senza interruzioni, monitorando la costa metro dopo metro e intervenendo dove la situazione diventava più critica.