Palizzi, ostie consacrate rubate e sparse in chiesa: nuovo atto sacrilego a due mesi dal caso del cimitero
I fatti, avvenuti nella chiesa di Sant'Anna a Palizzi superiore, sono stati denunciati dal parroco alle autorità, poi l'annuncio di una Messa di riparazione. Il vicesindaco D'Aguì: «schiaffo al senso del sacro». Si riaccendono i timori dopo episodi analoghi nel territorio
Nuovo episodio inquietante nel territorio di Palizzi, dove dopo la macabra scoperta al cimitero lo scorso 15 febbraio la comunità si trova a fare i conti con un atto sacrilego all’interno di una chiesa. A denunciarlo è stato il parroco Mons. Leone Stelitano con una comunicazione pubblica: nella chiesa di Sant’Anna, a Palizzi Centro, alcune ostie consacrate sono state sottratte dal Tabernacolo e altre disperse in vari punti dell’edificio sacro.
Il fatto sarebbe avvenuto nella giornata del 6 aprile, in una fascia oraria compresa tra le 11 e le 17. La scoperta ha immediatamente allertato la parrocchia e le autorità, già informate dell’accaduto. Di fronte alla gravità dell’episodio, è stata annunciata per l’8 aprile una Messa di riparazione nella stessa chiesa, con l’invito rivolto alla cittadinanza a partecipare alla celebrazione.
Durissima la reazione istituzionale. Il vicesindaco Stefano D’Aguì parla di un gesto che colpisce nel profondo la comunità: «Un gesto come quello di sconsacrare l’Eucaristia non è solo una provocazione: è uno schiaffo al senso del sacro. Trasforma ciò che per molti è fonte di fede e rispetto in un atto di disprezzo gratuito, quasi una profanazione che lascia dietro di sé amarezza e indignazione. È un segno di rottura netta, che non dialoga ma ferisce, perché calpesta simboli profondi e identità condivise senza alcuna considerazione».
L’episodio arriva a poche settimane dalla scoperta nel cimitero di Palizzi, dove furono rinvenuti animali sventrati, candele e oggetti disposti secondo una simbologia che aveva fatto ipotizzare un possibile rito esoterico. Due fatti distinti, ma ravvicinati nel tempo, che alimentano inquietudine e interrogativi nel paese.
E non si tratta di un caso isolato nel territorio. Un episodio analogo si era verificato anche a Bovalino Superiore nel marzo di due anni fa, dove ignoti avevano profanato la chiesa di Santa Maria ad Nives: ostie consacrate sottratte, alcune disperse sull’altare e l’ostia magna portata via, insieme a un medaglione reliquiario. Anche in quell’occasione la comunità parlò apertamente di profanazione eucaristica, con l’avvio delle indagini da parte delle forze dell’ordine.
Il nuovo fatto di Palizzi riaccende dunque l’attenzione su episodi che colpiscono luoghi di culto e simboli religiosi, generando preoccupazione tra fedeli e cittadini. Restano ora gli accertamenti delle autorità per chiarire dinamica e responsabilità, mentre la comunità si prepara alla celebrazione di riparazione, segno di una risposta che passa attraverso la fede e la partecipazione.