Ndrangheta a Siderno, Lombardo: «Su Fuda non ci sono altri elementi»
Il magistrato in conferenza stampa chiarisce la posizione dell’assessore comunale che ieri si è dimesso
«Per comprendere le dinamiche criminali mafiose bisogna riportare contenuti che apparentemente non hanno diretta attinenza con reati specifici». Così oggi in conferenza stampa il procuratore della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, rispetto al nome dell’ex assessore comunale di Siderno Carlo Fuda, che ieri ha rassegnato le dimissioni, non indagato ma tirato in ballo in un’intercettazione telefonica finita nel provvedimento di fermo spiccato nei confronti di sette soggetti ritenuti vicine al clan Commisso. Nella telefonata attenzionata Fuda avrebbe interloquito con uno degli indagati per vicende personali.
«Se quei contenuti assumono rilievo vengono riversati nei provvedimenti in questa fase cautelare. Se quei contenuti invece non ci sono vuol dire che salvo sviste clamorose che non credo siano avvenute vista l’alta professionalità di chi ha svolto una imponente attività di ascolto, vuol dire che non c’è altro – ha chiarito il magistrato - Abbiamo un monte ore di intercettazioni notevole, ci sono periodi di Frank Albanese a Siderno in cui a Siderno non c’era un filo di erba che non era monitorato, proprio per questa incredibile capacità di Albanese in un mese di svolgere una quantità di incontri incredibili con difficoltà tecniche enormi che però non ci hanno impedito di acquisire quei contenuti».