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13/05/2025 ore 23.21
Cronaca

«La democrazia esiste, e la giustizia pure», gli avvocati Retez e Zagarella replicano a Palazzo San Giorgio: «Gli operatori ricorrenti non sono abusivi» - VIDEO

Il commento dei legali che hanno presentato il ricorso al Tar
di Elisa Barresi

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Gli avvocati Domenico Retez e Alessandra Zagarella, che hanno presentato il ricorso per conto dei commercianti del mercato di piazza del Popolo, hanno così commentato la sentenza con cui il Tar sezione staccata di Reggio ha annullato la delibera di Giunta comunale n. 3 del 13. 01. 2025, limitatamente alla sospensione dell’attività mercatale sino al 30. 06. 2025.

«Gli operatori ambulanti non sono abusivi, ci teniamo a sottolinearlo. Questo è il parere del Tar che ha annullato la delibera della Giunta, giudicata impropria e non legittima, che li aveva estromessi già da prima di dicembre, in alcuni casi da agosto.

Siamo molto soddisfatti per la decisione arrivata oggi. Si tratta di una sentenza, e non di un provvedimento cautelare: il Tar ha ritenuto sussistenti i presupposti per accogliere il ricorso, anche in considerazione della fondatezza della domanda. Questo rappresenta il riconoscimento del diritto dei ricorrenti a esercitare la propria attività commerciale. Ma è anche un messaggio chiaro all’Amministrazione comunale che, pur dichiarandosi impegnata nel riordino e nel sostegno dell’imprenditoria e delle attività mercatali, ha invece deciso di sopprimere l’unica area mercatale operativa per tutta la settimana, con 60 posteggi, così sottraendola alla sua storica destinazione.

Il Tar ha ritenuto che ci sia stata una vera e propria invasione di campo da parte della Giunta, intervenuta su una materia che è invece di esclusiva competenza del Consiglio comunale, il quale, peraltro, si era già espresso in senso opposto: riorganizzare l’attività mercatale, e non sopprimere le aree né destinarle ad altro uso come spettacoli o parcheggi. Sopprimere il lavoro anziché affrontare il problema, è stato lo scivolone che ora costringerà il Comune a risarcire chi di dovere.

I ricorrenti si sono mostrati compatti, affiancati da un comitato che ha seguito passo passo ogni singola posizione. Il ricorso, infatti, non è stato generico, ma costruito valutando con precisione ogni singola situazione, esaminando documenti, certificati, attestati, permessi e licenze.

Piazza del Popolo viene restituita alla città. È sempre stata un punto di incontro, una polarità commerciale e sociale, piena di vita vera, fatta di commercianti, fatica, sacrifici, famiglie. Non si può dimenticare che tutte le attività che gravitano attorno alla piazza hanno subito una devastante chiusura improvvisa, che si è poi rivelata definitiva, dopo una sospensione mai revocata, alimentando un’illusione che ha condotto decine di famiglie alla disperazione.

Cosa possiamo aggiungere? Il Tar ha mandato un messaggio inequivocabile: la democrazia esiste, e la giustizia pure.

Quando potranno tornare a lavorare gli ambulanti? Il Tar si è espresso sul profilo dell’incompetenza della Giunta, rilevando il carattere programmatico del provvedimento, che spettava al Consiglio comunale. Ha quindi annullato l’ordinanza, senza però poter imporre al Comune atti specifici. Tuttavia, il messaggio è chiaro: ora l’amministrazione dovrà attuare quel riordino già previsto, organizzando nelle more delle linee guida ministeriali le modalità per indire le selezioni per l’assegnazione dei 60 posteggi. Nell’attesa, potrà essere istituito il servizio di spunta, che consente l’occupazione giornaliera dei posteggi da parte di soggetti abilitati, quindi tutt’altro che abusivi.

Sono soggetti in possesso di autorizzazioni di tipo B o che hanno presentato una S.C.I.A.. Quindi legittimati, anche se in attesa di assegnazione. Questo comporta un’attività organizzativa che riguarda l’igiene, la sicurezza, il pagamento del canone giornaliero, tutte cose che la dirigente responsabile aveva già indicato nel parere tecnico che ha poi portato all’ordinanza.

Erano già stati identificati i soggetti e le modalità: dalla mappatura degli spazi alla riscossione del canone. Ci auguriamo che questa vicenda si chiuda definitivamente e che l’amministrazione restituisca la piazza alla sua funzione storica.

Noi siamo avvocati e ci atteniamo alle sentenze. Se nel comunicato del Comune è stata usata la parola abusivi, allora chi lo ha scritto non ha letto o non ha capito la sentenza. Parliamo di persone legittimate, autorizzate, titolari di un diritto. E parlare ancora oggi di abusivismo significa ignorare i termini giuridici e sociali.

Il tema è stato trattato anche in aula: abusivo è chi agisce senza titolo, e non è questo il caso. Qui si tratta di persone che non possono esercitare la propria attività per colpa dell’inerzia dell’Amministrazione, che ha preferito sospendere tutto invece di organizzare il riordino delle aree mercatali.

Se davvero vogliamo parlare di abusivismo, allora è l’amministrazione a comportarsi in modo abusivo, impedendo l’attività a chi è legittimamente autorizzato. E se qualcuno deve porre rimedio, è solo il Comune a doverlo fare, subito. Perché ci sono troppe famiglie che aspettano».