Riace, Lucano tra sospensione e Corte d'Appello: cresce l'attesa per il verdetto sulla decadenza
Nei giorni scorsi è stato discusso il ricorso del primo cittadino contro la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Locri
C’è attesa per conoscere il verdetto sulla decadenza del sindaco di Riace Mimmo Lucano, in carica dal giugno 2024. Presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria si è svolta nei giorni scorsi l’udienza sul ricorso presentato lo scorso luglio dal primo cittadino per chiedere l’annullamento del provvedimento di primo grado emesso dal tribunale di Locri con cui è stata dichiarata la decadenza del sindaco dopo l’avvio dell’azione popolare promossa dal Prefetto di Reggio Calabria in seguito alla mancata pressa d’atto della decadenza da parte del consiglio comunale riacese.
La causa di decadenza per Lucano riguarda solamente la sua carica di primo cittadino. Lo stesso sta svolgendo da un anno le funzioni di europarlamentare nel gruppo di Alleanza Verdi Sinistra. Dopo la decadenza dichiarata dal tribunale di Locri Lucano è stato sospeso dalla carica. Il provvedimento prefettizio è durato fino a quando il sindaco decaduto ha presentato appello che, una volta depositato automaticamente, ne ha sospeso l’efficacia consentendo a Lucano di rientrare nei pieni poteri. Se la Corte d’Appello dovesse confermarne la decadenza, il sindaco è disposto ad arrivare fino a in Cassazione. Soltanto infatti se la decadenza verrà riconosciuta nell’ultimo grado di giudizio verrà sciolto il consiglio comunale con la nomina di un commissario prefettizio fino a nuove elezioni.
I legali di Mimmo Lucano, gli avvocati Giulio Saitta e Andrea Daqua, sostengono che il falso contestato, senza l'aggravante dell'abuso di potere, non dovrebbe portare alla decadenza secondo la legge Severino. Si attende ora la decisione dei giudici che potrebbe arrivare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.