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30/01/2026 ore 16.29
Cronaca

Klaus Davi: «Il boss Gregorio Bellocco torna a Rosarno in libertà vigilata»

Scarcerato a giugno, il capo della cosca Bellocco, uno dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, ora è sottoposto a libertà vigilata dopo la revoca della sorveglianza speciale

di Redazione

«Gregorio Bellocco, classe 1955, detto “u lupu” o “testazza”, fratello di Nino detto “u Pacciu”, di Pietro e di Bernardo, primo cugino di Carmelo, di Giulio, di Giuseppe e di Umberto Bellocco detto “asso di mazzi”, e zio di Francesco Barone che assassinò sua madre Francesca Bellocco, è tornato a casa e si trova in libertà vigilata da ieri». Ad annunciarlo è il giornalista e massmediologo Klaus Davi.

«Il boss cugino di secondo grado di Antonio Bellocco, ucciso a Milano il 4 settembre 2024 per mano di Andrea Beretta - da come ha appreso Klaus Davi da fonte giudiziaria - è stato scarcerato a giugno. All’atto della scarcerazione gli è stata applicata la sorveglianza speciale, scrive il giornalista sui suoi profili social. Ma da Ieri - conferma Davi - è stata revocata la sorveglianza poiché gli è stata applicata la libertà vigilata. Gregorio Bellocco è considerato il capo della cosca, arrestato il 16 febbraio del 2005 dopo 11 anni di latitanza, ed era considerato uno dei 30 latitanti più pericolosi, insieme al cugino Umberto avevano costituito la Sacra Corona Unita».