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06/02/2022 ore 18.35
Cronaca

Omicidio Valarioti, la nipote: «Doveva essere un luogo simbolico e invece è dimenticato»

Vanessa Ciurleo parla della nuova iniziativa lanciata proprio per strappare all’obblio l’ex pizzeria La Pergola di Nicotera
di Agostino Pantano

«La mia famiglia, anche dopo tutti questi anni, non ha elaborato il lutto e certo ha pesato anche il fatto che l’omicidio di mio zio è rimasto senza colpevoli».

Scandisce con calma le parole Vanessa Ciurleo, giovane nipote di Giuseppe Valarioti – il segretario del Pci di Rosarno, ucciso dalla ndrangheta nel 1980 – di fronte al luogo dell’agguato e spiegando la nuova iniziativa lanciata proprio per strappare all’obblio l’ex pizzeria La Pergola di Nicotera.

«Provo una profonda amarezza ogni volta che vengo qui – prosegue – questo doveva essere un luogo simbolico, invece è un luogo dimenticato». Da qui, appunto, l’idea di lanciare un bando aperto agli artisti, fino al 30 marzo.

«Vogliamo ricordare Valarioti come figura integrale non solo come politico ucciso dalla mafia – aggiunge Angelo Carchidi – farlo conoscere non solo come uomo che si batteva per i diritti degli ultimi, ma anche come studioso dell’antica Medma capace di trasmettere ai giovani l’amore per la cultura». E proprio nel testimone da passare alle nuove generazioni, crede la nipote della vittima.

«Per me crescere con il ricordo del suo esempio – aggiunge Ciurleo – ha significato sentire un dovere in più rispetto ad un territorio che ha molti difetti ma anche tanti pregi: è proprio l’amore per la storia, che mio zio tramandava, credo che possa essere preso ad esempio dai ragazzi come me».

Avvocato all’ultimo step dell’abilitazione, Vanessa Ciurleo è figlia di una sorella di Valarioti e dello zio ricorda anche il lato umano che i suoi familiari – a lei che nel 1980 non era ancora nata – le hanno descritto. «Era un figlio devoto e un fratello amorevole – conclude – e poterlo ricordare attraverso un’opera artistica che lo racconti a tutto tondo credo che possa essere ora la cosa migliore per consacrare una memoria dell’uomo al di là del simbolo politico che è stato. L’idea è quella di lasciare un segno, all’esterno del locale dove trovò la morte, in modo che si sappia che Peppe morì in una Terra che amava profondamente».