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29/10/2026 ore 06.30
Cronaca

Prossimità, vicinanza quotidiana, conoscenze investigative e un imperativo nel bagaglio del Colonnello Sole: «Bisogna essere credibili, coerenti, empatici» - VIDEO

Insediatosi qualche settimana fa alla guida dell'Arma provinciale, il nuovo Comandante provinciale delinea la sua visione strategica: fermezza investigativa contro la 'ndrangheta, difesa rigorosa delle fasce più fragili e una vicinanza empatica alle comunità locali attraverso la rete capillare delle 88 stazioni e della tenenza sul territorio

di Elisa Barresi

I primi passi del Colonnello Massimiliano Sole al vertice del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria segnano l'avvio di una strategia fondata su un preciso equilibrio, mantenere un'elevata incisività investigativa contro la criminalità organizzata e, contemporaneamente, garantire una presenza umana e rassicurante a beneficio di tutti i cittadini. Il territorio reggino si conferma un contesto complesso, dove la presenza mafiosa rappresenta una criticità profonda, ma non l'unico fattore di rischio sociale su cui le istituzioni sono chiamate a intervenire.
Delineando l'indirizzo operativo e la visione di lungo periodo per la provincia, il Comandante ha ribadito che il contrasto alla 'ndrangheta continuerà a occupare il centro dell'azione inquirente dell'Arma. Tali priorità investigative viaggeranno tuttavia di pari passo con un'attenzione costante verso la tutela dei soggetti più vulnerabili. Nelle sue parole emerge con chiarezza la volontà di non sottovalutare i reati che incidono sulla vita di tutti i giorni: «Sicuramente grande attenzione con un focus particolare dal punto di vista investigativo sull'’ndrangheta, e questo è evidente», ha dichiarato il Colonnello Sole, «ma non trascuriamo quelli che sono fenomeni criminali minori, chiamiamoli così, ma per certi versi molto più odiosi, come ad esempio le truffe agli anziani, come ad esempio la violenza di genere. Quindi grande attenzione per le fragilità e per le parti più indifese della società».
La sfida alla 'ndrangheta e il contrasto al reclutamento giovanile
Nel quadro strategico tracciato dal nuovo Comandante, il contrasto alla 'ndrangheta rimane al centro dell'azione inquirente dell'Arma con un chiaro e prioritario «focus particolare dal punto di vista investigativo». Tuttavia, la risposta istituzionale alla criminalità organizzata non si limita alla dimensione repressiva, ma affronta la mafia sul piano sociale e culturale.
Una delle dinamiche più insidiose riguarda il tentativo dell'organizzazione di fare leva sul tessuto sociale per reclutare «nuove leve» tra i ragazzi della provincia. Rispetto a questa minaccia, il Colonnello Sole sottolinea come i giovani del territorio rappresentino al contrario un «potenziale straordinario» che deve essere tutelato e valorizzato.
Per sradicare l'influenza criminale, l'azione dell'Arma punta a smantellare un falso mito culturale: «Un'altra dinamica che dobbiamo sicuramente perseguire è quella di scardinare l'equivoco che la 'ndrangheta possa essere un'alternativa allo Stato». Raggiungere questo obiettivo richiede un cambio di passo nella percezione delle forze dell'ordine, che devono dimostrare sul campo di essere «credibili, coerenti, empatici, vicini a quelle che sono le esigenze di rassicurazione della collettività».
Per tradurre questa visione in una tutela capillare, la struttura dell'Arma si affida alla forza della sua rete territoriale. Il Comandante ha sottolineato il valore cruciale dell'articolazione periferica, definendola una vera e propria risorsa al servizio del territorio: «La squadra è una squadra straordinaria: abbiamo 88 stazioni e una tenenza, quindi 89 presidi territoriali che devono costituire un baluardo, un presidio di rassicurazione per le collettività». La missione delle stazioni va ben oltre la pura attività di contrasto al crimine. L'essenza dell'Arma dei Carabinieri risiede infatti nella capacità di instaurare un rapporto di fiducia quotidiano con la popolazione: «L'Arma dei Carabinieri non è soltanto repressione», ha scandito l'ufficiale, «l'Arma dei Carabinieri è vicinanza e presidio di rassicurazione per le collettività».
Un capitolo centrale del mandato riguarda infine le nuove generazioni e il tessuto sociale della provincia, un contesto in cui la criminalità organizzata tenta spesso di fare leva sul disagio giovanile per reclutare nuove leve. Rispetto a questa sfida, il Colonnello Sole evidenzia la necessità primaria di offrire un modello istituzionale credibile, capace di porsi come alternativa reale e tangibile. L'obiettivo strategico dichiarato è quello di «scardinare l'equivoco che la ’ndrangheta possa essere un'alternativa allo Stato». Una sfida morale e culturale che, secondo il Comandante, richiede un atteggiamento preciso da parte di chi rappresenta le istituzioni: «Ma per poter far questo bisogna essere credibili, coerenti, empatici, vicini a quelle che sono le esigenze di rassicurazione della collettività».