Reggio, il Colonnello Sole al comando dell’Arma Provinciale rilancia la sfida alla 'ndrangheta tra prossimità e continuità
Presentati i nuovi vertici di alcune articolazioni dei Carabinieri reggini. «Grande attenzione e vicinanza alla cittadinanza, soprattutto nei piccoli centri, per contrastare quelli che sono reati di grande allarme sociale»
Sarà il Colonnello Massimiliano Sole a guidare l’Arma dei Carabinieri nella provincia di Reggio Calabria. Nella sede del Comando Provinciale è stata infatti presentata ufficialmente la nuova squadra di ufficiali che presiederà alla direzione dei principali reparti del territorio. L'avvicendamento con il Generale di Brigata Cesario Totaro segna l’avvio di una fase strategica e operativa, «in continuità», che metterà al centro la prevenzione, una presenza capillare sul territorio e il fermo contrasto alla criminalità organizzata.
«Continuità, prossimità e impegno istituzionale»
Nel suo primo incontro con la stampa, il Colonnello Sole ha delineato chiaramente la visione che orienterà il suo mandato, sottolineando anzitutto il legame con l'operato del suo predecessore: «Ringrazio e non finirò mai di ringraziare il Generale Totaro perché ha fatto un lavoro straordinario. Quindi la mia sarà sicuramente una linea di comando in assoluta continuità con quanto fatto».
Entrando nel merito delle priorità investigative, e perché no, sociali dell'Arma sul territorio reggino, il neo Comandante ha evidenziato la duplice direttrice dell'azione istituzionale: «Il focus investigativo del Comando Provinciale deve essere certamente sul fenomeno della 'ndrangheta, ma certamente con grande attenzione anche per la vicinanza alla cittadinanza, soprattutto nei piccoli centri, per contrastare quelli che sono reati anche di minore entità da un punto di vista investigativo, ma certamente di grande allarme sociale».
Sole ne approfitta per indicare nelle truffe del finto carabiniere un esempio di «allarme sociale», e a testimonianza della concretezza verso i reati predatori e le truffe ai danni dei soggetti più fragili, il Colonnello ha citato un episodio di cronaca “fresca”: «Proprio ieri la stazione di San Ferdinando ha arrestato in flagranza di reato un finto carabiniere che stava truffando un anziano».
Richiamando poi la propria formazione sul campo nei contesti più complessi e le esperienze internazionali mature nel corso degli anni, il Comandante ha spiegato come queste tappe abbiano formato il suo approccio operativo: «Ho avuto la fortuna in giovane età, quando ho militato nel Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Agrigento, di occuparmi ovviamente di criminalità organizzata e di collaborare con l'FBI, con le Giubbe Rosse canadesi, con il Landeskriminalamt tedesco. E quindi questo ovviamente ha fatto parte di un percorso professionale che mi consente di avere una sensibilità investigativa piuttosto accentuata. La squadra Stato di fronte a un fenomeno complesso come quello della criminalità organizzata – sottolinea - deve essere quanto mai compatta».
Infine, il Comandante Sole si rivolge direttamente ai reggini, con un messaggio di fiducia e riscatto: «Il messaggio per i reggini è di avere fiducia nell'Arma dei Carabinieri, avere fiducia nelle istituzioni. Non devono avere paura di alzare la testa contro il fenomeno della 'ndrangheta perché le istituzioni ci sono, siamo al loro fianco anche nelle realtà più distanti da quelli che sono i centri più grandi. Le nostre 88 stazioni sono là per servire la popolazione e per fare in modo che questa terra si rialzi, come peraltro sta già facendo da diverso tempo».
Il futuro dell'Arma: i giovani Allievi Marescialli e il "Training on the Job"
Insieme alla presentazione dei nuovi vertici, il Colonnello Sole ha introdotto anche sei Marescialli Allievi del 14° Corso triennale della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, giunti nei reparti della provincia di Reggio Calabria per la fase intensiva di "Training on the Job". Il Comandante Provinciale ha rimarcato l'importanza pedagogica e operativa di questo tirocinio sul campo: «Ci tenevo a presentare i giovani colleghi marescialli allievi perché ritengo che la formula che l'Arma dei Carabinieri ha deciso di praticare come dinamica addestrativa, cioè del training on the job dell'ultimo anno, sia obiettivamente una grande opportunità che consente ai nostri ragazzi di svolgere il terzo anno con un'alternanza scuola-lavoro».
Sole sottolinea che tale opportunità permette di conoscere realtà sia al nord, sia al centro, sia al sud: «Permette in un tempo ragionevolmente breve di acquisire grande esperienza e quindi di trovarsi anche professionalmente e umanamente più pronti per i difficili incarichi che andranno poi a rivestire, perché i nostri ragazzi del triennale il loro naturale sbocco professionale è il comando della stazione Carabinieri».