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20/01/2026 ore 16.09
Cronaca

Il dolore che diventa assenza: “Scuse banali” è il primo singolo di Melucci

Tra cantautorato e pop, con una scrittura attenta alle parole e alle immagini quotidiane, l’artista calabrese non rinuncia a un approccio autobiografico

di Redazione

Martedì 3 febbraio esce “Scuse banali”, il primo singolo di Melucci, con cui il cantautore calabrese inaugura ufficialmente il suo nuovo progetto artistico.

“Scuse banali” è una canzone che racconta la fatica di lasciarsi, il dolore dell’amore quando diventa assenza e quel filo invisibile che continua a legare due persone anche quando tutto sembra irrimediabilmente rotto.
Melucci parla del bisogno reciproco e dell’incapacità di restare lontani in una relazione (“Siamo calamite”), e delle contraddizioni e delle ferite che segnano una rottura (“Siamo in crisi come le stagioni, siamo incostanti come due amanti”).


«Non c’è cosa più logorante che vedere il tempo passare e, allo stesso tempo, essere incastrati in situazioni ed emozioni che sono destinate a rimanere ricordi indelebili. Mi spaventa, ma allo stesso tempo affascina, immaginare che ci sia una legge non scritta che imponga a tutti noi di vivere questa sensazione. Non come un peso da sopportare, ma come un valore prezioso da custodire».

“Scuse banali”, in uscita il 3 febbraio su tutte le piattaforme digitali e in radio (distribuito da Artist First), sancisce l’inizio del nuovo percorso discografico del cantautore calabrese.

Il nuovo brano è stato scritto con Vespucci, producer calabrese con cui Melucci conferma il sodalizio artistico ormai iniziato anni fa, e vede la collaborazione di musicisti come Francesco Coriale (chitarre, basso) e Jacopo Martignoni (batteria). Il mix e master sono stati realizzati da Marco Ravelli.

La scrittura di Melucci nasce da consapevolezze maturate nel tempo: amori che cambiano forma senza scomparire, il legame profondo con le proprie radici, raccontate con romanticismo, ironia e nostalgia.

Melucci si muove tra cantautorato e pop, con una scrittura attenta alle parole e alle immagini quotidiane, senza rinunciare a un approccio autobiografico.


“Non vedevo l’ora di uscire allo scoperto. Ho desiderio di parlare al pubblico con le mie canzoni, nelle quali spero ci si possa ritrovare, trasmettere ciò che sono con la tranquillità di chi sta lasciando una parte di sé senza pretendere di essere capito. È un lavoro iniziato più di un anno fa. Ho avuto necessità di prendermi del tempo per capirmi, per ritrovare me stesso e dei punti di riferimento. Uno di questi era la scrittura.”