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21/02/2026 ore 11.04
Cronaca

Lombardo: «Frank Albanese figura di spicco della ‘ndrangheta di Siderno negli Stati Uniti»

Il procuratore aggiunto della dda di Reggio: «La cosca Commisso di Siderno una delle articolazioni di ‘ndrangheta più importanti al livello globale. Fondamentale la collaborazione con l'Fbi per attualizzare dinamiche criminali già emerse in altre indagini». Il generale Molinese:  «Il dualismo è sempre lo stesso: mantenere il controllo e l'autorevolezza criminale tipica della ‘ndrangheta in area di origine con una gemmazione all'estero funzionale a far proliferare i propri proventi e profitti illeciti»

di Claudio Labate

Il rilievo internazionale della ‘nadrangheta di Siderno accertato con l’operazione Risiko, eseguita nei giorni scorsi dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, sotto il coordinamento della procura della Repubblica, direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nell'ambito di cooperazione internazionale di polizia con l'Fbi americana, è stato sottolineato dal procuratore aggiunto della dda di Reggio, Giuseppe Lombardo. «È stata una indagine lunga e complessa, avviata nel 2005 e che ha dato i primi risultati nel 2010. Era evidente già allora, ma adesso arriva la conferma in maniera assolutamente chiara, di quanto la cosca Commisso sia una delle articolazioni di ‘ndrangheta più importanti al livello globale.

Le proiezioni stabili di ‘ndrangheta nello stato di New York in relazione a quella che la figura delineata dal procuratore Borrelli di Frank Albanese, la cui base logistica è nella cittadina di Albany, confermano la presenza costante, come già dimostrato in altri ambiti investigativi e processuali, delle rappresentanze dei Commisso anche in quella grande area che ruota attorno alla città di Toronto e quindi alla regione dell’Ontario, in un quadro territoriale che sposa, quindi il nord degli Stati Uniti e il sud del Canada.

Frank Albanese risulta essere davvero una figura di grandissimo rilievo criminale. Il suo particolare dinamismo criminale è emerso nel corso delle indagini, soprattutto nella funzione deteminante di rapportarsi costantemente anche in senso fisico, oltre che a distanza, con la Casa Madre e quindi con le articolazioni calabresi e in particolare con il locale di Siderno su tutta una serie di tematiche di tipo organizzativo. Il suo era una ruolo di rappresentante della ‘ndrangheta di Siderno proprio nello Stato di New York. Quando all'interno di quell'articolazione territoriale si viene a creare il problema legato alla necessità di individuare il nuovo soggetto di vertice, lui si mette a disposizione dicendo chiaramente di essere disposto a lasciare gli Stati Uniti temporaneamente per tornare a Siderno e contribuire così a risolvere la fase di difficoltà che si sta vivendo. Ciò dimostra che è un soggetto collocato davvero al vertice dell'enorme struttura criminale che da quel territorio dipende.

È stata,dunque, importante la collaborazione con l'Fbi che ha compreso le nostre esigenze e ha supportato, e supporta, il lavoro che viene svolto da noi e dal Ros di Reggio Calabria, in relazione allo specifico filone odierno, avviato nei primi mesi del 2018.

Un dato particolarmente importante, perchè ci consente di attualizzare dinamiche criminali, già note in epoca antecedente al 20 gennaio 1975, ed emerse nell’operazione Fenix che aveva riguardato la proiezione canadese della cosca Ursino di Marina di Gioiosa Ionica. Un’attualizzazione che ci consente quanto non è stato assolutamente possibile in passato ossia di assumere un riconoscimento formale della presenza della ‘ndrangheta nel territorio canadese riferibile non più, come in passato, a una semplice struttura criminale ma riferibile alla ‘ndrangheta nella sua complessiva dimensione internazionale.

Sappiamo perfettamente che già nel momento in cui Antonio Macrì fu ucciso a Siderno e venne ferito il suo guarda spalle, Cosimo Commisso, la dimensione operativa del locale di ndrangheta di Siderno era molto più ampia rispetto a quella del suo territorio di origine.

Dunque il locale di Siderno, come pochissimi altri locali di ndrangheta, gode del riconoscimento formale del crimine internazionale e ciò significa che dipendono da esso tutta una serie di proiezioni stabili della ‘ndrangheta in territori che sono assolutamente assai rilevanti per quella che è la collocazione criminale della dell’organizzazione nel mondo. Ecco l'impegno che noi abbiamo assunto oltre 15 anni fa, cercare di comprendere non soltanto come la ‘ndrangheta fosse strutturata in Italia, ma soprattutto come la ‘ndrangheta operasse all'estero e come fosse riuscita a insediarsi stabilmente tanto in Nord America quanto in Sud America e in Australia, sostanzialmente in tutte quelle realtà al livello mondiale non solo europee, in cui la sua progettualità criminale avrebbe potuto perseguire a risultati che i territori di origine non avrebbero mai consentito di raggiungere», ha spiegato ancora il procuratore aggiunto della dda di Reggio, Giuseppe Lombardo.

Sulla dimensione internazionale e modalità di affermazione e consolidamento delle dinamiche si sofferma anche il generale Vincenzo Molinese, comandante del Ros di Reggio Calabria.

«Il dualismo è sempre lo stesso: mantenere il controllo e l'autorevolezza criminale tipica della ‘ndrangheta in area di origine con una gemmazione all'estero per poter far proliferare i propri proventi e profitti illeciti in aree molto ricche, non solo in Italia e in Europa e oltre.

Quindi questa è una prima fase importantissima perché, permettetemi un paragone medico, con il reato l'associazione di tipo mafioso la piccola circolazione, cioè quella a cuore e polmoni, quella da cui poi si alimenta tutto quanto il corpo umano.

Quando si parla poi di traffico internazionale stupefacente, di estorsione, di danneggiamenti, di riciclaggio, siamo nella grande circolazione, quella che poi coinvolge gli altri organi. Qui è stato colpito il cuore dell'organizzazione in una prima fase, grazie a tutta una serie di acquisizioni tecniche e anche dinamiche, svolte dai miei collaboratori di Roma, quindi del reparto investigativo centrale, e di Reggio Calabria. Un’acquisizione eseguita con una grande capacità anche di analisi, come diceva il procuratore Borrelli. E dunque siamo di fronte a una fase importantissima dal punto di vista investigativo sulla base della quale continueremo a alimentare attività di indagini in tutto il mondo. Questo è quanto occorre fare per poter contrastare e combattere in modo efficace la ‘ndrangheta», ha concluso il generale Vincenzo Molinese, comandante del Ros di Reggio Calabria.