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15/01/2026 ore 19.57
Cronaca

La Cassazione annulla senza rinvio la condanna a sei anni: per i giudici il fatto non sussiste nel caso della droga “parlata”

Accolto il ricorso della difesa contro la sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria: chiusa definitivamente la vicenda giudiziaria

di Redazione

La Corte di Cassazione – sesta sezione penale ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna a sei anni di reclusione, emessa dalla Corte di appello di Reggio Calabria, stabilendo che il fatto non sussiste.

La decisione è stata adottata in accoglimento del ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Alvaro del Foro di Palmi, nell’interesse di Diego Russo, residente a Seminara, che era stato condannato a sei anni di reclusione per il reato di detenzione e trasporto di cinque chili di cocaina ai fini di spaccio.

In primo grado l’imputato, difeso dall’avvocato Silvana Misale, era stato assolto dal Tribunale di Palmi, perché il fatto non sussiste. La Corte di appello, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla Procura, aveva ribaltato la sentenza assolutoria, valorizzando una conversazione intercettata a bordo di un’autovettura, ritenuta a contenuto auto-accusatorio e sufficiente come prova di colpevolezza.

Con il ricorso per cassazione, la difesa ha sostenuto che il giudice di appello, nel riformare la sentenza assolutoria, non aveva adeguatamente confutato la ricostruzione alternativa accolta dal Tribunale di Palmi, secondo cui le dichiarazioni attribuite all’imputato, non accompagnate da alcun concreto riscontro, potevano essere spiegate alla luce del contesto in cui erano state rese, senza che fosse stato dimostrato il superamento del ragionevole dubbio sulla responsabilità penale.

«L’annullamento senza rinvio è una delle decisioni della Cassazione più incisive e statisticamente più rare – ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Alvaro – con cui la Suprema Corte chiude definitivamente la vicenda, affermando che il fatto non sussiste e che non c’è spazio per ulteriori processi o approfondimenti, cancellando integralmente gli effetti della condanna pronunciata in appello».