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31/12/2025 ore 17.00
Cronaca

Reggio, quando la cronaca lascia il passo alla riflessione: il duplice infanticidio che ha scosso l'Italia

Una storia di solitudine, fragilità e rifiuto che ha aperto un dibattito profondo non solo nella comunità reggina ma in tutta Italia, lasciando ancora interrogativi sulla società e sulla capacità di ascolto collettivo

di Elisa Barresi

Il 2025 si chiude lasciando alle spalle diversi casi di cronaca che hanno visto teatro Reggio Calabria. Quest’anno, infatti, la città è stata al centro dell’attenzione nazionale per una drammatica vicenda di cronaca: il duplice infanticidio compiuto da una giovane donna nel quartiere di Pellaro.

Nel corso dell’autunno 2025, le cronache giudiziarie italiane hanno riportato alla luce una vicenda tragica e inquietante che ha avuto come teatro Pellaro, nella periferia sud di Reggio Calabria, dove una 25enne è stata arrestata con l’accusa di duplice infanticidio.

Le indagini della Procura di Reggio Calabria e della Squadra mobile hanno ricostruito come la donna, nel luglio 2024, abbia partorito due gemellini in casa, soffocati subito dopo la nascita e poi nascosti in un armadio all’interno dell’abitazione familiare, fino a quando i corpi non sono stati scoperti a causa del cattivo odore emanato dal mobile.

La scoperta è avvenuta perché la madre della giovane, insospettita dall’odore, ha aperto l’armadio e fatto la macabra scoperta, dando immediatamente l’allarme alla polizia. Le successive indagini hanno portato anche all’iscrizione nel registro degli indagati del fidanzato per favoreggiamento personale, in relazione agli scambi di messaggi e al possibile coinvolgimento nella vicenda.

Un ulteriore elemento inquietante è che gli investigatori sospettano un precedente episodio di soppressione di un altro neonato risalente a tre anni prima, per il quale non è stato ancora rinvenuto alcun corpo, aprendo così un capitolo ancora più oscuro nell’intera vicenda.

Durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, i legali della donna hanno chiesto una perizia psichiatrica per verificare lo stato mentale della giovane al momento dei fatti, sottolineandone una fragilità emotiva e psicologica.

Un effetto profondo sulla comunità

Il caso ha avuto un impatto immediato e duraturo sulla comunità di Reggio Calabria e oltre. Non si è trattato soltanto di un crimine efferato, ma di un evento che ha messo in luce tensioni sociali profonde: l’isolamento, il disagio psicologico, la paura del giudizio e l’assenza di reti di sostegno adeguate per persone in difficoltà.

La narrazione pubblica ha spesso oscillato tra shock, condanna morale e richieste di comprensione delle dinamiche interne alla vicenda, mostrando quanto sia difficile affrontare queste tragedie con empatia e rigore.

In molti hanno sottolineato come la solitudine e la fragilità umana possano spingere a gesti estremi, mentre altri hanno evidenziato l’importanza di servizi di supporto psicologico e sociale, ancora carenti in molte aree, come evidenziato anche dalle recenti dichiarazioni del Procuratore dei minorenni di Reggio Calabria sulla mancanza di strutture adeguate per minori e persone in difficoltà.

La vicenda ha fatto emergere interrogativi non solo sul piano giudiziario ma anche culturale e sociale: quanto la società italiana sia pronta a comprendere e affrontare storie di profondo disagio, senza limitarsi a giudicare, ma cercando di introspezione e prevenzione di situazioni di vulnerabilità.

Oltre il giudizio: una società in attesa di risposte

Ancora oggi, molti aspetti di questa storia restano avvolti nel mistero; al centro restano domande su cosa abbia spinto una giovane donna a compiere gesti così estremi e come, in un contesto familiare apparentemente normale, si sia potuta consumare una simile tragedia.

La mancanza di risposte facili sottolinea il bisogno di riflessione sul ruolo della comunità, dei servizi sociali e della nostra capacità di ascolto e supporto.

Questa vicenda non è stata soltanto un fatto di cronaca, ma un simbolo di fragilità collettiva che ha scosso Reggio Calabria e l’intero Paese, ricordando quanto sia urgente affrontare con serietà i problemi di isolamento, salute mentale e sostegno sociale nella nostra società.