Primo focolaio di xylella individuato a Taurianova, Gallo: «È un inizio di epidemia, dobbiamo fermarla»
Il caso accertato in contrada Olivetella. Barbuto (M5S) richiama la mozione depositata a marzo e chiede il potenziamento del Servizio Fitosanitario, controlli più capillari e misure immediate a tutela dell’olivicoltura calabrese
Il batterio della Xylella fastidiosa è stato individuato per la prima volta in Calabria. Il focolaio è stato accertato nel territorio di Taurianova, in contrada Olivetella, dove alcune piante sono risultate positive.
Si tratta della sottospecie pauca, la stessa che negli ultimi anni ha provocato ingenti danni al patrimonio olivicolo pugliese.
La conferma è arrivata dopo le analisi effettuate dal CREA. A comunicare la notizia è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che in un video pubblicato sui social ha parlato di un «inizio di epidemia di Xylella fastidiosa».
«Una notizia che non avrei mai voluto darvi», ha detto Gallo, spiegando che la Regione era a conoscenza della situazione da circa un mese e che gli esiti delle analisi sono arrivati nelle ultime ore.
Il focolaio e le prime misure
Al momento sono poche le piante risultate positive. La Regione ha comunque deciso di intervenire immediatamente per circoscrivere il focolaio e impedire una possibile diffusione del batterio. È stato istituito un tavolo di crisi per coordinare le attività sul territorio.
«Per ora sono pochissime le piante individuate», ha spiegato Gallo. «Interverremo con grande determinazione per evitare che l’epidemia di Xylella possa propagarsi». Il provvedimento regionale prevede misure di prevenzione, monitoraggio ed eradicazione, oltre alle restrizioni sulla movimentazione del materiale vegetale previste dalla normativa europea.
Zona infetta di 50 metri
La Regione ha definito, in conformità alle disposizioni dell’Unione Europea, le aree sottoposte a restrizione. La zona infetta comprende un raggio di 50 metri attorno alle piante contaminate ed è interamente ricompresa nel territorio di Taurianova. Attorno a questa area è stata istituita una zona cuscinetto di 2,5 chilometri, che interessa anche parti dei territori comunali di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.
Nella zona infetta saranno applicate le misure di eradicazione previste dal Regolamento europeo 2020/1201. Nella fascia cuscinetto sarà invece intensificata l’attività di monitoraggio, con controlli mirati a individuare tempestivamente eventuali altre piante positive.
La segnalazione a luglio
L’individuazione del focolaio è partita dalla segnalazione di un proprietario terriero della zona, presentata il 15 luglio. A seguito della segnalazione sono stati avviati gli accertamenti e le analisi. La relazione tecnica e fitosanitaria è stata trasmessa alla Regione il 27 agosto.
Con gli esiti delle analisi è arrivata la conferma della presenza della Xylella fastidiosa sottospecie pauca. Il primo settembre la Regione ha quindi adottato il decreto con il quale sono state formalizzate la delimitazione delle aree e le misure fitosanitarie.
L’attenzione resta alta
La presenza del batterio nel Reggino apre una fase di particolare attenzione per il comparto agricolo calabrese e, in particolare, per quello olivicolo.
Il precedente pugliese ha mostrato le conseguenze che la diffusione della Xylella può avere sugli uliveti e sul territorio. Per questo la Regione punta ora sulla tempestività dei controlli e degli interventi, con l’obiettivo di mantenere circoscritto il focolaio individuato a Taurianova.
«Vi terremo naturalmente informati di ogni intervento che andremo a fare», ha concluso Gallo, assicurando l’impegno della Regione per «scongiurare qualsiasi pericolo di propagazione».
Barbuto (M5S): «Avevamo previsto il rischio, ora la Regione intervenga subito»
«L’individuazione del primo focolaio di Xylella fastidiosa a Taurianova rappresenta purtroppo la conferma di un rischio gravissimo che avevamo ampiamente previsto e denunciato». È quanto afferma la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto, intervenendo dopo la conferma della presenza del batterio nel Reggino.
Barbuto ricorda di aver depositato lo scorso 31 marzo in Consiglio regionale la mozione n. 32, con la quale aveva sollecitato l’adozione di un Piano straordinario di prevenzione e il potenziamento dei Servizi Fitosanitari.
«Avevamo chiarito che non c’era tempo da perdere per proteggere i nostri 25 milioni di ulivi e le nostre cultivar autoctone come Carolea, Ottobratica e Cassanese – sottolinea la consigliera – il cui contagio causerebbe un disastro economico, paesaggistico e identitario incalcolabile per la Calabria. Purtroppo siamo stati facili profeti».
Secondo Barbuto, la situazione impone un cambio di passo immediato da parte della Regione. Nel documento presentato a marzo, la consigliera aveva richiamato quanto accaduto in Puglia e l’avanzata della Xylella verso il territorio materano, evidenziando la necessità di rafforzare il sistema regionale di prevenzione.
«Avevamo richiamato le lezioni apprese dal disastro pugliese – spiega – chiedendo di superare le criticità del Servizio Fitosanitario Regionale, gravato da sottodimensionamento organico e da un numero di monitoraggi annui non adeguato agli standard di capillarità previsti dalle normative Ue e dal decreto legislativo 19/2021».
Per la consigliera, l’accertamento del focolaio a Taurianova rende ancora più urgente l’attuazione delle misure indicate nella mozione.
«Ora che il batterio è arrivato nel cuore della Piana di Gioia Tauro, non c’è più un solo minuto da perdere. Non bastano più le rincorse tardive o gli annunci dell’emergenza: servono risposte strutturali e la Giunta ha già sulla scrivania le risposte da dare al territorio».
Le proposte del Movimento 5 Stelle
Barbuto chiede al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo di dare immediata attuazione ai punti contenuti nella mozione. Tra le priorità indicate c’è innanzitutto il potenziamento del Servizio Fitosanitario Regionale, attraverso lo sblocco delle assunzioni di tecnici e ispettori necessari a garantire controlli più capillari e diagnosi tempestive.
Un altro capitolo riguarda le aree demaniali, le scarpate e i terreni abbandonati. La proposta è quella di rafforzare i protocolli con Anas, Province e società ferroviarie per la gestione della vegetazione e di attribuire ai Comuni poteri sostitutivi per intervenire sui terreni privati incolti.
La consigliera propone inoltre una maggiore collaborazione tra le regioni interessate dalla presenza o dal rischio di diffusione del batterio, attraverso un coordinamento con Puglia e Basilicata, lo scambio dei dati e una Unità di crisi permanente con il coinvolgimento delle organizzazioni agricole.
Sostegno alle aziende e ricerca sulle cultivar
Tra le richieste figura anche un intervento economico a favore delle aziende agricole. Barbuto propone strumenti di garanzia attraverso Fincalabria per l’acquisto di attrezzature e la rigenerazione, oltre alla semplificazione delle procedure per accelerare l’erogazione dei fondi CSR destinati agli agricoltori.
Infine, viene indicata la necessità di investire nella ricerca sulle cultivar calabresi, sostenendo ARSAC e le università regionali per la mappatura genetica e promuovendo campagne di informazione e prevenzione rivolte agli agricoltori.
L’obiettivo, secondo la consigliera, è trasformare gli operatori agricoli in veri e propri «custodi del territorio», rafforzando la capacità di individuare tempestivamente eventuali nuovi casi.
«La Calabria non può ripetere gli errori del passato»
La conclusione di Barbuto è un appello diretto alla Giunta regionale. «La Calabria non può permettersi di ripercorrere gli errori di sottovalutazione commessi altrove. La mozione c’è, le soluzioni sono scritte e le risorse possono essere mobilitate subito».
Per la consigliera del M5S, la fase della prevenzione avrebbe dovuto iniziare prima, ma l’accertamento del focolaio impone ora interventi immediati.
«La prevenzione doveva venire prima – conclude Barbuto – ma adesso la Giunta dimostri responsabilità politica e operativa, facendo proprie ed eseguendo senza indugio le soluzioni che abbiamo formalmente depositato mesi fa, per bloccare il focolaio di Taurianova e mettere in sicurezza l’intera filiera olivicola regionale, già messa a dura prova dal crollo dei prezzi».