Reggio, la Polizia emette Daspo “fuori contesto” nei confronti di tre tifosi della Reggina Calcio
I tre provvedimenti di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive hanno durata di cinque anni ciascuno con la prescrizione dell’obbligo di comparire presso la Questura durante lo svolgimento degli eventi, convalidata dalla competente Autorità Giudiziaria
Nell’ottica dell’intensificazione dell’attività di prevenzione al fenomeno delle violenze in occasione o a causa di competizioni sportive, la questura di Reggio Calabria comunica di avere emesso tre provvedimenti di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) “fuori contesto”, per la durata di cinque anni ciascuno con la prescrizione dell’obbligo di comparire presso la Questura durante lo svolgimento degli eventi, convalidata dalla competente Autorità Giudiziaria, nei confronti altrettanti soggetti, appartenenti al tifo organizzato della squadra amaranto.
Agli interessati, nel maggio del corrente anno, la locale Digos ha notificato un Avviso di conclusione delle indagini preliminari, con contestuale Informazione di garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Reggio Calabria, poiché indagati, allo stato degli atti e fatte salve successive valutazioni nel merito, dei reati di associazione a delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso in danno della precedente dirigenza della A.S. Reggina 1914, con l’aggravante di aver commesso il fatto in occasioni o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono le stesse.
I provvedimenti, emanati sulla scorta del procedimento amministrativo avviato dalla Divisione Polizia Anticrimine, traggono la loro legittimazione dalla legge n. 401 del 1989, che ha previsto l’applicabilità della misura di prevenzione anche in riferimento a condotte realizzate in ambiti non ricollegabili ad eventi sportivi. Il divieto è oggi applicabile non soltanto a coloro che hanno palesato una potenziale pericolosità per l’ordinario e pacifico svolgimento delle manifestazioni sportive in occasione delle stesse, ma anche ai soggetti a carico dei quali tale pericolosità risulti aliunde, ossia dall’essere incorsi in denunzia o condanna, anche con sentenza non definitiva, per determinati reati, specificamente indicati e scelti quali indici precisi di attitudine al compimento di reati di particolare allarme sociale.
La previsione normativa risponde quindi all’esigenza di evitare che soggetti che si trovano nelle condizioni oggettive previste dalla norma, per i quali è presumibile la probabilità di condotte violente, possano accedere alle manifestazioni sportive, luoghi in cui condotte analoghe potrebbero comportare una condizione di particolare rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’attività della Questura è in linea con le direttive emanate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, al fine di garantire lo svolgimento della manifestazione pubblica in una cornice di sicurezza senza turbative per l’ordine e la sicurezza dei cittadini, scremando i soggetti ritenuti pericolosi.