Orgoglio e coraggio: è di Reggio Calabria il carabiniere che ha salvato una donna dal suicidio a Bergamo
Un abbraccio che ha fatto il giro d’Italia. Un gesto istintivo, ma carico di umanità. Un ragazzo di 28 anni, in abiti civili, in viaggio con la fidanzata e il padre di lei, che si lancia oltre un parapetto per salvare la vita a una donna. E dietro quell’abbraccio, che ha evitato una tragedia sulla statale 42 all’altezza di San Paolo d’Argon (Bergamo), c’è Lorenzo Fascì, carabiniere scelto originario di Reggio Calabria, alla sua prima assegnazione alla stazione di Albino. Un figlio della città dello Stretto, che oggi è simbolo di senso civico, responsabilità e istinto di servizio.
La donna era aggrappata alla parte esterna della recinzione di un cavalcavia, pronta a lasciarsi cadere. Ma Lorenzo l’ha vista, grazie alla segnalazione della sua fidanzata. Ha accostato l’auto senza pensarci, ha scavalcato il terrapieno e si è fatto largo tra le paure della donna e la propria prontezza di riflessi. Poi l’ha raggiunta e l’ha abbracciata, mentre il padre della ragazza cercava di parlarle per calmarla. «Non ci ho pensato, non ho avuto nemmeno il tempo per avere paura», ha raccontato. «Non credo di aver fatto qualcosa di speciale. Chiunque dovrebbe sentire il dovere di aiutare una persona in difficoltà».
Quel gesto ha commosso l’Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito Fascì “un eroe”, rilanciando la foto del salvataggio condivisa dall’Arma. Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto sottolineare «la professionalità e il senso del dovere delle nostre Forze dell’ordine». E dalla Regione Lombardia sono arrivati i ringraziamenti ufficiali attraverso le parole del presidente Attilio Fontana, con la promessa che il giovane calabrese sarà proposto per un riconoscimento pubblico alla prossima Giornata della Fraternità della Strada.
«In un attimo la cinge in un abbraccio che sa di umanità e senso del dovere oltre la divisa. Le salva la vita», ha scritto l’Arma dei Carabinieri. Un momento che resterà impresso non solo nelle cronache, ma nell’immaginario collettivo di un Paese che, in un gesto semplice e potente, ha rivisto i valori più profondi del servizio pubblico e del coraggio individuale.
E a Reggio Calabria, intanto, c’è chi guarda con orgoglio al nome di Lorenzo Fascì, un giovane che ha portato alto, con semplicità e determinazione, il volto più autentico e generoso della sua terra.