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21/10/2026 ore 15.52
Cronaca

Processo Millennium a Reggio Calabria, in abbreviato: oltre due secoli di carcere ma reggono solo parte delle accuse

Il gup Andrea Iacovelli ha pronunciato il dispositivo al termine del rito: stangata per il boss di Platì Giuseppe Barbaro. Cadono le contestazioni per diversi imputati. Disposto un risarcimento di un milione di euro per la Città Metropolitana

di Elisa Barresi

L'aula bunker di Reggio Calabria restituisce il primo vero verdetto giudiziario sull'operazione “Millennium”. Nell'aula del Tribunale, al termine del giudizio abbreviato, il giudice dell'udienza preliminare Andrea Iacovelli ha letto il dispositivo che traccia il primo solco contabile e penale dell'imponente inchiesta della DDA reggina. Il bilancio complessivo supera i due secoli di reclusione, confermando l'impianto accusatorio nei confronti dei quadri di vertice del narcotraffico e delle cosche di 'ndrangheta, pur registrando una serie di ridimensionamenti e assoluzioni a carico di diversi indagati per i quali i capi d'imputazione non hanno retto alla prova del processo.

LE CONDANNE PIÙ PESANTI: 24 ANNI A BARBARO, 20 A RUGNETTA

La pena più severa comminata dal gup riguarda Giuseppe Barbaro (cl. '56) figura di spicco della criminalità organizzata di Platì, condannato a 24 anni di reclusione. Segue a ruota Rocco Rugnetta per il quale il giudice ha disposto una condanna a 20 anni di reclusione unificando sotto il vincolo della continuazione i reati a lui ascritti e riqualificando una delle contestazioni nella fattispecie tentata, con il riconoscimento della recidiva.

Tra le altre posizioni di rilievo, il gup ha inflitto 16 anni, 8 mesi e 7 giorni di reclusione a Rocco Bruno Varacalli, 16 anni a Elio Arcangelo Morfea e 14 anni a Francesco Sciarrone. Condanna a 12 anni di reclusione per Giuseppe Francesco Abbate mentre per Domenico Alvaro (cl. '81) la pena fissata è di 8 anni di reclusione.

Completano il quadro delle condanne Domenico Iannaci 6 anni e 8 mesi di reclusione, Giuseppe Alvaro (cl. '73) 6 anni di reclusione, Domenico Pillari 5 anni e 4 mesi di reclusione, Francesco Paolo Alvaro 4 anni di reclusione, Pasquale Romeo 3 anni di reclusione, Giuseppe Violi 2 anni e 8 mesi di reclusione, Rocco Carbone 2 anni e 8 mesi di reclusione, Giuseppe Cacciola e Vincenzo Rugnetta 2 anni di reclusione.
Per Pasquale Romeo e Giuseppe Violi il gup ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari.

IL CAPITOLO DELLE ASSOLUZIONI E LE SCARCERAZIONI

A fronte del blocco delle condanne di vertice, il dispositivo firmato dal dottor Iacovelli sancisce un consistente pacchetto di assoluzioni «perché il fatto non sussiste» o «per non aver commesso il fatto».
Escono del tutto prosciolti dai reati loro contestati Pasquale Maria Tripodi, Vincenzo Giglio, Giuseppe Errante, Pasquale Remo, Domenico Foti, Giuseppe Barreca, Marcello Bellini, Sebastiano Altomonte, Daniele Latella, Andrea Foti, Antonino Fallanca, Demetrio Quattrone, Domenico Neri, Gregorio Fotia e Giuseppe Trapani.

UN MILIONE DI EURO ALLA CITTÀ METROPOLITANA: IL RISARCIMENTO DELLE PARTI CIVILI
Sul piano civile, la pronuncia del gup segna un punto fermo di straordinario valore economico e simbolico. I condannati Rugnetta, Sciarrone, Abbate, Morfea, Alvaro Domenico (cl. '81), Alvaro Giuseppe (cl. '73), Pillari, Alvaro Francesco Paolo, Iannaci, Barbaro, Varacalli, Cacciola, Romeo, Violi, Carbone e Rugnetta Vincenzo sono stati condannati in solido al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile Città Metropolitana di Reggio Calabria per la somma di 1 milione di euro.

LA VICENDA GIUDIZIARIA: DALLA MAXI-INCHIESTA DELLA DDA AL RITO ABBREVIATO
L'operazione “Millennium”, esplosa all'alba del 21 maggio 2025 con l'esecuzione di 97 misure cautelari in tutta Italia gestite dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria unitamente al ROS e al Reparto Cacciatori, aveva fotografato le ramificazioni e l'unitarietà della 'ndrangheta reggina. Un'indagine imponente avviata nel 2018 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che aveva ricostruito le proiezioni criminali dei tre mandamenti — Centro, Jonico e Tirrenico —, toccando snodi cruciali del traffico internazionale di stupefacenti, usura, estorsioni e i tentativi di condizionamento della cosa pubblica e di riciclaggio.

Il verdetto in abbreviato rappresenta il primo vaglio giurisdizionale di peso per la maxinchiesta della DDA reggina. Per conoscere nello specifico i passaggi logico-giuridici e le motivazioni che hanno condotto alla riqualificazione di diversi capi d'imputazione e all'assoluzione di numerose posizioni, bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, per il quale il giudice ha fissato il termine di 90 giorni.