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22/02/2026 ore 19.42
Cronaca

Il coraggio dell’amore: da Firenze a Palmi, il viaggio senza ritorno di Rossella

La giovane fiorentina scomparve il 22 febbraio di 45 anni fa. Si era innamorata di Francesco Frisina, studente fuori sede, appartenente a una famiglia di ‘ndrangheta. Pago’ con la vita le sue denunce. Una storia rimasta a lungo avvolta nell’oblio

di Anna Foti

Rossella Casini aveva 25 anni quando scomparve nel nulla a Palmi, nel reggino. Il prossimo 29 maggio ne avrebbe compiuti 70. Il suo corpo non fu mai ritrovato e la sua morte ancora oggi non ha responsabili.

Sono trascorsi 45 anni da quel 22 febbraio 1981, da quella telefonata fatta al padre Loredano da Palmi, dove era tornata nonostante i rischi e i pericoli, seguendo il suo cuore e un profondo senso di giustizia, e dove però scomparve nel nulla non riuscendo, come era nelle intenzioni comunicate al padre, a tornare a casa a Firenze. Venne punita per avere denunciato quello che aveva visto accadere in Calabria.

Rossella Casini, la forestiera che sfidò la ’ndrangheta prima di scomparire nel nulla 42 anni fa

Rossella si recava a Palmi al seguito del fidanzato Francesco Frisina. Uno studente fuori sede a Firenze non come tutti gli altri. Perchè lui era un affiliato alla cosca Frisina-Gallico, in quel frangente in piena faida contro le ‘ndrine Parrello-Condello. 

Una storia rimasta a lungo avvolta nell’oblio. Una giovane rimasta a lungo senza volto. Poi la foto reperita nell‘archivio universitario di Firenze. Preziosi i contributi di Libera nomi e numeri contro le mafie, che annovera il suo nome tra le vittime innocenti della ‘ndrangheta, e della scrittrice e giornalista reggina Francesca Chirico.

La sua storia di è al centro dell’ultimo libro di Roberto Saviano dal titolo perentorio “L’amore mio non muore”, pubblicato lo scorso anno.

Quando l’amore sfidò la ‘Ndrangheta, Roberto Saviano racconta la storia di Rossella Casini: «È stata tradita nel modo più terribile»

Rossella, figlia unica di Clara e Loredano, poco più che ventenne, studiava Psicologia, all’università di Firenze. Nel 1977 aveva conosciuto Francesco Frisina, studente calabrese presso la facoltà di Economia dell’università di Siena. Francesco aveva affittato con altri fuori sede un appartamento nella stessa palazzina ottocentesca dove viveva la famiglia Casini, in Borgo la Croce a Firenze. Nacque un sentimento profondo che però spezzò la vita di Rossella. Seppure spaventata da quello che avrebbe da lì a qualche anno scoperto a Palmi del suo Francesco, non arretrò e tentò di salvarlo, andando incontro a una morte prematura e feroce.

Nel luglio del 1979, Rossella era in vacanza in Calabria con Francesco. Proprio in quei giorni Domenico Frisina, imprenditore agricolo e padre del giovane venne assassinato. Un evento tragico che pose Rossella di fronte alla più terribile delle evidenze. La famiglia del suo fidanzato era al centro di una guerra di mafia. Altre furono le evidenze gravi anche successive.

Solo pochi mesi più tardi, nel dicembre 1979, lo stesso Francesco fu ferito alla testa riportando lesioni gravi. Dopo quei fatti Rossella era riuscita a persuadere Francesco a collaborare con la giustizia. Nel febbraio del 1980 la stessa Rossella rilasciò dichiarazioni su quanto aveva visto in Calabria.  La reazione della famiglia Frisina nei suoi confronti fu brutale e violenta.

Mamma Clara non sopravvisse alla perdita. Papà Loredano fece in tempo a leggere sui giornali, tredici anni dopo, nel 1994, la più terribile delle verità sulla morte della sua unica figlia.

La sua colpa era stata quella di aver convinto il fidanzato Francesco Frisina a collaborare con la giustizia. Per questo era stata rapita andando incontro a una morte terribile.

Il ricordo di questa coraggiosa giovane donna, che con le sue scelte sfidò l’omertà mafiosa forte della sua coscienza di persona libera, unisce la Toscana e la Calabria, Firenze e Palmi.

Il suo nome è anche tra i Giusti contro la mafia nel Giardino dei Giusti nel parco del Monte Stella a Milano, istituito dalla fondazione Gariwo.