«Questa non è la vita che voglio»: ecco i primi verbali di Antonio Ranisi, nuovo pentito di ’ndrangheta a Reggio Calabria
di P. P. P. – Uomo di fiducia del boss Luigi Molinetti, detto la “Belva”, il nuovo pentito della ’ndrangheta reggina Antonino Randisi era imputato nel processo Epicentro da cui lo scorso luglio era stato assolto dalla Corte d’Appello.
Dopo l’assoluzione, quindi, il 36enne si è presentato ai magistrati per collaborare con la giustizia: «Intendo superare gli errori del passato – ha dichiarato ai pm – e voglio cambiare vita. Ho capito che questa non è la vita che voglio. Ho scelto di collaborare da uomo libero, non temo la carcerazione, ma voglio rimediare ai miei errori».
Ai magistrati, Randisi (indicato anche con gli pseudonimi Tolli Tolli, «perché da piccolo balbettavo», Diabolik o Secco) ha raccontato di aver ricevuto «la dote dello sgarro» da Carmine De Stefano: «Non so se è stata una procedura regolare secondo la tradizione di ’ndrangheta – riferisce – ma per me contava poco».
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